I nuovi congedi parentali

congedo parentaleL’annuncio dato dagli organi d’informazione sulla possibilità, prevista dal Jobs Act di poter utilizzare i congedi parentali ad ore, ha creato delle aspettative presto disilluse dal fatto che gli interessati non riuscivano ad accedere all’apposito servizio dell’INPS. L’Istituto, sotto la pressione delle crescenti proteste di genitori interessati alla normativa, ha pubblicato la circolare applicativa 152 in cui però viene ridimensionato il concetto di poter liberamente usufruire di permessi ad ore.

Le basi normative sui congedi parentali

È utile richiamare le normative sui congedi parentali, adottate dal precedente governo Monti, in cui si faceva già riferimento alla possibilità di usufruire di congedi ad ore, nell’ipotesi però che fossero contemplati nella contrattazione collettiva. I criteri di applicazione sono estesamente spiegati sul sito dell’INPS . Le nuove regole danno attuazione alle norme contenute nel Jobs Act, nell’ambito del decreto sulla conciliazione tra vita e lavoro e dovrebbero dare (il condizionale è d’obbligo) la possibilità di assentarsi dal lavoro per piccole frazioni di tempo nel corso della giornata, a genitori con figli fino ai 12 anni di età. Continua a leggere

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Il licenziamento illegittimo dopo il Jobs Act

trasferimentoIl numero di lavoratori, se supera o meno le 15 unità, porta a differenti conseguenze sia per l’azienda che per i dipendenti in caso di licenziamento illegittimo o licenziamento nullo, questo dopo le modifiche apportate dal Jobs Act alla legge Fornero.

Le sanzioni previste dal Jobs Act in caso di licenziamento illegittimo

Il decreto legislativo n. 23/2015 , con cui si dava attuazione al così detto contratto a tutele crescenti, ha modificato la disciplina sanzionatoria dei licenziamenti individuali, quando ritenuti illegittimi.Va premessa, per una corretta interpretazione delle successive considerazioni, un’importante precisazione; se l’impresa supera i 15 dipendenti per effetto di nuove assunzioni a tempo indeterminato, effettuate dopo il 7 marzo 2015, allora verrà a cadere la tutela reale stabilita dall’art.18 (reintegro in caso di licenziamento illegittimo) per tutti i dipendenti, quindi anche per quelli assunti prima dell’entrata in vigoe della nuova legge. Vediamo allora le diverse alternative in caso di licenziamento economico o licenziamento disciplinare. Continua a leggere

La nuova procedura di conciliazione stragiudiziale

conciliazioneAbbiamo già scritto sulle nuove regole introdotte dal Jobs Act relative ai licenziamenti individuali, quando applicati ai nuovi contratti a tutele crescenti.
Vale spendere qualche parola in più sulla procedura di conciliazione, poiché il DLgs 23/2015 ha introdotto un nuovo rito stragiudiziale, applicabile alle eventuali controversie sorte a seguito di licenziamenti ritenuti illegittimi.

Come e quando si applica la procedura di conciliazione stragiudiziale

Fare attenzione in quanto la procedura si applica ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tutele crescenti, ma anche per quelli assunti in precedenza nelle aziende che, dopo l’entrata in vigore del decreto di cui sopra, supereranno la soglia dei 15 dipendenti. Il datore di lavoro, nell’intento di evitare una causa dagli esiti per lui incerti, può offrire al dipendente un importo, esente dalla trattenuta Irpef e dai contributi, pari ad una mensilità per ogni anno di servizio con un minimo di 2 ed un massimo di 18 mensilità. Continua a leggere

Le nuove regole per le visite fiscali in caso di malattia

Una recente circolare INPS ha chiarito quali sono le nuove regole per le visite fiscali in caso di malattia. E’ consigliabile prenderne nota attentamente, poiché è chiaro l’intento di scoraggiare drasticamente certi comportamenti illeciti.

Gli adempimenti del lavoratore in caso di malattia

Non riscrivo un articolo quando sul web se ne trovano moltissimi su questo argomento; mi permetto di segnalarne uno che mi sembra completo sia per quanto riguarda le procedure di comunicazione sia per quanto riguarda le visite fiscali.
Visite fiscali lenuove regole dal 2015

La denuncia degli imprenditori disonesti

Attività ispettivaRiceviamo continuamente, sulla pagina “Racconta la tua storia ” del nostro sito, richieste di aiuto da parte di lavoratori, che stanno subendo vessazioni di vario tipo da parte di imprenditori disonesti. Le segnalazioni riguardano il lavoro nero, il non rispetto dei contratti sottoscritti, gli orari di lavoro più lunghi di quelli di legge, la non concessione di ferie o, all’opposto, l’obbligo di fare ferie non retribuite, l’imposizione di part time diversi da quelli contrattuali, il ritardo o il non pagamento della retribuzione, il non pagamento dell’indennità di malattia ecc.

Quali alternative hanno i lavoratori per combattere gli imprenditori disonesti

Bisogna, purtroppo, prendere atto che, in questi casi, non esiste una facile e indolore soluzione; o si accetta di continuare a subire le vessazioni o si decide di ribellarsi con il che si prospettano tre alternative:

  • Si rassegnano le dimissioni volontarie nella fortunata ipotesi di aver trovato un’altra opportunità di lavoro.
  • Si rassegnano le dimissioni per giusta causa (quando ne ricorrano i termini) e si affronta una vertenza con l’assistenza di un legale privato o sindacale.
  • Si denuncia il datore di lavoro, pronti ad affrontare, anche in questo caso, o una conciliazione extragiudiziale o una vertenza di fronte alla magistratura del lavoro.

Oggi parliamo di questo ultimo caso poiché pochissimi lavoratori sanno come si devono denunciare gli imprenditori disonesti. Continua a leggere