Difendere il posto di lavoro; versione stampata.

Il testo “Difendere il posto di lavoro” è ora disponibile su Amazon anche nella versione di stampa. La versione ebook, di cui puoi leggere un ampia anteprima sul blog, è scaricabile gratuitamente da Lunedì 14 a Venerdì 18 Aprile. Buona lettura

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La riforma degli ammortizzatori sociali

E’ arrivato in senato il complesso disegno di legge di riforma degli ammortizzatori sociali e di riordino dei rapporti di lavoro.
Difficile prevedere quale sarà il cammino di questo disegno di legge; sono note però le riforme che vorebbe introdurre:

  1. rimodulazione della cassa integrazione;
  2. introduzione dell’assegno universale di disoccupazione;
  3. istituzione del compenso orario minimo;
  4. previsione di una tax credit per le lavoratrici madri come incentivo al lavoro femminile. Il disegno contiene anche  l’ipotesi dell’estensione dell’indennità di maternità a tutte le categorie di lavoratrici ed una maggiore flessibilità degli orari di lavoro e dei congedi;
  5. estensione dell‘Aspi ai lavoratori cococo;
  6. riordino delle forme contrattuali con l’introduzionedi tipologie contrattuali volte a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro e con l’applicazione , in via sperimentale, del compenso orario minimo.

Una delle maggiori preoccupazioni, visto, il manifestarsi di ideologie politiche volte a favorire l’immigrazione extracomunitaria, riguarda l’assegno universale di disoccupazione che, se erogato anche agli immigrati, provocherebbe un aumento dei flussi migratori verso il nostro paese e un disastro nelle nostre finanze pubbliche.

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Jobs act: i dettagli del decreto lavoro

jobs act
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 12 Marzo 2014, ha approvato il decreto lavoro, prima parte del Jobs act, contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Sono molti gli aspetti che riguardano i lavoratori e che possono essere così riassunti.

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Difendere il posto di lavoro

Posto di lavoroE’ da ieri reperibile su Amazon il nuovo ebook “Difendere il posto di lavoro“. Perdere il posto di lavoro è sempre stato un dramma, ma perderlo oggi può significare il dover attendere tempi lunghissini prima di trovare una nuova opportunità professionale; il tasso di disoccupazione ha raggiunto il valore record del 12,7% della popolazione potenzialmente attiva e le statistiche parlano ormai di tre milioni e passa di disoccupati.  Non c’è da illudersi; questa situazione continuerà, purtroppo, ad incidere sul mercato del lavoro del nostro paese per molto tempo ancora e, quando inizierà un recupero, questo sarà, secondo le previsioni, molto lento.  Esistono situazioni nelle quali non è possibile metter in atto alcun sistema di difesa, ma in parecchi casi la perdita del posto di lavoro potrebbe essere  causata dalla scarsa conoscenza di certi meccanismi aziendali o di alcune leggi del lavoro. È una vecchia regola; chi è più informato ha maggiori probabilità di cavarsela rispetto a chi non ha tutte le conoscenze del caso.

Non sarà certo possibile trovare in questo ebook  formule magiche per riuscire proteggere qualunque rapporto di lavoro; l’ebook, nel più stretto rispetto della privacy, nasce però dall’analisi di decine e decine di casi, che sono stati oggetto di approfondimento, durante cinque anni di consulenza on line fornita attraverso il nostro blog. Non mancheranno, quindi,  suggerimenti in grado di aiutare i lettori a capire con anticipo quali rischi corrono di perdere il posto di lavoro, come porvi rimedio e, nel caso non fosse possibile evitare l’interruzione del rapporto di lavoro, quali strategie adottare, per attenuare l’impatto economico.

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Procedura per la convalida delle dimissioni

Fare attenzione perchè è in vigore una nuova procedura per la convalida delle dimissioni volontarie. La legge Fornero aveva già introdotto delle modifiche con l’obiettivo di contrastare le così dette dimissioni in bianco. La Commissione parlamentare del Lavoro, nell’approvare il decreto legge di cui sopra, ha introdotto un’ulteriore modifica, che cambia la procedura per la convalida delle dimissioni.
L’iter prevede l’utilizzo esclusivamente di moduli prestampati e numerati che dovrebbero essere reperibili sul sito del Ministero del lavoro. Ho tentato inutilmente di trovare questa modulistica ma, ad oggi, sono ancora reperibili i vecchi moduli.
Il modulo  compilato in triplice copia (datore di lavoro, lavoratore e ispettorato del lavoro), non potrà avere una data di acquisto anteriore di 15 giorni rispetto alla data di dimissioni.
La copia per l’ispettorato può essere inviata dal lavoratore con raccomandata A/R

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Ferie non godute e cassa integrazione

E’ obbligatorio consumare le ferie non godute prima o durante i processi di cassa integrazione? Premesso che, nell’ambito della cassa integrazione (ordinaria, straordinaria o in deroga) la sospensione dei lavoratori e della loro attività lavorativa può essere solamente parziale (per alcuni giorni/ore la settimana) oppure totale,  il Ministero del lavoro, in risposta ad un recente interpello sull’argomento, distingue  due ipotesi:

  1. Ritiene ammissibile la fruizione immediata della cassa integrazione anche a fronte di ferie annuali maturate e non ancora godute da parte dei lavoratori coinvolti nella procedura se la sospensione delle attività è totale. Questo anche in un’ottica di semplificazione per l’impresa e di effettiva tutela per i lavoratori. Nel caso della cassa integrazione a zero ore non sembra sussistere il presupposto della necessità di recuperare le energie psico-fisiche cui è preordinato il diritto alle ferie. E’ dunque chiaro che le ferie non godute possono essere posticipate fino alla ripresa dell’attività produttiva siano esse  quelle già maturate e non ancora godute siano esse quelle infra – annuali in corso di maturazione.
  2. Diverso invece il caso della cassa integrazione parziale (orario di lavoro settimanale ridotto) dove non è consentito il differimento delle ferie (residue e in corso di maturazione) perché in tali circostanze deve comunque essere garantito al lavoratore il ristoro psico-fisico correlato anche in misura ridotta.
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Pensione anticipata con opzione contributivo.

Non sono più chiare le date ultime per le donne di andare in pensione anticipata con l’opzione contributivo. Questa incertezza è stata generata dalla circolare INPS n. 35 del 14 marzo 2012, con la quale dava disposizioni per l’attuazione di quanto previsto dal Decreto Salva Italia e dal Decreto Milleproroghe.
L’opzione contributivo riguarda quelle donne che, secondo l’iniziale Riforma Maroni, sarebbero potute andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi, se dipendenti, e 58 anni anni di età e 35 di contributi se autonome, a patto di accettare il calcolo della pensione con il sistema contributivo e qualora avessero maturato il diritto alla pensione entro il 31/12/2015.
L’INPS, con la suddetta circolare, confermava che:

  • il requisito anagrafico di 57/58 anni avrebbe subito nel 2013 l’incremento di tre mesi relativo all’adeguamento speranza di vita;
  • la data del 31.12.2015  avrebbe dovuto intendersi come termine ultimo per la liquidazione del trattamento pensionistico e non come termine entro il quale dovevano essere raggiunti i requisiti anagrafico/contributivi, a prescindere dall’apertura della finestra di decorrenza.

L’applicazione di questa interpretazione sposterebbe il termine ultimo per le lavoratrici autonome a Marzo 2014 e per quelle dipendenti a settembre 2014. La commissione Lavoro del Senato ha però approvato una risoluzione con cui si chiede il riprisitino al 31 Dicembre 2015 del termine ultimo per poter usufruire del pensionamento anticipato con l’opzione contributivo. Si attendono pertanto nuovi sviluppi.

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Sono possibili nuove assunzioni durante Cig o Mobilità?

E’ corretto che l’azienda faccia nuove assunzioni durante la CIG, Mobilità, o anche prima e dopo ? La domanda è più che giustificata e richiede una risposta abbastanza complessa.
E’ sicuramente vietata l’utilizzazione di lavoratori interinali:

  1. per le aziende, che sono state interessate, nei 12 mesi precedenti, da licenziamenti collettivi, che abbiano interessato lavoratori con mansioni uguali a quelle a cui sarebbero adibiti gli interinali, salvo che  non occorra per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto.
  2. per le aziende nelle quali sono in corso sospensioni dal lavoro o riduzioni d’orario di lavoro, con diritto al trattamento di integrazione salariale e che interessano lavoratori con mansioni uguali  a quelle a cui sarebberi adibiti i lavoratori interinali.

Bisogna anche tenere conto di un orientamente prevalente nella magistratura, secondo il quale, dopo l’adozione di un processo di mobilità, condotte datoriali, successive al licenziamento, quali la richiesta di lavoro straordinario, l’assunzione di nuovi lavoratori o l’affidamento all’esterno dell’impresa di parte della produzione, non invalidano  i licenziamenti adottati, a patto che siano stati rispettati gli adempimenti previsti dalle procedure di mobilità.

Una corrente minoritaria, per contro, ammette, in caso d’impugnazione del licenziamento, che il giudice debba controllare l’effettiva sussistenza dei presupposti  posti alla base dei licenziamenti per riduzione del personale. Il giudice pertanto, pur non potendo sindacare la scelta datoriale, dovrebbe verificare l’esistenza o meno di un nesso causale tra il prospettato ridimensionamento e i licenziamenti effettuati, consentendo quindi un’approfondita analisi della situazione di fatto precedente e successiva allo svolgimento della procedura di mobilità.

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Il taglio della spesa pubblica

spesa PAChi ha letto o ascoltato la ricetta di Matteo Renzi per migliorare a situazione economica del sistema paese, può rimanere perplesso sull’effettive intenzioni di tagliare, in modo determinante la spesa pubblica. Parlare di ricuperare 5 miliardi dalle dismissioni del patrimonio immobiliare e 10 miliardi dalla riduzione dei consumi intermedi della pubblica amministrazione è un nonnulla se confrontato con gli attuali 800 miliardi di spesa pubblica. Continua a leggere

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Pensioni e il contributo di equità

Ecco spuntare una nuova proposta del M5S: il contributo di equità. Come avevo previsto nei miei precedenti post sull’argomento, chi è schierato su certe posizioni ideologiche è alla ricerca di soluzioni che hanno comprensibili obiettivi solidaristici, ma che poi contemplano soluzioni demegogiche.
Qualche giorno fa il M5S alla Camera ha presentato una sua mozione su un contributo di solidarietà sotto forma di un’aliquota proporzionale da applicare a tutti i pensionati (dallo 0,1% per le minime al 32% per le massime) che avrebbe dovuto portare più di 1 miliardo da redistribuire tra chi percepisce meno. Non è passata. Continua a leggere

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