ECCO LE NOVITA’ SULLE PENSIONI

inpsEcco le novità sulle pensioni in vigore dal Gennaio 2015, con la pubblicazione in Gazzetta della Legge di Stabilità.

Pensione anticipata

Sono state cancellate le penalizzazioni legate al conseguimento della pensione anticipata con l’eliminazione della norma contenuta nella Riforma Fornero. Si fa riferimento ai soggetti che maturano il requisito di anzianità contributiva per l’accesso al trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2017, nei confronti dei quali non troveranno più applicazione le penalizzazioni  previste per l’accesso alla pensione anticipata (ossia prima dei 62 anni). Non si applica, pertanto, sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate prima del 1° gennaio 2012, la riduzione pari ad un punto percentuale per ogni anno di anticipo rispetto all’età di 62 anni e di 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo oltre i due anni. Continua a leggere

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IL JOBS ACT NON DIMINUIRA’ LA DISOCCUPAZIONE

Alcune critiche al Jobs Act, apparse sul portale delle PMI, fanno temere che non produrrà alcun effetto sulla disoccupazione.

I decreti legislativi  non modificheranno la disoccupazione

Avevo già pubblicato un post  all’inizio di novembre dello scorso anno in cui manifestavo le mie perplessità sulla possibilità che le norme, allora previste, nel Jobs Act potessero ridurre la disoccupazione in Italia. Oggi mi azzardo ad affermare che le nuove norme, da poco approvate, quasi certamente non produrranno effettivi positivi sulla disoccupazione; questa mia quasi certezza non deriva dalla modifiche apportate ai contenuti dei decreti legislativi o da un più approfondito loro studio, ma dalla lettura di un articolo apparso sul portale delle PMI dal titolo Jobs Act; impatto su occupazione e stipendi. Non riassumo quì il contenuto, poiché ritengo corretto che ogni persona interessata ne verifichi personalmente il significato; dal mio punto di vista certe considerazioni, seppure addebitate alle osservazioni di due economisti, danno un quadro desolante della piccola e media imprenditoria italiana; altro che motore del nostro paese!

 L’impatto del Jobs Act sulla disoccupazione

La lettura dell’articolo apparso sul portale delle PMI induce a fare le seguenti considerazioni:

  • se le ipotesi di applicazione delle nuove norme da parte imprenditoriale saranno quelle ipotizzate nell’articolo, si potrà affermare senza più dubbi che  la responsabilità sociale dell’impresa è un concetto morto e defunto;
  • si potrà prevedere, nella migliore delle ipotesi, uno scambio alla pari tra lavoratori giovani che entrano e over cinquanta che escono dal mercato del lavoro;
  • con le nuove norme di accesso alla pensione, l’uscita dal mercato del lavoro di persone ultracinquantenni creerà drammi sociali superiori a quelli oggi affrontati dai giovani in cerca di occupazione. Drammi che potrebbero creare tensioni dai limiti imprevedibili, poiché gli apportati miglioramenti agli ammortizzatori sociali non potranno proteggere questa popolazione di dipendenti sino al loro pensionamento.

Dobbiamo concludere che, ancora una volta, il governo nella preparazione del Jobs Act così come successo in passato, ha adottato delle leggi sul mercato del lavoro, non prevedendone un uso distorto da parte imprendiotoriale e senza adeguate protezioni per i lavoratori.

IL JOBS ACT ENTRERA’ IN VIGORE A GENNAIO?

Solo ieri sono stati trasmessi alla Camera i due decreti legislativi per l’attuazione del jobs act. Il primo decreto riguarda il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, il secondo la riforma degli ammortizzatori sociali. Ora la commissione Lavoro è chiamata ad esprimere entro 30 giorni un parere obbligatorio ma non vincolante.

Le novità introdotte dal jobs act

Vale la pena rivedere le novità previste nel jobs act che impatteranno sul mercato del lavoro:

  • introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti solo per nuovi assunti che, per i datori di lavoro, dovrebbe portare a un taglio  del costo del lavoro pari al 30%;
  • la  reintegra del dipendente non è più prevista in alcun caso nei licenziamenti per motivi economici;
  • la reintegra nel posto di lavoro è prevista solo in caso di licenziamenti nulli e discriminatori;
  • la reintegra nei licenziamenti disciplinari è prevista solo nel caso il giudice accerti che il fatto non sussisteva.Non viene dunque eliminata la discrezionalità dei giudici e ciò avrà il suo peso;
  • l’indennizzo, in caso di licenziamento ingiustificato, dovrebbe essere pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio con un minimo di 4 mesi ed un masssimo di 24 mesi;
  • è prevista la conciliazione veloce nel qual caso il datore di lavoro può offrire una mensilità per ogni anno di anzianità fino ad un massimo di 18 mensilità;
  • la nuova indennità di disoccupazione avrà una durata massima di 24 mesi con tetto di 1300 euro ed estesa ai contratti cococo e cocopro sino al loro esurimento.

Questa dovrebbe essere la formulazione finale dei primi due decreti legislativi del job acts, che però sottointendono e richiedono ancora approfonditi chiarimenti per la loro messa in funzione.

PREPARARSI AL COLLOQUIO DI SELEZIONE

SkypeIl colloquio di selezione, elemento da sempre importantissimo nella ricerca del primo o di un nuovo posto di lavoro, sta diventando, se del caso, ancora più importante per una serie di motivi certamente legati alle mutate caratteristiche dell’attuale mercato del lavoro.

Elementi che influiscono sul colloquio di selezione

Alcuni fattori condizionano, oggi in modo determinante, il colloquio di selezione; citiamo tra questi l’enorme divario tra la domanda e l’offerta del lavoro e l’utilizzo, da parte dei selezionatori, di tecniche e metodiche d’intervista non sempre in grado di permettere ai candidati di esprimere al meglio le proprie competenze, sopra tutto comportamentali. L’enorme disponibilità di domanda rende difficilissimo riuscire a distinguersi nella massa dei candidati alle posizioni ricercate, mentre tecniche d’intervista quale quelle telefoniche o con Skype, impedendo il diretto contatto tra intervistato e intervistatore, attenua in quest’ultimo la possibilità di cogliere alcuni importanti aspetti comportamentali dell’intervistato.

Cosa proponiamo sul colloquio di selezione

Non è nostra intenzione suggerire  i soliti sistemi per avere maggior successo nel colloquio di selezione, poiché su questo argomento si trovano forse centinaia di testi o articoli in rete; la nostra proposta, completamente innovativa, si basa sulla possibilità di effettuare interviste dal vivo con la metodica di Skype video, simulando da parte nostra il ruolo di un intervistatore. Il cliente, in questo modo, potrà sperimentare le sue reazioni davanti ad un selezionatore e alle domande che gli verranno poste; terminata l’intervista forniremo al candidato, nel breve volgere di un paio di giorni, un rapporto scritto o verbale sull’andamento del colloquio, sottolineando i punti di forza e di debolezza espressi dal candidato. Ciò gli permetterà di programmare al meglio i suoi comportamenti e le sue risposte nel momento in cui si troverà ad affrontare il vero colloquio di selezione.

La metodica del colloquio di selezione simulato

La metodica presuppone che:

  1. La persona interessata sia dotata di collegamento Skype e che accetti l’intervista in videoconferenza.
  2. Ci sia stato inviato, con adeguato anticipo, il Curriculum Vitae e, laddove possibile, informazioni sull’azienda presso la quale ci si è candidati o ci si propone di candidarsi. È comunque possibile effettuare Test in bianco, anche se non si ha alcun colloquio di selezione in programma.
  3. L’intervista possa durare minimo un ora, massimo un ora e mezza.
  4. Sia stata versato in anticipo un onorario di € 50 con una delle possibilità  elencate nella nostra pagina di Consulenza on line

LE PROPOSTE DI RIFORMA DELLE PENSIONI

riforma pensioni sul tavolo INPS

Le ultime proposte in tema di riforma delle pensioni

Pensione anticipata 2015

Ammesso e non concesso che venga approvato l’emendamento Gnecchi – Damiano alla legge di Stabilità 2015, cambierebbero i criteri per calcolare il requisito contributivo con il quale accedere alla pensione anticipata. I lavoratori che matureranno diritto alla pensione anticipata senza il requisito anagrafico, ma con 42 anni e sei mesi di contributi ( 41 anni e sei mesi per le donne) riceverebbero un assegno pieno, senza la decurtazione prevista dalla Riforma Fornero, facendo valere ai fini del requisito contributivo qualsiasi tipologia di versamento e non solo quello calcolato sulla prestazione effettiva di lavoro. La clausola si applicherebbe però esclusivamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.
Ciò significa in pratica che, grazie all’emendamento, per raggiungere l’anzianità contributiva il lavoratore può far valere qualsiasi tipologia di contributi accreditati sul proprio conto assicurativo (anche da riscatto e figurativi); se si ritirasse ad esempio a 59 anni non riceverebbe un assegno tagliato del 4%, ma la pensione piena, ovviamente nel rispetto del requisito contributivo.

Il tetto alle pensioni d’oro

La Legge di Stabilità 2015 prevede anche un’altra modifica alla riforma previdenziale di fine 2011 che riguarda le cosiddette pensioni d’oro; verrebbe reintrodotto il principio in base al quale chi usufruisce della possibilità di continuare a lavorare oltre il compimento dei 70 o 75 anni – e di conseguenza (come prevede la legge) ha la quota di pensione maturata dopo il 2012 calcolata interamente con il contributivo – non può comunque percepire un assegno più alto di quello che gli spetterebbe con il calcolo retributivo, quindi in pratica non può avere una pensione che superi l’80% dell’ultimo stipendio.
L’approvazione di questo emendamento sembrava si dovesse applicare solo per coloro che sarebbero andati in pensionea partire dal 2015, salvando coloro che si sono ritirati dal 2012 al 2014 utilizzando la norma della Riforma Fornero. Il nuovo tetto risulterebbe invece esteso a tutti gli assegni previdenziali a partire dal prossimo 1 gennaio 2015, indipendentemente da quando il lavoratore si è ritirato poiché si è deciso di considerare la norma prevista dalla Riforma Fornero un errore di legge, e non un diritto acquisito, da non intaccare. Tecnicamente, l’emendamento della Legge di Stabilità 2015 , correggerebbe l’articolo 24, della Legge Fornero.

La proposta Treu sull’accesso alla pensione anticipata

La proposta di riforma Treu prevederebbe la possibilità di accesso alla pensione anticipata per quei lavoratori a cui mancano non più di 3 anni dalla pensione, ricevendo però un assegno mensile Inps ridotto.

La proposta Damiano sulla pensione a quota 100

La proposta di riforma delle pensioni formulata da Cesare Damiano prevede un meccanismo diverso; il diritto di accesso alla pensione maturerebbe quando sommando l’età anagrafica a quella contributiva si raggiurebbe il valore di 100 (62 anni di età + 38 di contributi e così via)