IL CONTRIBUTO DI EQUITA’ DI TITO BOERI

BoeriRiproduco quì la lettera che ho ricevuto da Federmanager in qualità di ex dirigente in pensione. Suggerisco di leggere, anche ai pensionati non ex dirigenti,  cosa vorrebbe fare Tito Boeri, oggi presidente INPS, poichè il suo contributo di equità colpirebbe tutte le pensioni superiori ai 2000 euro lordi!! Ancora una volta, se il governo prendesse in considerazione le proposte del Prof. Boeri, saremmo di fronte all’ennesimo patto non mantenuto e questo nel più assoluto silenzio di coloro che sono deputati alla difesa dei diritti dei cittadini. Se Boeri non fosse influenzato da ideologie populiste ed intendesse realmente restituire una parvenza di equità al nostro sistema previdenziale, sarebbe necessario che prendesse di mira chi ha davvero avuto dei privilegi . Come già detto in nostri precedenti post, sarebbe più equo e meno demagogico colpire quelle pensioni che sono il frutto di scandalose regalie che il Legislatore ha garantito con l’elargizione di baby pensioni, di “scivoli”, di pensioni con soli 5 anni di contributi, di indennità ai politici, tollerando pratiche assolutamente censurabili come quella delle promozioni di carriera il giorno prima della pensione e così via. Continua a leggere

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IL CONTRATTO DI LAVORO PART-TIME

Part timeIl decreto attuativo, previsto dal Jobs Act, relativo alla riforma dei contratti, pur mantenendo l’impianto fondamentale ha innovato il contratto di lavoro part- time

Il contratto di lavoro part-time

E, a tutti gli effetti, un contratto di lavoro dipendente, che prevede un orario di lavoro inferiore a quello del tempo pieno e può essere a tempo indeterminato o a termine. Il contratto,sempre per iscritto, deve specificare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario di lavoro, in quanto può essere di tipo orizzontale (riduzione orario giornaliero) verticale (riduzione orario settimanale) o misto.

Le novità nel contratto di lavoro part-time

Le novità introdotte dal Jobs Act riguardano:

  1. il lavoro supplementare nel part-time orizzontale. Il datore di lavoro potrà richiedere prestazioni di lavoro supplementare in misura non superiore al 15% delle ore di lavoro settimanale concordate;
  2. il lavoro straordinario nel part-time verticale e misto. Le variazioni di orario (comunicate con 2 giorni di anticipo) non potranno superare il 25% dell’orario precedentemente stabilito;
  3. trasformazione del rapporto. Premesso che, come in passato, il rifiuto del dipendente di passare da un contratto full-time ad un contratto part-time non costituisce valido motivo di licenziamento, così come concordare variazioni di orario, le novità riguardano la possibilità di genitori di chiedere il part-time al posto del congedo parentale, nei primi 12 anni del bambino, con una riduzione dell’orario di lavoro al massimo del 50%. Il part-time dura però per un periodo pari al congedo parentale ossia per 10 mesi.La trasformazione del contratto può essere anche richiesta da dipendenti affetti da patologie oncologiche e patologie cronico degenerative.
    La priorità nella trasformazione di un contratto full-time in contratto part-time viene data però a lavoratori con coniuge, figli o genitori affetti dalle forme patologiche di cui sopra o in caso di persona convivente invalida al 100%. Stesso dicasi in caso di figlio coinvivente con handicap. In tutti questi casi i lavoratori passati al part-time, hanno il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno, per le stesse mansioni o mansioni equivalenti
    Il Jobs Act, anche se ha mantenuto l’impianto fondamentale, ha quindi introdotto significativi cambiamenti nel contratto di lavoro part-time

RIORDINO DEI CONTRATTI DI LAVORO

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 20 febbraio, nell’ambito dei decreti attuativi, ha approvato quelli sul riordino dei contratti di lavoro.

Il riordino dei contratti di collaborazione

Il decreto legislativo sulle tipologie contrattuali elimina quasi definitivamente i contratti di collaborazione a progetto che, a decorrere dal gennaio 2016, si trasformeranno in contratti a tempo indeterminato. Rimangono in essere alcuni contratti di collaborazione coordinata e continuativa come, ad esempio, quelli del personale dei Call Center.
I contratti di collaborazione a progetto in essere rimarranno in vigore sino alla scadenza poi, dal 1° gennaio 2016, dovranno diventare contratti a tempo indeterminato e ricadere sotto le norme previste per il contratto a tutele crescenti.

Demansionamento

La nuova discplina delle mansioni è sempre contenuta nel decreto sul riordino dei contratti; in pratica si introduce la possibilità di demansionamento del lavoratore (oggi vietata dallo Statuto dei Lavoratori).

Questo ha comportato la riscrittura dell’art. 2103 del codice civile, stabilendo che:

Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento delle ultime effettivamente svolte”.

La differenza con la precedente formulazione sta nel fatto che non si parla più di mansioni equivalenti ma di mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento delle ultime effettivamente svolte. Può sembrare un bizantinismo ma, dal punto di vista legale, la differenza è significativa. Secondo la precedente norma, due mansioni si intendevano equivalenti quando presupponevano, per il loro svolgimento, il possesso di  simili conoscenze, capacità ed esperienze  acquisite nella precedente fase  del rapporto. Il nuovo riferimento “a mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento” dovrebbe invece fare riferimento alla classificazione del personale operata dai contratti collettivi.

L’impresa potrà, quindi, procedere al demansionamento di un dipendente, limitatamente ad un livello e senza diminuire lo stipendio in presenza di ristrutturazione aziendale e in altri casi individuati dai contratti collettivi. È anche possibile contrattare individualmente con il dipendente la modifica delle mansioni e del livello di inquadramento (e di retribuzione), qualora questo miri  alla conservazione del posto di lavoro o all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita.

VIDEO YOUTUBE

Il blog ha dato vita ad una nuova iniziativa, aprendo una pagina dove vengono inseriti video tratti dalle sezioni lavoro di youtube. E’ possibile accedere ai filmati, attivando la pagina Video come sottopagina di Utilizzo del blog. L’ultimo video inserito è relativo all’intervento del Presidente del Consiglio Renzi sull’approvazione delle prime norme del Jobs Act

 

ESODATI DELLA SESTA SALVAGUARDIA

L’INPS, a partire dalla fine di Gennaio, ha proceduto ad inviare le lettere per certificare le posizioni dei 3200 esodati protetti dalla sesta salvaguardia.

Monitoraggio delle domande si salvaguardia

Era fissata per lo scorso 5 gennaio la scadenza per la presentazione delle domande da parte degli esodati o attraverso alle DTL, o direttamente all’INPS (erano previste due procedure differenziate per le diverse categorie di lavoratori). L’INPS, terminato il monitoraggio, sta facendo partire le lettere con la certificazione, che dà diritto alla pensione. Continua a leggere