Ricongiunzione contributi pensionistici

E’ ormai molto frequente che un lavoratore, giunto alla maturazione del diritto alla pensione, si trovi con dei contributi pensionistici versati in diversi enti previdenziali o nello stesso ente con periodi di discontinuità; si pone in questi casi il problema se e come sia possibile procedere con la ricongiunzione dei diversi contributi pensionistici per poter ottenere un’unica pensione.
La situazione va studiata secondo tre parametri:

  1. possibilità di procedere con la ricongiunzione;
  2. valutazione degli eventuali costi;
  3. convenienza economica.

E’necessario chiarie immediatamente che, in effetti, si può procedere con due diversi sistemi: la ricongiunzione vera e propria o la totalizzazione dei contributi pensionistici.
La ricongiunzione é la riunificazione presso un unico ente dei periodi assicurativi maturati dal lavoratore in differenti settori di lavoro. Lo scopo é quello di ottenere un un’unica pensione, calcolata su tutti i contributi pensionistici versati nei diversi enti previdenziali.
Un dipendente, iscritto ad un ente pensionistico, può ricongiungere tutti i contributi accumulati in periodi diversi presso lo stesso ente, effettuando in tal modo la così detta ricongiunzione passiva. Può ugualmente decidere di trasferire nell’ente stesso i contributi versati, in periodi precedenti o coincidenti, presso altre gestioni previdenziali, procedendo cioè ad una ricongiunzione attiva.

Solo i seguenti contributi pensionistici si possono ricongiungere:

  • dallo Stato al fondo pensioni lavoratori dipendenti. La possibilità di ricongiunzione è data a tutti i dipendenti degli enti pubblici a condizione che siano cessati dal servizio senza aver maturato il diritto a pensione;
  • da altri fondi al fondo pensioni lavoratori dipendenti. La possibilità di ricongiunzione è data a tutti i dipendenti iscritti ad una o più casse pensionistiche allo scopo di ottenere un’unica pensione anche se il lavoratore non è mai stato iscritto all’Inps;
  • dall’Inps ad altri fondi. La possibilità di ricongiunzione è data a tutti i dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria allo scopo di ottenere un’unica pensione a condizione che il lavoratore sia iscritto, all’atto della domanda, al fondo presso il quale intende trasferire la contribuzione, oppure lo sia stato per almeno 8 anni;
  • dalle gestioni autonome al fondo pensioni lavoratori dipendenti. La possibilità di ricongiunzione è data a tutti i lavoratori autonomi, allo scopo di ottenere un’unica pensione, a condizione che il lavoratore, dopo l’iscrizione nella gestione autonoma, possa far valere almeno 5 anni di iscrizione al fondo pensioni lavoratori dipendenti presso il quale intende trasferire la contribuzione.
    Il ricongiungimento può essere più o meno oneroso a seconda di come viene effettuato:
  • é completamente gratuito se si fanno confluire nello fondo pensioni dei lavoratori dipendenti INPS i contributi pensionistici versati allo Stato e da altri fondi al fondo pensioni lavoratori dipendenti, con esclusione delle Casse Professionali. La ricongiunzione per i contributi versati all’INPDAP, per effetto della legge 122/2010, non é più gratuita ma onerosa ;
  • comporta un esborso da parte del lavoratore nel caso i contributi si facciano confluire dall’Inps ad altri fondi;
  • dalla Casse Professionali all’Inps o viceversa;
  • dalle gestioni autonome al fondo pensioni lavoratori dipendenti.

La totalizzazione è stata prevista da recenti disposizioni legislative per consentire l’acquisizione del diritto ad un’unica pensione di vecchiaia, di anzianità o ai superstiti a quei lavoratori che hanno versato contributi in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali e che altrimenti non avrebbero potuto utilizzare tutta o in parte la contribuzione versata. Sono interessati alla totalizzazione in particolare i co.co.co e co.co.pro, inscritti alla gestione separata INPS, per i quali non si poteva procedere con la ricongiunzione.
Possono richiedere la totalizzazione dei contributi pensionistici i lavoratori iscritti:

  1.  a due o più forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti;
  2. alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria;
  3. alle forme pensionistiche obbligatorie gestite dagli Enti previdenziali privatizzati di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509;
  4. agli appositi albi o elenchi, gestiti dagli Enti previdenziali privati costituiti ai sensi del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;
  5. alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati, introdotta dall’articolo 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335;
  6. al fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

La totalizzazione dei contributi é completamente gratuita ma il calcolo dell’anzianità contributiva e della pensione da liquidare ( calcolo molto complesso), fanno si che in alcuni casi e quando possibile, sia più conveniente procedere con la ricongiunzione, anche se onerosa.

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Informazioni su Pier Paolo

Laureato in Chimica Industriale presso l’Università di Roma, ho maturato le mie esperienze di lavoro in multinazionali del settore farmaceutico; ho ricoperto diversi incarichi, inizialmente, nell’Informazione Scientifica, per poi passare al Marketing e, per ultimo, alle Risorse Umane. Nella specifica funzione di Responsabile delle Risorse Umane, ho partecipato alla gestione di ristrutturazioni aziendali, fusioni, relazioni sindacali, vertenze di lavoro, sviluppo manageriale e politiche retributive. Opero dal 2001 come consulente di direzione, avendo come principali settori d’intervento la definizione dei profili di competenza, l’analisi e lo sviluppo comportamentale, la gestione delle prestazioni devianti, la definizione delle vertenze di lavoro, la risoluzione dei rapporti di lavoro a seguito di processi di mobilità. Relativamente all’attività in aula, ho condotto Seminari sulla selezione del personale, sulla valutazione delle prestazioni, sulla negoziazione assertiva, sul sistema premiante, sul team bulding, sul destaffing e sul Mobbing Strategico. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli e la Bruno Editore.
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60 risposte a Ricongiunzione contributi pensionistici

  1. Antonino Nuccio ha detto:

    Purtroppo devo rilevare una grossa inesattezza sulla gratuità della ricongiunzione dei contributi INPDAP o Stato verso l’INPS. Proprio in occasione del maxiemendamento di luglio scorso il governo ha reso onerosa questo tipo di ricongiunzione.
    Una legge che ritengo peraltro iniqua perchè, ad esempio 25 anni fa lo Stato versava i contributi per i dipendenti nelle casse degli enti pubblici come la CPDEL solo il 17% dello stipendio contro i 24% attuali, a partire dal 1996, in linea con quelli versati dai privati all’INPS. Cessato il rapporto di lavoro il trasferimento dei suddetti contributi in INPS comporta un pesante onere, causato dal suddetto disavanzo, che prima dell’entrata in vigore della 122/2010 era eliminato dalla legge 322/58 e similari.Un altro motivo è quello del diritto già acquisito di ricongiungere gratuitamente i propri contributi INPDAP versati 25 anni fa mediante domanda la cui scadenza sarebbe dovuta essere fissata per una data stabilita, notificata e pubblicizzata diversamente da come è avvenuto con l’entrata in vigore della 122/2010 addirittura con effetto retroattivo.
    Infine effettuare la ricongiunzione adesso, a fine carriera lavorativa, comporterebbe un costo dell’ordine di parecchie decine di migliaia di euro certamente non preventivato negli anni precedenti per molti impossibile, specie se già si è effettuato un primo ricongiungimento all’inverso, e quindi spero in un prossimo provvedimento legislativo per rimediare a tale ingiustizia.
    Sulla base degli aspetti sopradescritti chiedo il parere dell’esperto, ed eventualmente la prassi per richiedere l’incostituzionalità o modifiche della legge suddetta.

    • Pier Paolo ha detto:

      Signor Nuccio,
      lei ha perfettamente ragione; sono stato tratto in inganno poiché sul sito dell’ INPS compare ancora la completa gratuità del ricongiungimento.
      Le ricongiunzioni, per effetto della legge 122/2010, presentate dopo il 1/7/2010, non sono più gratuite, per cui per determinarne il costo bisognerebbe conoscere la situazione contributiva del singolo.
      Non sono in grado di rispondere su l’eventuale procedura da seguire per chiedere l’incostituzionalità della legge 122, poichè non é il mio campo.
      Spero che qualche esperto segua la nostra discussione e possa fornirle utili indicazioni.

  2. Giuseppe Bettini ha detto:

    Gentile Dott. Pier Paolo, ho oltre 18 anni di contributi al Fondo Volo che intendevo ricongiungere ai circa 24 anni di A.G.O. (quindi oltre 42, compresi i figurativi del periodo militare) e fatto domanda di pensione di anzianità all’INPS dopo l’1/07/10, quindi purtroppo diventata onerosa; ad oggi l’Inps non è in grado di effettuare il calcolo della ricongiunzione perché manca il programma necessario a tale computo. Ora sono senza un lavoro e senza una pensione, che invece avrei dovuto percepire dal primo mese successivo alla domanda, se non ci fosse stata la 122/2010 varata il 31/07/10 e addirittura retrodatata di 30 gg. per quanto riguarda le ricongiunzioni. Chiedo quindi anch’io come si possa procedere per chiederne l’incostituzionalità di tale legge, purtroppo ancora riconfermata l’applicabilità dalla circolare INPS 142/2010 del 5/11/10.
    Cordialità.
    G.B.

  3. ERRICO COSIMO DAMIANO ha detto:

    sono già pensionato inps, dopo essere andato in pensione ho lavorato ancora 5 anni versando i contributi all’INPDAP. Posso chiedere la pensione col sistema contributivo all’INPDAP e avere due pensioni separate, Ho 65 anni e ho smesso di lavorare il 01/09/2010.

    • Pier Paolo ha detto:

      Signor Errico, vorrei verificare se ho capito bene quanto lei mi scrive. Lei é stato riassunto dall’amministrazione pubblica dopo essere andato in pensione o ha prestato delle consulenza con contratti a progetto? Ammesso che lei abbia lavorato con contratti a progetto, é sicuro che i contributi siano stati versati al fondo INPDAP e non alla gestione separata dell’INPS? Le domando questo non per pura curiosità, ma per essere certo di quale sia la sua posizione pensionistica.

  4. Fra ha detto:

    Salve, mi chiamo Francesca e sono una ragazza di 34 anni e vivo a Milano. Sono laureata in Ingegneria elettrica (4 anni legali), ho fatto 3 annni di dottorato di ricerca, poi 4 anni di assegno di ricerca, pochi mesi di CoCoCo e poi insegnato in scuole private (1 anno e mezzo). Ho lavorato in passato anche da rappresentante (un paio di anni). Ho preso anche la specializzazione all’insegnamento nella scuola superiore (SISSIS) con 2 anni di studio post laurea sempre all’università.
    Da un mese esatto sono dipendente universitaria a tempo indeterminato a Torino.

    Per il dottorato l’Università mi ha versato dei contributi (anche se equivalgono a tipo 9 mesi l’anno). Per l’assegno di ricerca e il CoCoCo me li ha versati il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questi sono tutti alla gestione Separata INPS. Sono quasi 7 anni di contributi…

    Gli anni in scuola privata ho avuto i contributi all’INPS normale.

    Per la laurea e la specializzazione SISSIS nessun contributo versato.

    Alla Gestione Separata a luglio 2010 ho fatto la domanda per il riscatto degli anni di laurea.

    Ecco le mie domande.

    1. Posso chiedere il ricongiungimento dei contributi all’INPDAP? Solo quelli dell’INPS normale o anche quelli della Gestione Separata INPS? Quanto costa?
    2. Ma quelli Gestione Separata INPS mi daranno una pensione a parte? Mi conviene lasciarli separati dall’INPDAP? Quanto ammonterà questa pensione dalla Gestione Separata se ho versato circa 30.000 Euro di contributi?
    3. Per il riscatto degli anni di laurea mi conviene lasciarlo alla Gestione Separata o richiederlo ora all’INPDAP? E se si, la domanda all’INPS devo annullarla o decadrà da sola?
    4. Se le pensioni Gestione Separata INPS e INPDAP saranno in futuro separate, quale vale in proporzione di più, cioè in quale mi conviene riscattare gli anni di laurea, cioè dove quindi mi frutteranno di più?
    5. Il prezzo del riscatto cambia nei 2 casi (Gestione Separata o INPDAP)? Quando ero Gestione Separata INPS prendevo circa 1470 Euro (netti) al mese alla fine (erano esenti IRPEF) e nella Gestione Separata avevo già versato un po’ di contributi (vedi sopra). Ora che sono INPDAP prendo circa 1300 Euro (netti) e ovviamente all’INPDAP non sono ancora stati versati contributi. Questo mese sarà il primo.
    6. Per gli anni di dottorato, visto che sono stati versati contibuti per 9 mesi/anno e per la SISSIS dove non ho contributi come per la laurea, posso pure chiedere il riscatto? Sono domande separate dalla domanda di riscatto per gli anni di laurea? Faccio notare che gli anni di SISSIS si sovrappongono agli anni in cui ho avuto i contributi per l’assegno di ricerca, quindi non so se questo elimina automaticamente la possibilità di riscattarli….
    7. Gli anni alla Gestione Separata, se non ricongiungibili, valgono comunque per l’anzianità di servizio, cioè per esempio per raggiungere i 40 anni di servizio quando andrò in pensione (anche se da qui alla pensione sarò ormai INPDAP)? Perchè se non valgono, che senso ha riscattare la laurea (e nel caso dottorato e SISSIS) nella Gestione separata?

    Siccome se devo fare domanda per il riscatto e il ricongiungimento e mi hanno detto che mi conviene farla il prima possibile (entro la prossima settimana, prima del versamento dei primi contributi), spero possiate darmi notizie in tempi rapidi.

    Grazie

    • Pier Paolo ha detto:

      Premetto che posso rispondere alle sue domande solamente intepretando leggi e clausole attuali ma, non avendo i software necessari, non sono in grado di calcolarle eventuali costi di riscatto e di rendimenti pensionistici.
      a) Riscatto della laurea: i contributi versati saranno validi sia per anticipare il raggiungimento del diritto alla pensione sia per incrementare l’importo della stessa. Il calcolo dei contributi da versare viene fatto in base allo stipendio percepito al momento della presentazione della domanda, che nel suo caso dovrà, ovviamente, presentare all’INPDAP. Sono riscattabili sia gli anni di laurea sia gli anni di dottorato se non inferiori ai due anni. L’onere del riscatto é calcolato in base alla retribuzione, età dell’iscritto e, ovviamente, in base al numero di anni da riscattare; é l’ente previdenziale a cui si fa la domanda che dovrà fare tutti questi calcoli, in base ai quali si può accettare di pagare il dovuto in un’unica soluzione, ratealmente o rifiutare dopo aver preso visione delle somme in gioco. I contributi versati sono fiscalmente deducibili. Per effettuare una valutazione sulla convenienza o meno di effettuare il riscatto bisognerebbe considerare due fattori:
      1 – definire se si vuole effettuere il riscatto per anticipare il raggiungimento del diritto alla pensione o per aumentarne l’importo; in questo secondo caso occorerrebbe fare una valutazione dei costi per accedere a programmi di previdenza integrativa o complementare. Oggi i costi per riscattare la laurea possono essere molto elevati e molto vicini alla somma dei contributi versati dal dipendente e dall’azienda se in quegli anni si fosse lavorato (circa il 33% dello stipendio lordo percepito).
      2 – avere un’idea di quella che potrebbe essere la futura pensione, utilizzando il calcolo simulato che gli enti previdenziali mettono a disposizione, on line, sui loro siti.
      b) lei ha posto poi il problema se e come ricongiungere i contributi versati. I sistemi per cercare di mettere a frutto i contributi sono nella realtà due:
      1 – la totalizzazione che permette, a chi ha versamenti in diversi fondi non sufficienti a maturare il diritto alla pensione, di cumulare i diversi periodi assicurativi per conseguire la pensione di vecchiaia o di anzianità. I periodi assicurativi da ricongiungere, che non possono essere coincidenti temporalmente, devono aver una durata di almeno tre anni. La pensione verrà calcolata sul totale dei contributi maturati ed ogni fondo pensione erogherà la quota parte di sua competenza. La domanda va, ovviamente, fatta al momento in cui si va in pensione e presentata al fondo in cui si sono versati gli ultimi contributi. La totalizzazione é gratuita.
      2 – la ricongiunzione consiste, invece, nell’unificazione presso un unico fondo di tutti i contributi versati, anche se si riferiscono a periodi assicurativi inferiori ai tre anni e permettono il percepimento di un unica pensione maturata e calcolata secondo i criteri del fondo scelto. La ricongiunzione é però onerosa.
      La ricongiunzione avrebbe senso operarla verso l’INPDAP che é probabile sia il fondo presso cui lei continuerà a versare contributi nel futuro; ciò significa che lei, però, dovrebbe riunire i contributi versati nella gestione separata INPS e nel il FDLD ( fondo dei lavoratori dipendenti) INPS. Ribadisco che non ho gli strumenti per fare i calcoli, ma ho l’impressione che l’operazione di riscatto laurea e di ricongiungimento oneroso dei contributi, potrebbe avere un costo tale da metterne in dubbio la convenienza.
      Mi prenderei ancora un poco di tempo prima di fare le domande con l’obiettivo di chiarirne più precisamente i costi e i reali vantaggi; provi a rivolgersi a qualche patronato delle diverse sigle sindacali, poichè magari con una modesta spesa potrebbe trovarne qualcuna in grado di farle una accettabile previsione.

      • Fra ha detto:

        Si ma io la domanda di riscatto l’ho già presentata alla Gestione separata (aspetto ancora riscontro). La mia domanda è se mi conviene lasciarla li e riscattare (eventualmente) i contributi li o rifare la domanda all’INPDAP e riscattarli qui.

        Per la Gestione Separata so che non si può ricongiungere… è vero?

        Ma se si può fare anche la totalizzazione, mi chiedo quale sia il vantaggio della ricongiunzione?????

        Se li lascio separati e supponiamo che la legge cambi e in futuro non si possa più totalizzare…. avrei riscattato gli anni in Gestione Separata inutilmente?

        Grazie a chi saprà rispondermi….

      • Fra ha detto:

        Ho chiesto a 3 Patronati CAF e mi hanno detto 3 cose diverse…. mmmm….

      • Pier Paolo ha detto:

        Le fornisco gli indirizzi di alcuni siti dove può trovare dettagliate spiegazioni sulle differenze tra totalizzazione e ricongiunzione:
        1 – http://www.controluce.it/l-esperto-risponde/totalizzazione-e-ricongiunzione-come-calcolare-gli-spezzoni-contributivi-per-la-pensione.
        2 – http://www.inps.it/portal/default.aspx?lastMenu=5671&iMenu=1&iNodo=5671&p1=2
        3 – http://www.inps.it/portal/default.aspx?sID=%3B0%3B5773%3B6118%3B6145%3B6149%3B&lastMenu=6149&iMenu=1&iNodo=6149&p4=2.
        Non mi meraviglia che lei abbia avuto 3 pareri diversi, poiché fare una previsione nel suo caso é oggettivamente molto difficile per due motivi:
        * ha contributi versati in diversi fondi pensione
        * bisogna proiettarsi in un futuro molto lontano, per cui é difficile prevedere se e quali cambiamenti potranno avvenire nei regimi pensionistici.
        Fatte queste premesse azzardo e ripeto azzardo un consiglio:
        1 – riscatti la laurea ed il dottorato, presso l’inpdap ( può ritirare la domanda fatta alla gestione separata) acquisendo dunque 6 anni di anzianità contributiva.
        2 – lasci i 7 anni di contributi presso la gestione separata Inps. La gestione separata si può totalizzare, mentre perderà i 2 anni presso il FDLD
        3 – ammesso che lei, da ora in poi, rimanga a lavorare nella pubblica amministrazione e che le leggi non cambino (http://www.inpdap.gov.it/webinternet/PrevObbligatoria/RequisitiAccessoAnzianita.asp), a 61 anni lei potrà chiedere la totalizzazione dei contributi all’inpdap, avendo raggiunto quota 40 ( 7 di gestione separata + 6 riscatto + 27 fondo inpdap) e andare in pensione l’anno successivo. Se lei vorrà continuare a lavorare sino a 65 anni, la totalizzazione le servirà per incrementare la quota della pensione.

  5. Fra ha detto:

    Ho chiesto a 3 Patronati CAF e mi hanno detto 3 cose diverse…. mmmm….

  6. emanuela ha detto:

    Buonasera, avrei bisogno di sapere, con cortese urgenza, se ricongiungere 32 anni di contributi versati all’INPDAP a 8 anni di contributi versati all’INPS può ad oggi comportare un onere che si aggira intorno ai 90.000 euro.
    Grazie

    • Pier Paolo ha detto:

      Mi dispiace, ma non posso darle conferma o meno della cifra, poiché non possiedo il software necessario per fare questi calcoli. Non conosco i motivi della sua urgenza, ma se lei potesse rivolgersi ad un patronato ACLI, forse potrebbero fornirla una consulenza di questo tipo. Veda questo sito ACLI

  7. mocanu ha detto:

    Buonasera ho tanto bisognio di sapere, se mio marito a 33 anni di contributi IMPS adeso e invalido cento percento e lavora con un contratto co co co da 2 anni se possono integrare a quelli del IMPS ? vi prego gentilmente datemi una risposta

    • Pier Paolo ha detto:

      I contributi dei contratti co.co.co vengono versati presso la Gestione Separata dell’INPS; quando suo marito andrà in pensione dovrà fare domanda alla Gestione Separata e riceverà due pensioni. Una dall’INPS e l’altra dalla Gestioone separata.

      • mocanu ha detto:

        grazie mille per la sua risposta , pero vorei chiederli. dopo 3 anni di co.co. se si possono cumulare a quelli 33 del imps e quanto si paga diferenza per avere unica pensione

      • Pier Paolo ha detto:

        Suo marito dopo tre anni di contributi nella gestione separata potrà effetturare la totalizzazione dei contributi, che é gratuita.La totalizzazione é diversa dalla ricongiunzione; in pratica i contributi vengono sommati per determinare l’anzianità contributiva totale, ma poi ogni fondo calcola la quota di pensione secondo i propri criteri, In pratica suo marito riceverà due pensioni.

  8. michele ha detto:

    salve, sono dipendente pubblico con 33 anni di contributi INPDAP. vorrei chiedere se, essendo stato iscritto all’albo dei geometri 5 anni precedenti all’assuzione, posso riscattare quegli anni avendo, però, ricevuto dalla Cassa di previdenza dei geomteri, a suo tempo, i contributi versati….
    grazie.

    • Pier Paolo ha detto:

      Michele mi confermi di aver riavuto indietro i contributi versati, perché se ciò é corretto lei, prima di tutto dovrebbe riversare quei contributi; ammesso che ciò sia possibile. La sua posizione sarà stata cancellata, ma dichiaro di non aver mai trattato un caso come il suo.
      Pier Paolo Sposato

  9. walter ha detto:

    buongiorno, volevo sapere avendo ad oggi 39 anni di versamenti di cui 31da dipendente e dal “88 al “94 circa 6 anni e 9mesi titolare di impresa per una eventuale ricongiunzione quale sarebbe la spesa da sostenere? e se mi conviene . grazie

    • Pier Paolo ha detto:

      Walter,
      premesso che non ho il software per calcolare i costi di una ricongiunzione (sono software gestiti dai fondi pensione e talvolta dai centri servizi di alcune sigle sindacali), comunque i dati inviati non sarebbero sufficienti.
      Presso quale fondo sono stati versati i contributi dal 88 al 94?
      Sei interessato solo alla ricongiunzione o anche alla totalizzazione dei contributi (laddove possibile é gratuita, seppure non riunisce i contributi sotto un unico fondo pensione).
      Pier Paolo Sposato

      • Walter ha detto:

        WALTER __forse ho trovato _gestione speciale artigiani _ho due fogli “calcolo della quota A e B nella Gs.art “con relativi importi .comunque grazie

      • Pier Paolo ha detto:

        Non so a quali fogli di calcolo si riferisce, ma se si parla di quota A e quota B, quasi sicuramente si tratta di simulazioni per determinare l’ammontare delle pensione (quota pre 1992 e post 1992) e non il costo della ricongiunzione dei contributi.

  10. ablabis ha detto:

    Quando NON è possibile la totalizzazione?

  11. mimmo ha detto:

    salve, sono dipendente della scuola da 12 anni e o fatto la domanda per ricongiungere 2 anni di contributi versati all’ inps(lavoravo in FIAT) verso l’inpdap che l’attuale gestione dove sono iscritto.
    la domanda di ricongiunzione l’ho fatta a settembre 2010 e tuttora ancora non ho avuto ancora risposta su quanto dovrei pagare e se hanno accetata la domanda.

    di solito quanto tempo passa prima di una risposta?

    cmq per solo 2 anni quanto più o meno dovrei pagare? (al sindacato tempo fa mi dissero che i contributi inps valgono di più di quelli inpdap quindi la spesa dovrebbe essere minima…cmq ad ora ancora non ho avuto risposta)
    saluti

    • Pier Paolo ha detto:

      Mimmo, no ho il software per farti un calcolo dei costi, ma in linea di massima il ragionamento del sindacato é corretto. Non ti preoccupare dei tempi di risposta che sono molto lunghi…
      Pier Paolo

  12. mimmo ha detto:

    salve sono sempre il mimmo della domanda precedente, e aprofitto della sua gentilezza…

    con le nuove norme il minimo di anni per chiedere la totalizzazione (3 anni) è scomparso
    quindi in teoria io che ho fatto la ricongiunzione ho sbagliato perche avrei potututo chiedere la totalizzazione all’atto del pensionamento.
    e cmq se un domani decido di cambiare lavoro e quindi ritornare all’inps è possibile poi chiedere una nuova ricongiunzione o totalizzazione che sia?…anche se con questo SUPERINPS che hanno deciso di fare ricongiunzioni e totalizzazioni secondo me dovrebbero essere cose superate perchè tutto finisce in un unico ente…anche se penso che in qualche modo ci faranno sempre pagare per unione dei contributi

    saluti
    mimmo

    • Pier Paolo ha detto:

      Non é detto che lei abbia sbagliato, poiché bisognerbbe fare dei calcoli più complessi per essere certi di una cosa del genere. La ricongiunzione, seppure onerosa, può essere conveniente in quanto, a seconda della composizione dei contributi versati, può portare ad una quota di pensione più alta, rispetto alla totalizzazione. Certamente, se domani dovesse tornare a versare i contributi all’INPS, potrebbe all’atto del pensionamento richiedere la totalizzazione, ma é prematuro fare certe considerazioni, poiché, come lei stesso afferma, con la creazione del Superinps, molte delle attuali regole potrebbero cambiare.

  13. kenneth ryen ha detto:

    salve. sono del maggio 47, lavoro dal 68 con circa 32 anni contributi inps, 28 mesi co.co, 3 anni autonomo dal 2009.devo aspettare il 2013 . pposso totalizzare con il contributivo ? per anticipare la pensione ? grazie

    • Pier Paolo ha detto:

      Puoi chiedere la totalizzazione e con la nuova legge Fornero recupererai anche i 28 mesi di co.co.co (prima non avresti potuto). Il problema é che il lavoratore, che non sia già titolare di pensione, può chiedere la totalizzazione al compimento del 65° anno di età, purché sia in possesso di almeno 20 anni di contribuzione complessiva, oppure a qualsiasi età se ha maturato almeno 40 anni di contribuzione complessiva. Ora é ovvio che tu maturerai prima il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2013 al compimento del 66° anno di età e, pertanto, la totalizzazione ti permetterà di aumentare il valore della pensione, ma non di anticipare la data di pensionamento.

      • kenneth ryen ha detto:

        grazie Pier Paolo, in effetti speravo che sommando 32 anni Ago ai 28 mesi co.co e ai 2 anni autonomo , con 35 anni contributi a fine 2009 potessi andare in pensione di anzianità con quota 97 : 35 con 62 compiuti.con il contributivo della getione separata naturalmente e senza finestra.contributi co.co e autonomo sono cumulabili con contributi Ago ?
        ho sognato ?? grazie

      • Pier Paolo ha detto:

        Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazione si perfeziona:
        con un’anzianità contributiva di almeno 40 anni di contributi (2080 contributi settimanali) sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni.

  14. kenneth ryen ha detto:

    grazie Pier Paolo, ora mi è tutto chiaro , purtroppo. e la ricongiunzione del co.co. ? con ago ?

  15. giuseppe ha detto:

    sono un ex dipendente della regione sicilia, anni 55 con la qualfica di funzionario direttivo, sono andato in pensione con 33 anni di servizio, desidererei rientrare in servizio cosa dovrei fare è previsto ed eventualmente cosa perderei sotto il profilo giuridico ed economico?
    Grazie.

    • Pier Paolo ha detto:

      Le riproduco un breve riassunto relativo alla cumulo tra pensione e reddito da lavoro, in viglre dal 1° gennaio 2009.
      Con l’articolo 19 del decreto legge 112/2008, convertito dalla legge 133/2008, è stata totalmente modificata la normativa in essere fino al 31 dicembre 2008, stabilendo l’integrale cumulabilità dal 1° gennaio 2009 delle pensioni di anzianità (a carico di tutte le forme di assicurazione obbligatoria) con i redditi da lavoro autonomo e dipendente.

      In sostanza, tutte le pensioni di anzianità o altrimenti definite, caratterizzate cioè dall’essere anticipate rispetto all’età prevista dalla legge per il conseguimento della pensione di vecchiaia, godono dello stesso regime di totale cumulabilità con i redditi da lavoro autonomo e dipendente, indipendentemente dal regime pensionistico – retributivo, contributivo o misto – al quale appartengano.

      Il divieto di cumulo però rimane nei confronti dei pubblici dipendenti, nel caso in cui siano riammessi in servizio presso le pubbliche amministrazioni. L’articolo 19, comma 3, del decreto-legge 112/2008, infatti, ha previsto che restino in vigore le disposizioni del DPR 758/1965, che prevede che il cumulo di una pensione con un trattamento per un’attività resa presso le pubbliche amministrazioni non sia ammesso nei casi in cui il nuovo servizio prestato costituisca una derivazione, una continuazione od un rinnovo del rapporto precedente che ha dato luogo alla pensione

  16. Marco Dané ha detto:

    Mia moglie è un’insegnante ed ha sempre lavorato per lo Stato. Negli anni 80′ (lei era a td) lo Stato pagava i contributi all’INPS ma da una certa data ha pagato all’INPDAP. Ora sta andando in pensione con l’ex INPDAP, oggi INPS. Che succede? Dovrà pagare la ricongiunzione? Ma quale ricongiunzione visto che i primi contributi erano versati all’INPS? Grazie della risposta

    • Pier Paolo ha detto:

      In teoria, in base alla legge n. 122/2010 sarebbe possible chiedere la ricongiunzione dei contributi INPDAP verso quelli INPS, ma questa ricongiunzione è onerosa e, in taluni casi, estremamente costosa. Se ciò fosse vero, si può sempre richiedere la totalizzazione dei contributi, che è gratuita.

  17. Giovanni ha detto:

    Salve,mi chiamo giovanni, compio 49 anni l’8 agosto 2013 vorrei sapere io ho lavorato come dipentente presso una ditta di materassi x 11 anni precisamente dal 1980 al 1991.Poi dal 15-5-1991 sono stato assunto come ausiliario socio sanitario negli ospedali riuniti di foggia. Nel 1994 ho fatto la ricongiuzione dei contributi di 11 anni con contributi sanitari da l’inps a l’impdap voglio sapere se devo pagare oppure no?Tuttora lavoro e quindi mi sa dire a quale ente mi dovrei informare x questo, so che andro in pensione a l’età di 59 anni nel 2021,almeno credo mi da una risposta grazie.

    • Pier Paolo ha detto:

      Giovanni ti devi rivolgere all’INPS perché l’INPDAP è confluito nell’INPS e sono ormai un unico istituto, ma secondo quanto stabilito dalla Riforma Fornero mi risulta che la ricongiunzione nel tuo caso è rimasta onerosa cioé dovresti pagare; non posso confermarti la data di pensionamento poiché non mi dici quale sarebbe la tua anzianità contributiva. Ti faccio notare che se ad agosto 2013 avrai 49 anni, nel 2021 ne avrai 57 e non 59 anni e che per andare in pensione anticipata (prima dei 66 anni ) bisogna aver accumulato perlomeno 42 anni di contribuzione.

  18. roberto ha detto:

    Sono un lavoratore dipendente di una municipalizzata,ho versato 5 anni all’inps e 32 anni all’inpdap .
    Ho accettato nel 2012 ricongiunzione onerosa di 5 anni da inps a inpdap,ora però sono iscritto alla cassa inps.Domanda, posso presentare ricongiunzione successiva da inps a inpdap non essendo più iscritto?Quali potrebbero essere i costi?
    Saluti e cordialità.

  19. roberto ha detto:

    Sempre riguardo alla mia domanda in oggetto nel precedente commento inviato,vorrei sapere se è possibile ricongiungere da inps a inpdap non essendo più iscritto al fondo.
    Saluti

    • Pier Paolo ha detto:

      Si, ma solo a certe condizioni è gratuita. E’ la ricongiunzione dei periodi ex art.2 legge n.29/79 con onere azzerrato. L’ipotesi in esame, definibile come ricongiunzione onerosa, pur consentendo di trasferire l’intera posizione contributiva maturata nell’Inps all’Inpdap, non prevede per il lavoratore alcun onere. E’ il caso in cui la ricongiunzione non ha bisogno di pagamento in quanto l’ammontare dei contributi previdenziali da trasferire supera la cosiddetta riserva matematica; in altre parole i contributi versati superano l’onere che deve sostenere l’ente accogliente per pagare la pensione incrementata dagli anni ricongiunti. Questo però è un calcolo che le potrà fare solo l’ente accogliente cioè l’INPDAD, anche se oggi è confluito praticamente nell’INPS.

  20. Luigi D'Onofrio ha detto:

    Gent.mo Pier Paolo, ho 55 anni (1958) e da marzo 1982 sono iscritto all’albo dei geometri e conseguentemente alla Cassa Geometri con 32 anni di contribuzione a tutt’oggi. Contemporaneamente, a partire dal 1986, ho cominciato a lavorare nelle scuole come insegnante prima da supplente temporaneo, poi da incaricato a tempo determinato ed ora da 1.1.2012 sono stato immesso in ruolo. Dal 1.1.2014 intendo cancellarmi dall’albo e naturalmente dalla cassa geometri. Non ho intenzione di fare la ricongiunzione perché mi hanno riferito che dovrei versare molti soldi e mi hanno parlato della totalizzazione. Mi può gentilmente spiegare come devo muovermi e cosa sarà di me ai fini pensionistici?
    Distinti saluti
    Luigi D’Onofrio

    p.s. con la scuola avrò più o meno totalizzato 12 anni (calcolando minimo 180 gg annui) e supplenze varie con meno giorni annuali, nel caso posso inviarle il quadro dettagliato della contribuzione

    • Pier Paolo ha detto:

      Signor D’Onofrio, lei prima di tutto deve fare una ricognizione presso l’inps per verificare esattamente quanti contributi totali (anzianità contributiva) le viene riconosciuta;solo così le sarà possible capire con quale sistema accedere alla pensione. Le faccio intanto notare che a meno di un errore lei dovrebbe maturare i 32 anni di contribuzione solo nel marzo 2014. Deciso inoltre di non effettuare la ricongiunzione, la richiesta di totalizzazione potrà essere fatta solo al momento della domanda di pensionamento. Legga intanto questo Articolo, se già non lo conosce.

  21. Valentina ha detto:

    Buongiorno, vorrei chiedere una info al sig. Pier Paolo relativamente alla situazione pensionistica di mio padre, il quale è andato in pensione nel 2010 (pensione di vecchiaia 65 anni di età e 35 anni di contribuzione).
    Il problema che le pongo è dato dal fatto che, nel calcolo della pensione a lui erogata, si è tenuto conto solo dei contributi versati al fondo lavoratori dipendenti (Inps, 28 anni) e non anche di quelli da lavoro autonomo (artigianato, 7 anni) figuranti nella posizione assicurativa INPS.
    La richiesta del conteggio dei contributi da lavoro autonomo era stata in precedenza indicata con la domanda di pensione di vecchiaia del 4/8/2010, ma non è stata tenuta in considerazione nell’erogazione del trattamento pensionistico.
    In data 13/5/2013 ho effettuato, per via telematica, ricorso amministrativo al Comitato provinciale Inps, ma la mia richiesta, dopo 90 gg, è rimasta senza alcuna risposta.
    Venendo al nocciolo della questione, è corretto esperire ricorso in via giudiziale per ottenere la “ricostituzione” della pensione, oppure dovrei richiedere un’altra forma (totalizzazione, supplemento o ricongiungimento)????
    Ricordo che il ricorso è stato effettuato al fine di ottenere il riconoscimento non soltanto della pensione “completa” ma anche degli arretrati. Altrimenti, se non erro, sarebbe stato corretto esperire la domanda di supplemento.
    Spero di essere stata chiara e La ringrazio sin da ora per la sua eventuale risposta.

    • Pier Paolo ha detto:

      Valentina, anche a beneficio di altri lettori, lei mi dovrebbe chiarire cosa intende, quando afferma che che la richiesta di conteggio dei contributi di lavoro autonomo era stata indicata con la domanda di pesnsione. Per fare confluire i contributi in un unica pensione, anche se con regole diverse da quelle in vigore oggi, si sarebbe dovuto fare o domanda di ricongiunzione o di totalizzazione a quel momento. Mi può spiegare?

      • Valentina ha detto:

        Quando è stata compilata dal patronato la domanda (nella quale non è specificato se trattasi di ricongiunzione o totalizzazione) per ottenere la pensione, è stato indicato sia il periodo contributivo da lavoratore dipendente che quello da lavoratore autonomo,ma quest’ultimo non è stato tenuto in considerazione. Dal conteggio effettuato l’attuale pensione è percepita solo sulla base dei contributi da lavoratore dipedente.

      • Pier Paolo ha detto:

        Credo che lei debba chiarire la situazione con il patronato, poiché l’eventuale domanda di ricongiunzione doveva essere fatta prima della domanda di pensione, tenendo presente che la ricongiunzione dei contributi provenienti dalle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi avviene sempre con pagamento di un onere da parte del richiedente. L’alternativa gratuita era quella di fare domanda di totalizzazione al momento del pensionamento; se non è stata fatta ne l’una ne l’altra domanda è ovvio che l’inps non riconosce la contribuzione autonoma.Le segnalo le procedure INPS per la ricongiunzione dei contributi.

  22. francesco ha detto:

    Salve mi chiamo Francesco e sono nato nel 1957. Ho 12 anni di contributi da artigiano, dal 1977 al 1988. Dal 1989 sono dipendente Enel quindi a fine 2013 avrò 25 anni di contr da dipendente. Volevo sapere quando potrei andare in pensione con la totalizzazione dei contributi . (con pensione anticipata cioè di anzianità) Grazie

    • Pier Paolo ha detto:

      Premesso che per andare in pensione anticipata, nel 2014, occorrono 42 anni e 6 mesi di contributi, lei avrebbe bisogno di arrivare nel 2018, quando occoreranno, salvo nuovi cambiamenti, 42 anni e 7 mesi di contributi. Tenga presente che non avendo ancora compiuto 62 anni avrà una decurtazione del valore della pensione

  23. lucioa maria di donato ha detto:

    Gent.mo Pier Paolo sono un’insegnante con contratto a tempo indeterminato dal 1998, dal 2000 sono titolare di P.I. e iscritta alla gestione separata Inps con un reddito annuo di lavoro autonomo di circa 10.000/12.000 euro su cui verso il contributo del 17%. Poichè molto probabilmente quest’anno chiuderò la P.I., in che modo mi verranno calcolati i contributi versati al momento di andare in pensione? Anche se mancano almeno 15 anni al pensionamento, vorrei capire se riceverò una pensione aggiuntiva o verranno totalizzati i contributi, anche perchè ora i dipendenti della scuola rientrano nella gestione inps ex inpdap e quindi in pratica tutti i miei versamenti sia come dipendente pubblico che come autonomo sono effettuati all’inps? Se necessario posso chiudere la partita IVA anche fra qualche anno. Grazie

    • Pier Paolo ha detto:

      La totalizzazione dei contributi è una scelta del lavoratore, nel senso che può decidere di ricevere un’unica pensione o due. La differenza tra totalizzazione e ricongiunzione è che la prima è gratuita e la seconda è onerosa, seppure la prima porta ad una pensione, nel suo complesso inferiore. Vedi spiegazioni INPS.
      Per avere un’idea su come saranno calcolati i contributi da lei versati come lavoro autonomo, dovrebbe specificare che lavoro autonomo lei esplicava.

      • lucia ha detto:

        Gent,mo Pierpaolo si tratta di consulenze varie nel campo della formazione professionale. Può darmi maggiori chiarimenti in merito ai miei versamenti che sono tutti verso l’inps e quindi se mi conviene ancora continuare, per una mia convenienza contributiva, ad avere la P.I aperta? O posso al momento del pensionamento chiedere il rimborso di quanto versato?

      • Pier Paolo ha detto:

        Ho sempre grandi timori a rispondere, quando mi vengono posti quesiti come il suo, poiché bisognerebbe avere il dono di prevedere il destino delle persone e anticipare eventuali cambiamenti delle leggi sul pensionamento. In linea puramente teorica, in base alle leggi attuali, se il suo desiderio fosse quello di andare in pensione al raggiungimento dei limiti d’età, potrebbe anche decidere di chiudere la PI. Le leggi attuali permettono però di andare in pensione anticipata con un minimo di 42 anni e qualche mese di contribuzione, dunque nel suo caso tra poco più di 12 anni, considerando la contribuzione versata nella gestione separata. E’ lei che deve decidere quale strada intenderebbe seguire, in funzione anche della sua età anagrafica.

  24. raffaello ha detto:

    Salve sono un geometra in pensione, nel 1981 mi sono cancellato dall’ ordine e ho richiesto la restituzione dei contributi versati essendo passato al pubblico impiego. Dopo varie sollecitazioni in merito all’ istruttoria della pratica nel 1997 mi rispondono che in virtù del sopraggiunto art. 6 della L. 4/08/1990 n. 236 che abrogava le precedenti normative in materia di rimborsi mi veniva procrastinato il diritto al rimborso al compimento del 65° anno di età .Ora 65 anni compiuti e non avendo ricogiunto ai fini pensionistici quanto versato in oltre 10 anni alla cassa geometri possono negarmi il rimborso poichè le casse dal 2003 hanno adottato questa direttiva interna?

    • Pier Paolo ha detto:

      Non credo stante quanto chiarito dal patronato INAS. ” Dal 1° gennaio 2003, in sostituzione della restituzione dei contributi, è stata introdotta la pensione contributiva che è concessa al professionista con almeno 10 anni di anzianità contributiva e 65 anni di età.”

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