ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE

E’ difficile liquidare, senza valutarne più approfonditamente l’adozione, l’idea di prevedere un assegno di disoccupazione per coloro che dovessero perdere il lavoro, non potendo usufruire di alcun ammortizzatore sociale. Esiste  la difficoltà di stimare il numero delle persone che si potranno trovare in questa situazione, ma non si possono negare due evidenze:

  1. Gli imprenditori, laddove la crisi li dovesse costrigere a ristrutturare le proprie aziende, cesseranno o non rinnoveranno, con priorità, tutti quei contratti che non prevedono alcun procedimento amministrativo ed alcun costo come, invece, la cassa Integrazione e i licenziamenti collettivi.
  2. E’ emotivamente difficile accettare che il governo abbia previsto uno speciale finanziamento per gli ammortizzatori sociali( certamente necessario) e non abbia pensato a proteggere, in qualche modo, coloro che si troveranno più esposti, in quanto non  avrebbero alcun reddito, se cessati dalle aziende di appartenenza.

Il finanziamento di un eventuale assegno di disoccupazione

Si sono delineate, sulla proposta dell’onorevole Franceschini, 3 differenti posizioni, per quanto riguarda il necessario  finanziamento del progetto.
Una prima posizione ritiene possibile l’erogazione dell’assegno di disoccupazione, che non avrebbe, però, la copertura immediata; si dovrebbero procedere a recuperare i soldi nei prossimi anni, ad esempio con i proventi della lotta all’evasione fiscale.
La seconda posizione ritiene anch’essa possibile  l’erogazione dell’assegno di disoccupazione, finanziandolo però attraverso la riforma del sistema pensionistico.
L’ultima posizione , che è poi quella governativa, è convinta che non ci siano ne i tempi ne i soldi per attuare, immediatamente, la proposta dell’onorevole Franceschini.

Il finanziamento dell’assegno di disoccupazione, attraverso i proventi della lotta all’evasione fiscale, è una dichiarazione puramente ideologica, visti i tempi  della giustizia fiscale. Eppure, volendo un sistema ci sarebbe. Chi oggi vanta un credito con il fisco deve aspettare, bene che vada, 5-6 anni per vederselo rimborsato; non si capisce perché, chi è sottoposto ad un processo per evasione fiscale possa, invece, attendere la fine del processo prima di pagare il debito che, spesso, viene poi ridotto con formule conciliative , per accelerare i tempi di riscossione. Perché non si procede come per i creditori?

Accertata e contestata un’evasione fiscale, si dovrebbe costringere l’evasore a versare immediatamente la somma contestata; l’evasore, se vorrà, potrà fare, successivamente ricorso e, in caso di giudizio a lui favorevole, lo Stato rimborserà l’eventuale credito, in 5-6 anni, ovviamente con gli interessi legali. Sono convinto che diminuirebbe drasticamente il numero degli evasori e, sopratutto, si riuscirebbe realmente a finanziare l’assegno di disoccupazione.

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE ultima modifica: 2009-03-04T18:50:48+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".