LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

Si sta discutendo, in questi giorni, sulla bozza del disegno di legge, presentata da Pietro Ichino sulla Transizione ad un sistema di flexsecurity. Il tentativo è quello di introdurre una riforma del mercato del lavoro che, da un lato, dia agli imprenditori una sufficiente flessibilità per ottenere l’efficienza organizzativa ma, dall’altro, adotti dei sistemi protettivi per i dipendenti estromessi dalle aziende, per motivi organizzativi.

Criteri per attuare una riforma del mercato del lavoro

La crisi che ha investito tutto il mondo e tutti i settori lavorativi ha evidenziato, in modo inconfutabile, che le imprese, da oggi in poi, non si potranno più sottrarre dal rispondere alle loro responsabilità sociali, pertanto una riforma del mercato del lavoro, che non sia figlia di posizioni politiche o di manovre lobbistiche, dovrebbe rispondere a tre requisiti:

  1. permettere ai datori di lavoro di modulare l’efficienza organizzativa dell’impresa, condividendo, con lo Stato, le spese per l’assistenza economica temporale e per il reinserimento dei cessati nel mondo del lavoro.
  2. permettere alle imprese, laddove le prove siano inconfutabili, di cessare dipendenti che abbiano messo in atto comportamenti fraudolenti o negligenti, senza correre il rischio di vedersi condannate, dalla magistratura del lavoro, alla reintegra dei licenziati o al pagamento di costose ed immorali conciliazioni.
  3. qualunque riformulazione della contrattualistica (compresa la proposta Ichino) dovrebbe prevedere delle clausole che impediscano ad imprenditori disonesti di mettere in atto comportamenti vessatori, nel più completo rispetto della legge!!

 

LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO ultima modifica: 2009-03-06T18:39:04+00:00 da pps9000
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