I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

L’evoluzione legislativa, relativa ai contratti a tempo determinato, è risultata penalizzante per il prestatore d’opera e molto flessibile, per contro, per il datore di lavoro. La critica, come già detto in precedenti post, non è indirizzata agli obiettivi che la contrattualistica si poneva, ma al fatto che non si sono poste efficaci regole per impedire gli abusi.

Le norme in atto non impediscono abusi nella stipula di contratti a tempo determinato

La clausola di base con cui si è cercato di regolamentare l’adozione dei contratti a tempo determinato, inizialmente, recitava:

il susseguirsi di più contratti a tempo determinato, fra medesimi soggetti e per le stesse mansioni, al superamento dei 36 mesi di durata complessiva, comporta la trasformazione di diritto in contratti a tempo indeterminato

Era sufficiente cambiare soggetto e/o cambiare mansioni, per continuare ad adottare contratti a tempo determinato, laddove sarebbe stato giustificato l’inserimento di personale con contratti a tempo indeterminato. Il DLgs. n° 368/2001 tentava di cambiare un principio di fondo della contrattualistica, affermando che “la nuova disciplina dell’assunzione a termine era volta ad equiparare il lavoro a tempo determinato al lavoro a tempo indeterminato

La legge 247/2007, al fine di prevenire gli abusi, correggeva la dichiarazione precedente, aggiungendo che il contratto di lavoro subordinato è, di regola, a tempo indeterminato. Nulla però veniva innovato sulla questione dei medesimi soggetti; oltre tutto, giustamente, la magistratura del lavoro ha più volte riaffermato il principio che per stesse mansioni non si deve, necessariamente,  intendere mansioni identiche ma anche mansioni equivalenti. Interveniva, infine, la legge 133/2008 laddove riformulava i principi per l’apposizione del termine in questo modo:

l’apposizione del termine è consentita a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo (parte nuova) anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro

Qualcuno mi spieghi come il prestatore d’opera, con queste leggi, possa difendersi da abusi nell’adozione dei contratti a tempo determinato.

I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO ultima modifica: 2009-05-16T16:30:38+00:00 da pps9000
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