OUTPLACEMENT: VANTAGGI E SVANTAGGI

Derivo l’impressione, da episodi di cui sono venuto a conoscenza, che l’attuale periodo di crisi, connotato da molte riorganizzazioni aziendali, abbia riportato in auge i programmi di outplacement. Questa tipologia di interventi, è nata molti anni fa negli USA, per aiutare, essenzialmente dirigenti, estromessi dalle aziende, a trovare nuove opportunità di lavoro; importati in Italia, i programmi di outplacement hanno avuto il loro momento di moda, dovuto alla novità, ed un successivo peculiare ed efficace utilizzo nella ricollocazione di personale impiegatizio ed operaio, inserito in processi di CIGS .

I programmi di outplacement

I programmi di outplacement, proposti a quadri e dirigenti presentano a mio modo di vedere, luci ed ombre; alcune aziende che, per i più svariati motivi, hanno la necessità di ridurre il numero di queste figure, finanziano tali processi, con l’intento di evitare vertenze lavorative ed anche di aiutare le persone a ricollocarsi. Le società di outplacement affidabili, attraverso gli inteventi di personale specializzato, operano o dovrebbero operare in diversi modi:

  1. aiutano l’individuo a riscrivere il proprio CV e a renderlo maggiormente impattante;
  2. favoriscono una più esatta presa di coscienza su quali sono i propri punti di forza e di debolezza;
  3. allargano, di conseguenza, il campo delle potenziali opportunità di ricollocazione;
  4. insegnano a selezionare le aziende da contattare, secondo i concetti del target marketing;
  5. intervengono con le tecniche di comunicazione, per migliorare l’impatto nei colloqui di selezione;
  6. forniscono un supporto logistico durante il periodo di outplacement, in termini di apparecchiature di ufficio quali fax, telefoni, computer ecc.

Questi interventi, per coloro che ne hanno un’effettiva necessità, sono da considerare positivi ma, purtroppo, i selezionatori delle aziende vedono con un certo sospetto quei candidati, che scoprono essere inseriti in programmi di outplacement. E’ anche vero, come sostengono le società di outplacement, che presentarsi ai colloqui, dovendo ammettere di essere senza lavoro, è altrettanto negativo poiché lascia ai selezionatori molti dubbi.

Il mio consiglio, come ex direttore del personale, è quello di ponderare bene una proposta d’inserimento in un programma di outplacement; se l’estromissione dall’azienda è avvenuta a seguito di dimostrabili processi di riduzione del personale, o per non aver potuto accettare trasferimenti per evidenti problemi famigliari, o per non aver accettato significativi demansionamenti, valuterei con più interesse un candidato che si sta battendo per proprio conto alla ricerca di un nuovo lavoro, rispetto ad uno che si fosse affidato ad un programma di outplacement. E’ un opinione personale, per cui non posso assicurarvi che tutti i responsabili delle selezioni ragionino nello stesso modo.

 

OUTPLACEMENT: VANTAGGI E SVANTAGGI ultima modifica: 2009-07-17T21:09:00+00:00 da pps9000
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