LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO

Si fa un gran parlare, in questi giorni, delle prese di posizioni, governative e sindacali, sulla contrattazione di secondo livello. Mi sembra che i sindacati, seppure CISL, UIL e GCIL abbiano espresso posizioni diverse, si stiano concentrando su un dettaglio, mentre dovrebbero cogliere questo momento per ridefinire il loro ruolo. I tempi potrebbero essere maturi per ricostituire un sindacato unitario, svincolato da posizioni politiche precostituite e con l’unica mission di agire nell’esclusivo interesse del lavoro dipendente. E’ infatti incomprensibile come CISL ed UIL valutino accettabile la proposta del Ministro Sacconi sulla contrattazione di secondo livello, pur precisando che si aspetterebbero un azzeramento dell’aliquota fiscale sul salario di secondo livello, mentre la CGIL accusa il Ministro Sacconi di falsità e ricatto.

Ho provato a sintetizzare le posizioni di UIL, CISL e CGIL e, così facendo, ci si rende conto che qualcuno mente poiché le valutazioni non possono, realisticamente, essere così distanti.

Le differenti posizioni dei sindacati

  1. Angeletti della UIL, seppure con le riserve prima espresse, si dichiara pronto ad applicare gli accordi per sostenere la contrattazione di secondo livello, in quanto più vicina al posto di lavoro, più flessibile e legata alla produttività;
  2. Bonanni della CISL, pur ribadendo la richiesta di azzerare le tasse sulla contrattazione di secondo livello, ritiene però giusto adattare la detassazione sulla contrattazione territoriale ed aziendale che non sulla contrattazione nazionale;
  3. Camusso della CGIL, a parte le critiche di cui sopra, spiega che l’accordo sulla riforma del modello contrattuale, firmato da CISL ed UIL ma non dalla CGIL, non introduce la contrattazione di secondo livello ma ne stabilisce solamente i limiti. Si dice, inoltre, non d’accordo sulle posizioni di Angeletti e Bonanni, poiché oggi è necessario intervenire sulla detassazione, in toto, del lavoro dipendente e non solo sulla parte relativa alla contrattazione di secondo livello; la critica della Camusso si basa sulla considerazione che, in questo modo, si verrebbe a stabilire  una discriminazione per cui chi ha la fortuna di stare in un luogo dove si fa la contrattazione di secondo livello ha un doppio beneficio, mentre il lavoratore di un’azienda più povera o in difficoltà deve continuare a pagare tasse assolutamente eccessive rispetto al suo reddito potenziale.

Viene spontaneo domandarsi: chi ha ragione? Se tutti, come è possibile, hanno una parte di ragione, perché non si siedono ad un tavolo e trovano una posizione comune che sia nel reale interesse dei dipendenti?

LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO ultima modifica: 2009-08-27T16:21:03+00:00 da pps9000
Share
Questo articolo è stato pubblicato in Notizie e politica e taggato come il da

Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".