PREVISIONI PER LA CIGS

La CIG (Cassa Integrazione Guadagni), nella sua essenza, deve consentire un parziale recupero della retribuzione a quei lavoratori che a causa di critiche situazioni aziendali sono, momentaneamente, sospesi dal lavoro. La sua ulteriore differenziazione in CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) e CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) fu studiata per prendere in considerazione quelle situazioni nelle quali le aziende, in caso di esubero di personale, sono costrette a procedere al licenziamento dei lavoratori.

Licenziamenti collettivi e liste di mobilità

È innegabile che, in questi casi, i licenziamenti collettivi, solo in parte, riescono a soddisfare quello che era l’obiettivo iniziale degli ammortizzatori sociali e cioè di favorire una soluzione non traumatica del rapporto di lavoro. L’inserimento nelle liste di mobilità può essere considerato uno “strumento morbido” per uscire dalla crisi solo per quei dipendenti che riescono a trovare una nuova opportunità di lavoro nel periodo di mobilità o maturano il diritto alla pensione alla fine dello stesso periodo.

Premesso che meritano, comunque, la massima considerazione tutti i lavoratori dipendenti che sono stato posti nella CIG, con diminuzione, dunque della retribuzione, è, però, più preoccupante, nella selva di statistiche pubblicate dagli organi di stampa, capire l’andamento della CIGS; è da questo dato che si possono ragionevolmente trarre delle conclusioni sul numero di licenziamenti collettivi che verranno messi in atto nei prossimi mesi.

I dati, resi pubblici il 4 Settembre dall’INPS parlano di una costante diminuzione nelle richieste di ore di Cassa Integrazione sia ordinaria che straordinaria; rimane il fatto che, ad agosto, sono state autorizzate 27,3 milioni di ore di CIGS, compresi però i 13,2 milioni di ore concesse in deroga dal governo. Ritorna, pertanto utile, ricordare quali sono i criteri di scelta, secondo legge, per la messa in mobilità dei dipendenti, in caso di stato di crisi dichiarato dall’azienda:

  1. carichi di famiglia
  2. anzianità di servizio
  3. esigenze tecnico organizzative

Non è purtroppo possibile indicare una formuletta per comprendere se le scelte aziendali sono corrette o meno, in quanto tutti i criteri concorrono, tra loro, nel determinare la graduatoria finale, con la precisazione che l’ultimo parametro prevale, come peso, sugli alteri criteri. Un semplice esempio spiega come interferiscono tra di loro i diversi parametri; anche se un lavoratore ha più carichi di famiglia di un altro e anche se ha una maggiore anzianità aziendale, ma le sue mansioni rientrano tra quelle che, per ragioni tecniche, organizzative e produttive, devono essere assolutamente soppresse, allora quel lavoratore verrà licenziato.

Un suggerimento è comunque possibile darlo; l’azienda, nell’aprire un processo di mobilità, deve formulare una richiesta alle autorità competenti, spiegando nei dettagli quali sono le unità, i reparti, le mansioni da considerare in esubero. La dichiarazione aziendale è pubblica, è consegnata ai sindacati e dovrebbe essere esposta in azienda; rivolgetevi in caso di dubbio ad un sindacato o ad un avvocato che sapranno immediatamente indicarvi se il vostro eventuale inserimento nella lista di mobilità risulta lecito o meno.

PREVISIONI PER LA CIGS ultima modifica: 2009-09-05T18:26:27+00:00 da pps9000
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