CRISI ECONOMICA; CHI E PERCHE’ RIMARRA’ SENZA POSTO DI LAVORO

Il mio post di ieri sulle categorie di lavoratori a rischio, era inevitabile, non é stato da tutti giudicato positivamente perché ho escluso gli operai dalle mie considerazioni. Spiego, allora, il perché la crisi economica non farà altro che sottolineare un comportamento che è sempre stato nella logica delle aziende, quando devono affrontare riconversioni, ristrutturazioni, fusioni, acquisizioni; ho lavorato gli ultimi dieci anni della mia carriera nella funzione del Personale e posso descrivervi come vengono gestiti gli esuberi.

La gestione degli esuberi

Una volta individuate le unità, i reparti, le mansioni che devono o possono essere smagrite, per prima cosa i Responsabili saranno richiesti di selezionare la popolazione di perditempo e rompiscatole; subito dopo, però, cercando di mantenere l’efficienza organizzativa, si tenterà di espellere tutte quelle posizioni che hanno raggiunto, nei mercati di riferimento,  retribuzioni elevate e che sono affidate a personale non più giovane.

Ecco perchè sostengo che i lavoratori che corrono il maggior rischio di perdere il loro posto di lavoro saranno i dirigenti di primo e  di livello intermedio, i quadri e gli impiegati nella fascia angrafica dei 45 – 55 anni. Mi si chiederà perchè non considero anche gli operai e il top management; é certo che molti operai, nella stessa fascia angrafica, perderanno il posto di lavoro, ma il loro numero sarà percentualmente più basso se riferito a tutta la popolazione operaia.

Il discorso sul top management richiede una spiegazione che introduce il secondo punto. Quali saranno i lavoratori che, una volta espulsi dalle aziende, correranno maggiori rischi di rimanere senza posto di lavoro; non certamente i top manager che, nella maggio parte dei casi, troveranno nuove opportunità. Il modo di ragionare dei selezionatori, siano essi funzionari del Personale o cacciatori di teste, è un classico; se si trovano davanti ad un quadro o ad un dirigente di primo o di livello intermedio che abbia superato i 45 anni o più, in cerca di un nuovo posto di lavoro, penseranno che l’individuo ha dato quello che doveva dare, ha dimostrato quello che doveva dimostrare e, dunque, non ha più la spinta motivazionale. Al suo posto è meglio,inserire una persona più giovane.

Un ragionamento analogo si applica agli impiegati; in questo caso il fattore, che renderà difficile superare una selezione per un nuovo posto di lavoro, sarà la retribuzione. L’azienda, a parità di conoscenze, preferirà assumere un giovane, con meno esperienza, a cui, però, potrà offrire una retribuzione inferiore, ottenendone una maggiore motivazione. Mi auguro tanto di sbagliarmi, nell’interesse di tutti quelli che perderanno il posto di lavoro in conseguenza di questa crisi economica.

CRISI ECONOMICA; CHI E PERCHE’ RIMARRA’ SENZA POSTO DI LAVORO ultima modifica: 2009-09-18T14:15:05+00:00 da pps9000
Share