COME RENDERE STABILE IL POSTO DI LAVORO

Le dichiarazioni del ministro Tremonti sulla auspicabile stabilità del posto di lavoro hanno riacceso le discussioni sugli aspetti sociali, connessi al rapporto di lavoro dipendente. L’ammissione di Tremonti che la stabilità del posto di lavoro è alla base della stabilità sociale, ha preso di sorpresa membri del governo, sindacati e immagino ancora di più imprenditori ma, prima o poi, qualcuno doveva evidenziare le storture di un mercato del lavoro instabile e del precariato.

La differenza tra flessibilità e precarietà

Il ministro Sacconi, nel suo commento, rivela di non aver ben capito che in Italia, non solo in questo momento, la mobilità da un posto di lavoro ad un altro è un fenomeno ben diverso dalla precarietà del lavoro. Il ministro Brunetta, ministro che per altri versi è da stimare, a sua volta, sembra non comprendere la differenza tra flessibilità e precarietà del lavoro

E’ chiaro che per riuscire a competere in un mercato globale le aziende hanno bisogno di quote di flessibilità, come dice il ministro Scaiola, ma cosa diversa è avere una flessibilità quasi incontrollata che produce precarietà. Ed ecco il punto: il posto fisso si ottiene con le competenze come dice Sacconi ma anche, purtroppo per lui, con norme di legge. Sarebbe sufficiente normare tutti i vari rapporti flessibili e gli ammortizzatori sociali, in modo da evitarne l’uso improprio da parte degli imprenditori. Il problema è che sia a destra che a sinistra si fa finta di non capire, poiché il primo che affronterà il problema perderà un considerevole numero di voti.

 

COME RENDERE STABILE IL POSTO DI LAVORO ultima modifica: 2009-10-20T15:43:46+00:00 da pps9000
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