Come l’uso distorto della CIGS incide sulla stabilità dei posti di lavoro

Continuiamo l’analisi della contrattualistica e degli ammortizzatori sociali che, quando usati in modo distorto, contribuiscono a creare instabilità nei posti di lavoro. Oggi prendiamo in considerazione la cassa integrazione straordinaria; l’intervento della CIGS  spetta agli operai, impiegati e quadri, in caso di ristrutturazione, di riorganizzazione, di conversione, di crisi aziendale.

L’uso distorto della CIGS

Nessun dubbio che, in condizioni di reale crisi, le aziende devono avere degli strumenti di flessibilità, per poter ristrutturare o riconvertire la propria organizzazione e, successivamente, riprendere la propria attività. Esistono però dei casi dove la cassa integrazione straordinaria viene autorizzata anche quando questa crisi non esiste; mi riferisco a processi di acquisizione, fusione decisi  a livello internazionale fra aziende multinazionali, che si ripercuotono in Italia e che possono portare alla perdita di posti di lavoro nelle consociate italiane delle multinazionali interessate.

Gli episodi più eclatanti di questi utimi anni riguardano la multinazionale del farmaco Pfizer; questa azienda, con altissimi utili, si accorse che molti dei suoi prodotti di punta avrebbero perso la protezione brevettuale in un breve perido di tempo e, dunque, sarebbero diventati esposti alla concorrenza dei farmaci generici. Il management, vista la grande liquidità disponibile, decise allora di iniziare a comprare aziende i cui listini contenevano nuovi prodotti con un ipotetico alto potenziale di mercato e con caratteristiche di affinità alle linee già presenti in azienda.

Pfizer non era però interessata ad incamerare anche le strutture delle aziende acquisite, per cui, laddove possibile, mise in atto processi che portavano al quasi totale allontanamento del personale coinvolto, non toccando assolutamente la propria organizzazione locale; questo è quanto successe in Italia con le aziende Monsanto e Pharmacia dove attuò una serie di processi di cassa integrazione straordinaria e successiva mobilità, con la perdita di qualche migliaio di posti di lavoro. Il problema sta nel fatto che le sussidiarie italiane di Monsanto e Pharmacia non erano aziende in crisi e, dunque, ci si domanda per quale motivo ricevettero l’autorizzazione ai processi di cassa integrazione straordinaria. Nessuno può negare a Pfizer o a qualunque altra azienda il diritto di procedere con fusioni, acquisizioni, ristrutturazioni ma non è socialmente accettabile che le ripercussioni di questo diritto cadano sulle spalle di lavoratori a migliaia di chilometri di distanza da luoghi dove certe decisioni sono maturate e che malgrado operino in aziende fondamentalmente sane, debbano perdere i loro posti di lavoro.

Come l’uso distorto della CIGS incide sulla stabilità dei posti di lavoro ultima modifica: 2009-10-28T09:51:40+00:00 da pps9000
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