Il cambiamento di mansione

I numerosi casi, in atto per effetto della crisi economica, di riconversione aziendale e ristrutturazione aziendale, stanno creando un significativo aumento dell’attenzione sul problema del cambiamento di mansione. I due articoli del codice civile che regolano il delicato aspetto del cambiamento di mansione sono rispettivamente il 2104, che riconosce lo ius variandi come manifestazione del potere direttivo del datore di lavoro, e il 2103 che pone i limiti a questo potere.

Gli articoli di legge che normano il cambiamento di mansione

L’art. 2104 c.c. recita che il prestatore di lavoro deve osservare le disposizioni impartite dall’imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende. Il punto in discussione  consiste nel verificare se il diritto potestativo, attribuito all’imprenditore, di cambiare la mansioni e la sede di lavoro, è o meno illimitato. E’ l’art. 2103 c.c.  che definisce i limiti di questo diritto, stabilendo che:

Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all’attività svolta, e l’assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Ogni patto contrario è nullo.

Si sono spese innumerevoli battaglie legali sul reale significato delle comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, richieste per un trasferimento, e sull’equivalenza delle mansioni, nel caso di loro mutamento. La Cassazione, con sentenza dell’aprile 2007, ha ribadito che il datore di lavoro può procedere ad un cambiamento di mansione, in corso di rapporto di lavoro, attuato in caso di riconversione aziendale o ristrutturazione,  contemplando l’assegnazione di mansioni inferiori alle precedenti, sempre che ciò serva ad evitare il licenziamento del dipendente.

Il cambiamento di mansione ultima modifica: 2009-11-21T22:07:15+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".