Le origini giuridiche delle assunzioni in prova

Ho voluto approfondire le origine giuridiche delle assunzioni in prova, con l’intento di verificare se esistono effettivamente degli spazi, per richiedere una modifica o l’aggiunta di clausole all’articolo 2096 del codice civile, che così recita:

Art. 2096 Assunzioni in prova (Salvo diversa disposizione delle norme corporative), l’assunzione del prestatore di lavoro per un periodo di prova deve risultare da atto scritto. L’imprenditore e il prestatore di lavoro sono rispettivamente tenuti a consentire e a fare l’esperimento che forma oggetto del patto di prova. Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d’indennità. Se però la prova è stabilita per un tempo minimo necessario, la facoltà di recesso non può esercitarsi prima della scadenza del termine. Compiuto il periodo di prova, l’assunzione diviene definitiva e il servizio prestato si computa nell’anzianità del prestatore di lavoro.

Le assunzioni in prova tutelano essenzialmente il datore di lavoro

Ho selezionato un articolo, comparso sul sito della Microsoft perché riassume chiaramente i termini delle assunzioni in prova. Si noti che nell’articolo si parla del periodo di prova come di periodo esplorativo ma, nella pratica, ciò non vale assolutamente per un lavoratore che provenga da altra azienda. Questo infatti, per poter giungere alla firma del contratto con la nuova azienda, deve dimostrare di aver rassegnato le dimissioni con il precedente datore di lavoro, per cui per lui il periodo esplorativo è puramente teorico; il licenziarsi durante il periodo di prova, significherebbe rimanere senza posto di lavoro. L’idea che l’articolo 2096 non rispetti un giusto equilibrio tra i diritti dei datori di lavoro e quelli del lavoratore la trovo confermata dalla lettura di alcuni passi del testo dell’avvocato del lavoro Roberto Franci, dal titolo “Licenziamenti e Dimissioni”. L’avvocato Franci così commenta il patto di prova

L’esame del recesso del datore di lavoro durante il periodo di prova, assume un’importanza del tutto particolare, a seguito delle modifiche apportate all’ambito di operatività alle norme limitative del licenziamento, dato che, ormai, il datore di lavoro può in un solo caso porre termine al rapporto di lavoro, senza dover rendere conto della sua decisione. L’affermazione richiede qualche precisazione,come si vedrà, ma resta sostanzialmente esatta, soprattutto se si raffrontano le tenui limitazioni al recesso durante la prova – dovute alle necessità di tutela dei primari diritti del lavoratore – con i pesanti ostacoli che rendono, invece, problematico porre termine ad un rapporto di lavoro, allorché l’assunzione sia divenuta “definitiva”, anche in presenza di non trascurabili inadempienze del prestatore di opera. La prova rappresenta, perciò, il residuo baluardo dietro cui il datore di lavoro può proteggersi, rispetto a possibili errori di valutazione nella scelta dei propri dipendenti..omissis

da queste affermazioni si deduce che il periodo di prova:

  1. protegge essenzialmente il datore di lavoro
  2. riversa sul lavoratore le conseguenze di errori del datore di lavoro nel selezionare i propri dipendenti
  3. non tiene conto della significative differenze nei danni subiti dal lavoratore o dal datore di lavoro, nei casi di recesso durante il periodo di prova.

Non mi rimane che raccomandare ai lavoratori di porre la massima attenzione nei cambiamenti di azienda, quando il nuovo contratto contempla il periodo di prova; i suggerimenti su cosa si deve fare attenzione li trovate in un mio precedente post sulle assunzioni in prova

Le origini giuridiche delle assunzioni in prova ultima modifica: 2009-11-30T08:48:38+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".