POSTI DI LAVORO A RISCHIO

Come valutare i posti di lavoro a rischio? L’argomento che, per la sua importanza, vorrei anteporre a tutti gli altri è quello relativo alla possibilità, se esiste, di prevedere quelle situazioni che portano all’interruzione del rapporto di lavoro.

E’ talvolta possibile prevedere l’interruzione del rapporto di lavoro

Si possono distinguere, fondamentalmente, due scenari:

  • si percepisce il deteriorarsi della propria posizione in azienda a seguito di cambiamenti nei rapporti interpersonali con i capi e/o colleghi;
  • circolano voci sulla stato di salute dell’azienda, che fanno temere l’avverarsi di iniziative datoriali quali processi di riorganizzazione, ristrutturazione, fusione con altre imprese, dismissione delle attività, ecc. Tutti questi processi possono portare, in tempi più o meno lunghi, alla soppressione di un certo numero di posti di lavoro, attraverso metodiche che vedremo, in dettaglio, nei prossimi post.

Iniziamo, oggi, a vedere quali sono le cause che possono portare ad un deterioramento dei rapporti interpersonali con i capi. È importante, sotto questo profilo, imparare ad identificare e distinguere quei segnali, molto probabilmente, indicativi di una volontà aziendale tesa ad estrometterti dall’azienda. La capacità di distinguere segnali reali da falsi segnali si rende necessaria, perché esistono situazioni di stress fisiologico che incidono sui rapporti interpersonali, ma non presuppongono affatto la volontà del capo o dell’azienda di arrivare ad un’interruzione del rapporto di lavoro.

È bene sapere, però, che alcuni comportamenti del dipendente, possono, col tempo, guastare il rapporto con il proprio capo, anche se non sono da catalogare tra quelli negligenti o fraudolenti. Sono comportamenti che mettono a rischio il posto di lavoro, poiché, laddove se ne presentasse l’occasione, potrebbero indurre il capo a liberarsi della tua presenza. I comportamenti che, in azienda, possono creare posti di lavoro a rischio, sono

  1. mancanza di flessibilità intesa come la incapacità di adattarsi con successo ai cambiamenti e alle nuove condizioni. È una caratteristica che costringe i capi ad un super lavoro, poiché gli individui poco flessibili resistono, in maniera controproducente, a qualunque richiesta di cambiamento;
  2. mancanza di puntualità. Il problema non sussiste se il non essere puntuali è un fatto episodico come può capitare a tutti; ciò che infastidisce i capi è la mancanza continua di puntualità, come ad esempio, l’arrivare con ritardo in ufficio tutti i giorni, seppure per pochi minuti. È il non rispettare gli accordi presi sui tempi di consegna di un lavoro, sull’invio di relazioni e note spese, nei tempi previsti dalle procedure aziendali;
  3. tendenza alla demotivazione. Ci sono dipendenti che, indipendentemente dalle situazioni personali e/o aziendali, sono sempre e comunque demotivati; essi chiedono frequenti colloqui con i capi perché hanno bisogno di esser rassicurati sulla loro valutazione, sulla correttezza della retribuzione percepita, sul livello d’inquadramento assegnato;
  4. mancanza di autocritica. È il caso di dipendenti che, come si di ce in gergo aziendale, “ non sanno mettersi di fronte ad uno specchio” e valutarsi per quello che realmente sono; ad intervalli regolari, sono nell’ufficio del capo a chiedere aumenti di stipendio che non meritano o, peggio ancora, riconoscimenti gerarchici.

Cercate di cambiare comportamenti, se vi riconoscete in una delle situazioni sopra descritte perché, con i tempi che corrono, è opportuno, come si dice, “mettersi dalla parte dei pioppi”.

POSTI DI LAVORO A RISCHIO ultima modifica: 2010-03-01T09:55:27+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".