QUANDO TEMERE PER IL POSTO DI LAVORO

Ci sono comportamenti aziendali che, quando messi in atto verso un singolo dipendente, devono fargli temere per il proprio posto di lavoro; mi riferisco a tutte quelle situazioni che sono provocate volontariamente dall’azienda, con l’obiettivo di arrivare ad un deterioramento nei rapporti con il dipendente e che possono rientrare nel grande capitolo delle azioni vessatorie nel mondo del lavoro.

Differenza tra sistema punente ed azioni vessatorie

È noto, dal punto di vista legale, che l’azienda ha il diritto, attraverso i suoi capi, di controllare l’attività dei dipendenti e, a fronte di risultati non soddisfacenti, applicare il così detto sistema punente. Gli interventi punenti sono ben identificati, graduabili a seconda dello scostamento dai risultati attesi e possono contemplare:

  1. il richiamo verbale;
  2.  il richiamo scritto;
  3. l’interruzione di programmi di sviluppo e/o formazione individuali;
  4.  la sospensione di qualunque riconoscimento di carattere economico;
  5. l’irrogazione di sanzioni disciplinari che possono andare dalla sospensione temporanea dal lavoro, alla multa, sino, nei casi di frode o grave negligenza, al licenziamento.

Tutto ciò, però, non autorizza l’azienda a mettere in atto forme di azioni vessatorie quali:

  •  esclusione del dipendente da momenti di vita aziendale di gruppo, quali riunioni di reparto, partecipazione a manifestazioni, estese a tutta una certa popolazione di dipendenti, come riunioni di vendita, incontri con la direzione ecc;
  •  esclusione da politiche retributive che contemplino premi di gruppo, premi produttività aziendale, incentivi del tipo gain o profit sharing, estesi a categorie di lavoratori di cui fa parte il dipendente;
  •  mancata assegnazione di apparecchiature aziendali previste come standard per categorie di dipendenti, quali computer, cellulari, auto;
  •  assegnazione di postazioni lavoro non adeguate e diverse da quelle di colleghi con lo stesso livello contrattuale o con mansioni equivalenti;
  •  non inserimento dell’interessato nella copia di comunicazioni che vengono inviate, per contro, a tutto il gruppo di appartenenza.

L’adozione nei confronti di un dipendente di azioni vessatorie di questo tipo può, solamente, significare che l’azienda ha già deciso di interrompere il rapporto di lavoro e sta creando le condizioni, per spingere il dipendente alle dimissioni o per fargli commettere errori, che giustifichino un successivo licenziamento.

Attenzione dunque, poichè in queste situazioni il posto di lavoro é a rischio

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QUANDO TEMERE PER IL POSTO DI LAVORO ultima modifica: 2010-03-03T17:13:10+00:00 da pps9000
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