MODIFICA DELL’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

Cerchiamo di capire per quale motivo il Presidente della Repubblica ha rimandato al Parlamento il decreto di legge  su lavoro, che era stato approvato a larga maggioranza e che avrebbe comportato la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il provvedimento contiene norme sui lavori usuranti, sugli ammortizzatori sociali sulle controversie in ambito lavorativo; la norma che ha sollevato perplessità in Napolitano é quella che riguarda l’arbitrato nelle controversie sul lavoro, norma che indebolirebbe l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Le normative contenute nell’art.18 dello Statuto dei lavoratori

Vediamo allora cosa recita, attualmente,l’articolo 18. Tre sono gli aspetti significativi:

  • il giudice che dovesse dichiarare inefficace o nullo il licenziamento di un lavoratore può ordinare al datore di lavoro la reintegra del dipendente nel posto di lavoro;
  • il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata l’inefficacia o la nullità;
  • il datore di lavoro che non ottemperasse alla sentenza di reintegro viene condannato a corrispondere al lavoratore la retribuzioni dovutegli dalla data della sentenza sino alla data di effettiva reintegrazione.

Bisogna anche ricordare che il dipendente che intendesse ricorrere in giudizio contro una sanzione di licenziamento e non ritenesse di avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai contratti ed accordi collettivi, deve promuovere tramite il proprio legale o anche tramite l’associazione sindacale alla quale aderisca o conferisca mandato, il tentativo di conciliazione presso le Commissioni di conciliazione competenti territorialmente. Ciò é previsto dal comma 1 dall’art. 410 c.p.c. nel tentativo di favorire la composizione stragiudiziale delle controversie di lavoro, prima di arrivare davanti ai giudici.

E’ poi noto che gli stessi giudici, prima di iniziare il dibattito processuale, fanno sempre un estremo tentativo di conciliazione, tentativo che se riesce, trasforma il licenziamento in una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Per quale motivo il ddl, rimandato all’esame del Parlamento avrebbe comportato una modifica all’articolo 18? Il ddl, nella sua formulazione originale, prevedeva che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente avrebbero potuto essere risolte attraverso un arbitrato, come alternativa del ricorso al giudice, scelta questa da considerarsi definitiva. Questa sarebbe la prima differenza in quanto, oggi, il lavoratore può, in prima analisi, ricorrere alla Commissioni di conciliazione e, in caso di fallimento della transazione, ricorrere successivamente al giudice del lavoro. La sostanziale modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori verrebbe però dalla previsione che, già nel contratto di assunzione, potrebbe essere stabilito che, in caso di contrasto, le parti si dovrebbero affidare a un arbitro. Questa previsione, teoricamente alternativa al ricorso al giudice, sarebbe certo meno garantista per il lavoratore che, in un momento di debolezza negoziale quale l’atto di assunzione, finirebbe per essere costretto ad accettarla. Il timore é che l’arbitro, a fronte di un licenziamento, possa decidere secondo la sua concezione di equità e non secondo la legge.

MODIFICA DELL’ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI ultima modifica: 2010-04-22T15:57:06+00:00 da pps9000
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