OPERAI MELFI: REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO

Foto degli operai reintegrati

Il gruppo degli operai reintegrati

La vicenda degli operai Melfi sta sollevando analisi in punta di diritto, sulla posizione Fiat che rifiuta la loro completa reintegrazione nel posto di lavoro, impedendone l’accesso al posto di lavoro stesso ed accettando che svolgano, solamente, attività sindacale in quanto delegati della Fiom.

Precedenti sentenze sulla reintegrazione nel posto di lavoro

Ho trovato, consultando su Internet precedenti giurisprudenziali, alcune sentenze che sembrano dare torto alla posizione della Fiat:

  1. La disposizione, rivolta dal datore di lavoro al dipendente di presentarsi in luogo diverso rispetto a quello ove era addetto al momento della cessazione del rapporto e senza indicazione della specifica attività lavorativa, non costituisce valido atto di reintegra. Conseguentemente il rifiuto del dipendente di presentarsi non può considerarsi rinuncia alla reintegra e il successivo licenziamento deve essere ritenuto illegittimo (Cass. 2/7/99 n. 6847, pres. De Tommaso, est. Figurelli, in D&L 1999, 926, n. S. Muggia, Invalido atto di recesso e eccezione d’inadempimento);
  2. Non ottempera all’ordine di reintegrazione del lavoratore licenziato, emesso ai sensi dell’art. 700 cpc, il datore di lavoro che si limiti al pagamento della retribuzione senza effettiva riammissione in servizio del lavoratore; in tal caso, il giudice che ha reso il provvedimento può, ex art. 669 duodecies, determinare le modalità di esecuzione del provvedimento stesso, ordinando al datore di lavoro di rimuovere gli ostacoli frapposti all’effettiva ripresa del lavoro da parte del dipendente (Trib. Roma 20/11/95, pres. Zecca, est. Torrice, in D&L 1996, 533, nota CASTALDO, L'<> delle misure cautelari in caso di inottemperanza all’ordine di reintegra);
  3. La reintegrazione del lavoratore, disposta in conseguenza di un licenziamento illegittimo, è incoercibile limitatamente all’assegnazione delle mansioni. E’ invece illecito il comportamento datoriale, consistente nel rifiuto della fisica riammissione in azienda, che configura l’elusione di una misura cautelare a difesa del credito, punibile ai sensi dell’art. 388 cpv., c.p. (Pret. Catanzaro 19/3/99, est. Brawin, in Riv. Giur. lav. 2000, pag. 315, con nota di Gargiulo, Sulla sanzionabilità ex art 388 cpv. c.p. dell’omessa reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato)

La seconda sentenza citata, sembra riprodurre esattamente la situazione degli operai di Melfi, per cui é probabile che Fiat sarà costretta alla loro reale reintegrazione nel posto di lavoro.

OPERAI MELFI: REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO ultima modifica: 2010-08-24T10:36:04+00:00 da pps9000
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