Disoccupazione giovanile

Le ultime statistiche  Istat sulla disoccupazione, relative al  mese di dicembre 2010, mostrano una sostanziale invarianza nei suoi valori globali, fermi al 8,6%, ma una continua crescita della disoccupazione giovanile, che ha raggiunto il valore record del 29%. E’ da tempo, però, che molti commentatori, non ultimo Luca Ricolfi sul numero 6 di Panorama, fanno notare l’incongruenza tra questo dato e la grande richiesta di alcune figure professionali ed artigianali rimasta inevasa alla fine del 2010.
La disoccupazione giovanile é, indubbiamente, provocata dalla crisi economica e dalla insufficienza di politiche dirette a contrastarla; sembra, d’altro canto, alimentata anche da una mancata presa di coscienza da parte delle famiglie e degli stessi giovani che non é più la laurea  a dare maggiori opportunità di lavoro. Diventa sempre più difficile comprendere perché si preferisca laurearsi in ingegneria per poi lavorare come operatore di call center o in lettere per poi fare l’operatore ecologico e non prendere in considerazione percorsi di studio o apprendistato che permettano di lavorare come elettricisti, meccanici, tornitori, idraulici ecc. Esistono lavori poco ambiti, poiché si ritiene non diano un elevato riconoscimento sociale e richiedano molti sacrifici; i tempi sono cambiati e certi preconcetti hanno perso completamente valore. La disoccupazione giovanile, anche quando usciremo da periodo di crisi, non verrà significativamente contrastata, se non si riuscirà a cambiare questo tipo di cultura del lavoro.

Disoccupazione giovanile ultima modifica: 2011-02-13T11:12:00+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".