Indennità sostitutiva del preavviso e mobilità

E’ necessario porre attenzione all’età anagrafica quando, per l’accesso alla mobilità, l’azienda metta in atto il licenziamento non facendo lavorare il preavviso, ma pagando al dipendente la relativa indennità sostitutiva del preavviso. Il problema sorge dall’interpretazione dell’art. 2118 c.c, laddove si osserva che, quando una delle parti intende recedere da un contratto a tempo indeterminato, il recedente può considerare il rapporto risolto immediatamente, con l’unico obbligo di corrispondere all’altra parte l’indennità sostitutiva del preavviso. Si tratterà di pochi casi, ma questa interpretazione può provocare seri problemi come dimostrato in una causa vinta dall’INPS.
L’istituto si é rifiutato di concedere 36 mesi di mobilità ad un dipendente che aveva compiuto 50 anni durante il periodo di preavviso; l’azienda, però, aveva optato per il pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso e, pertanto, il rapporto di lavoro andava considerato risolto al momento del licenziamento, momento in cui il dipendente non aveva ancora 50 anni. La Corte di Cassazione ha dato ragone all’INPS.
Esattamente all’opposto é la rinuncia all’indennità sostitutiva del preavviso da parte del dipendente, in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, con successivo ingresso in mobilità. Una circolare della CGIL di Cuneo segnala dei casi in cui, in sede di trattativa, il dipendente ha rinunciato all’indennità sostitutiva del preavviso, convinto che l’indennità di mobilità decorresse dalla data della cessazione del rapporto. L’INPS, rispondendo ad un’interrogazione in tal senso, ha considerato che la spontanea rinuncia all’indennita sostitutiva del preavviso sposta la data di cessazione del rapporto alla fine del preavviso e, dunque, l’indennità di mobilità decorrerà da quella data e non da quella precedente della risoluzione consensuale.


Indennità sostitutiva del preavviso e mobilità ultima modifica: 2011-10-07T15:03:24+00:00 da pps9000
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