Tassazione del TFR e degli incentivi all’esodo

E’ di comune convinzione che il TFR e l’ incentivo all’esodo , dopo la liquidazione da parte dei datori di lavoro, non sia più soggetti ad alcuna ulteriore trattenuta fiscale, in quanto reddito a tassazione separata. Ciò é vero solo in parte, poiché l’attuale procedura per calcolare l’aliquota da applicare al TFR, può riservare delle sorprese, con ovvie ripercussioni anche sugli incentivi all’esodo, in quanto si applicano le stesse aliquote d’imposta.
Il TFR, dal punto di vista fiscale, é sottoposto a due tipi di tassazione; la prima si applica sulla quota così detta capitale, cioé quella parte del TFR costituita dalle somme accantonate ogni mese dai datori di lavoro, equiparata a redditi di lavoro dipendente e soggetta a tassazione separata al momento della liquidazione del TFR. La seconda si applica su quella parte del TFR, costituita dalla rivalutazione dello stesso e definita quota finanziaria, equiparata ai redditi da capitale ed assoggettata ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF nella misura del 11%, quota versata annualmente dai sostituti d’imposta e dunque non ulteriormente tassabile.
La determinazione dell’aliquota da applicare al TFR lordo presuppone un calcolo complesso che solo il datore di lavoro é in grado di fare, ma bisogna ricordare che l’imposta così calcolata é provvisoria; l’imposta definitiva é determinata, infatti, dall’Agenzia delle Entrate, entro il 31 Dicembre del terzo anno successivo alla dichiarazione presentata dal datore di lavoro. Questo meccanismo può risultare (non necessariamente) in una differenza tra l’imposta calcolata dal datore di lavoro e quella calcolata dall’Agenzia delle Entrate, per cui il dipendente potrebbe vedersi richiedere un conguaglio a tre anni di distanza da quando ha incassato il TFR e l’incentivo all’esodo.

Tassazione del TFR e degli incentivi all’esodo ultima modifica: 2011-10-27T16:22:18+00:00 da pps9000
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