Riforma delle pensioni e criteri di esenzione

La riforma delle pensioni, così come definitivamente approvata da Parlamento, creerà delle situazioni critiche dal punto di vista sociale, se non verranno adottate delle correzioni ai criteri di esenzione previste nell’art. 14.

Le conseguenze della riforma delle pensioni

Le situazioni critiche segnalate a questo blog sono le seguenti:

  • Esodo incentivato attuato dalle Poste, senza la messa in mobilità dei dipendenti interessati. Gli accordi si sono basati sull’erogazione di un incentivo all’esodo, che avrebbe dovuto assicurare una copertura economica sino alla data di pensionamento e, laddove necessario, permettere di pagare una contribuzione volontaria, per raggiungere i limiti di anzianità contributiva, previsti dalla precedente riforma delle pensioni.
  • Esodo incentivato messo in atto dall’Enel, non concertato con le organizzazioni sindacali e senza l’adozione di periodi di mobilità.
  • Esodo incentivato messo in atto da aziende con meno di 15 dipendenti, senza ricorso alle procedure di mobilità.
  • Lavoratori posti in mobilità per accordi intercorsi prima del 5 Dicembre 2011 e che, pertanto, rientrerebbero nei criteri d’esenzione, ma che non matureranno il diritto alla pensione durante la mobilità.
  • Risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro che, nel caso di figure dirigenziali, sono stati raggiunte sulla scorta d’incentivi all’esodo, calcolati per raggiungere la maturazione del diritto alla pensione, con i criteri previsiti della precedente riforma delle pensioni.

Tutte queste situazioni, se non verranno corretti i criteri d’esenzione, con la nuova riforma delle pensioni, porteranno un significativo numero di individui ( centinaia o migliaia?) a dover affrontare periodi di tempo più o meno lunghi, senza avere alcuna forma di sostentamento.


Riforma delle pensioni e criteri di esenzione ultima modifica: 2012-01-02T13:18:46+00:00 da pps9000
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