Prolungamento della mobilità e delle prestazioni straordinarie

L’articolo 12 del ddl. 31 maggio 2010 n. 78 stabiliva che, a decorrere dal 2011, la liquidazione delle pensioni di vecchiaia (al compimento dei 65 anni di età per gli uomini e 60 anni per le donne) sarebbe avvenuta dopo 12 mesi dalla maturazione del diritto in caso di dipendenti privati e dopo 18 mesi nel caso di lavoratori autonomi.
Stesso periodo di attesa era stabilito per coloro che maturavano il diritto alla pensioni di anzianità, secondo il criterio delle quote (quota 96 e minimo 60 anni per il 2011-2012 e quota 97, minimo 61 anni a decorrere dal 2013) e coloro che maturavano il diritto alla pensione, indipendentemente dall’età ma con minimo 40 anni di contributi.
La legge di cui sopra veniva poi integrata con l’articolo 1, comma 37, della legge 13 dicembre 2010 n. 220, con il quale si prevedeva che, nei limiti di 10.000 unità, alcune categorie di lavoratori potessero andare in pensione con i criteri previgenti detta legge.

Lavoratori interessati al prolungamento della mobilità e alle prestazioni straordinarie

L’INPS, con circolare n.90 del 24 giugno 2010 , forniva le prime indicazioni per l’individuazione della platea dei potenziali beneficiari della disposizione in deroga al nuovo regime delle decorrenze di pensione per alcune tipologie di lavoratori (cd diecimila). La norma in oggetto prevedeva che le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 78/2010 continuassero ad applicarsi, nel limite di 10.000 soggetti che maturavano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, alle seguenti categorie di lavoratori:

  • lavoratori posti in mobilità ordinaria sulla base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
  • lavoratori posti in mobilità lunga sulla base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
  • titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà al 31 maggio 2010. La deroga in questione riguarda le sole finestre di accesso al pensionamento e afferisce perciò sia alla pensione di vecchiaia, sia alla pensione di anzianità.

L’ultima versione della legge prevedeva, in alternativa a quanto sopra riportato (comma 5 bis art. 1, comma 37 legge 13 Dicembre 2010 n. 220) la concessione del prolungamento della mobilità e di prestazione straordinaria per il periodo di tempo necessario al raggiungimento della decorrenza del trattamento pensionistico sulla base di quanto stabilito dalla legge in oggetto e in ogni caso per una durata non superiore al periodo di tempo intercorrente tra la data calcolata con i criteri pensionistici  della legge previgente e la data della decorrenza del trattamento pensionistico, calcolata sulla base di quanto stabilito dalla nuova legge. Il diritto al suddetto prolungamento doveva essere ratificato da un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
La legge di riforma delle pensioni Monti, nelle sue iniziali formulazioni e successive modifiche, diventava effettiva con il 5 Dicembre 2011, ma ciò che é sfuggito a molti, me compreso, e non sufficientemente sottolineato dalla stampa, è il fatto che un comunicato del 29.11.2011 del Dicastero del Lavoro annunciava che il Ministro Fornero aveva firmato in quella data il decreto ( previsto dall’art.5 bis ,aggiunto dall’art 1 comma 37 lett.b) della legge n.220/2010, all’art.12 del d.l.n.78/2010, convertito in legge n.122/2010) per la proroga del sostegno al reddito dei lavoratori che non rientravanono nel contingente delle 10.000 unità, salvaguardate dalla disciplina delle finestre mobili. Il decreto doveva essere poi inviato per la controfirma al Ministro dell’Economia.
Tale decreto veniva recepito, in data 1/12/2011, nel messaggio 22673 della Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito.

Le disposizioni contenute nella riforma delle pensioni Monti

Prediamo, infine, in considerazione la riforma delle pensioni Monti; all’art. 14, stabilisce che le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad applicarsi:

  1. ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011;
  2.  ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni e integrazioni (donne con 57 o 58 anni di età se autonome che optino per la pensione con il sitema contributivo)

 nonché nei limiti di finanziamenti annuali stabiliti nell’art.15, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:

  1. ai lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità;
  2. ai lavoratori collocati in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011;
  3. ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà. In tale secondo caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi medesimi fino al compimento di almeno 59 anni di età, ancorché maturino prima del compimento della predetta età i requisiti per l’accesso al pensionamento previsti prima della data di entrata in vigore del presente decreto;
  4. ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
  5. ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio di cui all’articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133. Ai fini della presente lettera, l’istituto dell’esonero si considera comunque in corso qualora il provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4 dicembre 2011.

Si deve dedurre , dal combinato disposto di queste diverse leggi, che tutti quelli che si riconoscono nelle situazioni sopra descritte, dovrebbero andare in pensione con i criteri previgenti la riforma delle pensioni Monti e che, laddove fossero stati posti in mobilità, tramite accordi siglati prima del 30 aprile 2010 o che risultassero titolari di prestazioni straordinarie alla data del 31 maggio 2010, dovrebbero in alternativa poter usufruire del prolungamento della mobilità o della prestazione straordinaria.
E’ dunque indispensabile recarsi nelle sedi INPS di competenza per farsi certificare le situazioni personali.


 

Prolungamento della mobilità e delle prestazioni straordinarie ultima modifica: 2012-01-08T22:39:15+00:00 da pps9000
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