I dubbi sulla riforma del mercato del lavoro

Deve far riflettere i fatto che, non appena si sono conosciuti i dettagli del disegno di legge, preparato dal governo, sulla riforma del mercato del lavoro, si sono levati commenti negativi, ma per motivi opposti, sia dalle organizzazioni sindacali che da quelle datoriali, in particolare da Confindustria. Questo ha permesso a Monti, facendo un poco d’ironia, di affermare che il disegno è certamente equo perchè ha scontentato tutti.

Le critiche alla riforma del mercato del lavoro

Ci sono, al di là di posizioni ideologicamente schierate, alcuni punti che lasciano perplessi, poichè vengono presentati come novità che contribuiranno a modernizzare il mercato del lavoro, ma novità assolute non sono.

  1. il contratto di apprendistato, come canale principale per permettere ai giovani di accedere al mercato del lavoro, già esisteva e in molte aziende è ampiamente utilizzato, quindi difficilmente creerà l’auspicata maggior flessibilità in entrata.
  2. si è voluto, giustamente, mettere un freno all’uso non giustificato dei contratti a termine, ma l’averne aumentato i costi sarà un freno in entrata. Sarebbe stato più giusto ridefinire le motivazioni per l’adozione dei contratti a termine, impedendone l’uso praticamente illimitato e punendo i contravventori con l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato.
  3. aver introdotto, modificando l’art.18, il licenziamento per motivi economici con la previsione di reintegro in caso di manifesta insussistenza, ha provocato reazioni negative sia nei sindacati che nei datori di lavoro. I licenziamenti collettivi con la messa in mobilità dei lavoratori interessati, hanno una comprensibile giustificazione nel caso di problemi economici di un’azienda. E’ difficile comprendere che aziende medio-grandi possano far credere di risolvere i loro problema economici, ricorrendo a licenziamenti individuali.
  4. lo strumento della conciliazione preventiva già esiste ed era obbligatorio il tentativo, prima del ricorso alla magistratura del lavoro. Non ha praticamente funzionato per il semplice motivo che il dipendente preferiva portare la vertenza in tribunale, poichè, in caso di vittoria, il giudice poteva disporre per il reintegro, mentre i Conciliatori non avevano questo potere. Non si capisce, allora, come potrà portare ad una velocizzazione nelle vertenze di lavoro, se le condizioni rimarranno quelle di prima.
I dubbi sulla riforma del mercato del lavoro ultima modifica: 2012-04-18T18:25:17+00:00 da pps9000
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