L’emendamento sulle pensioni dei manager pubblici

Il governo è stato battuto al Senato dal voto contrario di Idv, Lega , Pdl e 7 senatori del PD su un emendamento presentato dall’Idv, inteso a bloccare un articolo del decreto Salva Italia, che riguardava le pensioni dei manager pubblici.
Un comma del decreto Salva Italia imponeva un contributo di solidarietà per gli stipendi dei manager pubblici oltre i 300.000 euro; un articolo, proposto dal governo, stabiliva che il conseguente taglio degli stipendi, non doveva influire sulla definizione delle pensioni per la parte calcolata con il metodo retributivo; in pratica il comma soppresso avrebbe consentito per questi dirigenti, il calcolo della pensione basato integralmente sulla retribuzione precedente alla riduzione.
Questa è la notizia, ma quello che c’è dietro solleva tutta una serie di dubbi quali, ad esempio:

  • la capacità delle lobbies di influire pesantemente sulle scelte del governo;
  • l’assoluta indifferenza di certe categorie previlegiate ai richiami del Presidente della Repubblica;
  • l’incapacità o la mancanza di volontà del governo di legiferare rispettando gli equilibri sociali.

Non è accettabile che da una parte si elimini l’indicizzazione delle pensioni superiori a 1.500 €/mese, si affermi di non avere sufficienti risorse per tutelare gli esodati generati dalla riforma delle pensioni, si istituisca il metodo contributivo pro rata per tutti i lavoratori a far data dal Dicembre 2011, si continui a richiedere la ricongiunzione onerosa a coloro che hanno contributi in due diverse casse previdenziali dello Stato, e dall’altra si dia parere favorevole al mantenimento di una norma che salvaguarda i dirigenti pubblici  con stipendi superiori ai 300.000  € all’anno.

L’emendamento sulle pensioni dei manager pubblici ultima modifica: 2012-05-05T19:12:19+00:00 da pps9000
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