Cambiamenti apportati agli ammortizzatori sociali

La riforma del lavoro, approvata in Parlamento, ha apportato importanti cambiamenti agli ammortizzatori sociali. In estrema sintesi i cambiamenti possono essere così riassunti: scompariranno l’indennità di disoccupazione e quella di mobilià, previste in caso di perdita d’impiego, e saranno sostituite dall’ Aspi  e da una Mini Aspi per i lavoratori fuori della copertura Aspi. I co.co.pro, in caso di perdita del lavoro, riceveranno una sorta di una tantum. La cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e i contratti di solidarietà rimangono invariati solo nei casi di ristrutturazione aziendale e di crisi aziendale, escludendo la cessazione di attività con procedura concorsuale.

I nuovi criteri per accedere all’ASPI

L’ASPI ( Assicurazione sociale per l’impiego), con decorrenza 1° Gennaio 2013 sostituirà l’assegno di disoccupazione e successivamente anche quello di mobilità ( entro il 2017). Vediamo dunque i criteri che regolano l’erogazione dell’Assicurazione sociale:

  1. I beneficiari sono i lavoratori dipendenti ( non quelli agricoli soggetti ad altra copertura), apprendisti, soci di cooperativa, artisti, dipendenti della PA con contratti a tempo determinato.
  2. Sono esclusi i lavoratori dimissionari e coloro che hanno risolto il rapporto di lavoro in forma consensuale, fatte salve quelle conciliazione a seguito di licenziamento come da art. 6 della legge 604 del 1966.
  3. Devono avere almeno due anni di anzianità assicurativa e perlomeno un anno di contributi effettivamente versati nel biennio che precede il licenziamento.
  4. Periodo di copertura: nel periodo dal 2013 al 2016, dalla lettura del disegno di legge, non risulta chiara la durata del sussidio che, invece è ben stabilita partire dal gennaio 2016. Dodici mesi per i lavoratori sotto i 55 anni di età, 18 mesi sopra i 55 anni.

Come viene calcolata la nuova indennità di disoccupazione

L’importo dell’indennità viene calcolata con un sistema abbastanza complesso:

  • prima di tutto viene identificata la retribuzione imponibile, ai fini previdenziali, degli ultimi due anni. Tale dato viene diviso per il numero delle settimane di contribuzione e la cifra risultante viene moltiplicata per il numero fisso 4,33;
  • trovata tale retribuzione di riferimento, se questa sarà pari o inferiore a 1.180 euro mensili (annualmente rivalutata in base all’indice ISTA dei prezzi al consumo), l’indennità sarà pari al suo 75%. Se la retribuzione mensile risulterà superiore a 1.180 euro mensili l’indennità sarà sempre pari al 75% più il 25% della differenza tra la cifra trovata e i 1.180 euro. L’indennità così risultante non può comunque essere superiorie ai valori massimi stabiliti secondo i criteri della legge 427 del 1980 e sue successive modificazioni;
  • a tale indennità non si applica alcun prelievo contributivo;
  •  dopo i primi 6 mesi viene applicata una riduzione del 15% e un ulteriore 15% a partire dal 12 mese;
  • per i periodi di fruizione vengono riconosciuti i cointributi figurativi.

Il calcolo della Mini Aspi e della una tantum

La Mini Aspi è prevista per i lavoratori che hanno maturato solo 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi ed è riconosciuta solo per un periodo pari alla metà delle settimane lavorate nell’ultimo anno prima del licenziamento, applicando sempre il concetto del 75%.

L’ una tantum viene riconosciuta ai i co.co.pro in quanto questi lavoratori non sono coperti dall’Aspi a condizione che :

  1. risultino iscritti alla gestione separata Inps con almeno 4 settimane di contribuzione accreditate nell’anno precedente;
  2. abbiano lavorato in regime di mono committenza nell’ultimo anno;
  3. abbiano un reddito lordo non superiore ai 20.000 euro;
  4. risultino disoccupati ininterrottamente per almeno due mesi.

Anche in questo il calcolo dell’indennità è complesso, basato comunque su quanto stabilito dalle legge del 2 agosto 1990 n. 223

Vengono, infine,  istituiti dei fondi di solidarietà bilaterali per quei settori che non sono coperti dall’attuale Cassa Integrazione, nelle aziende che hanno più di 15 dipendenti. Tali fondi vengono istituiti al fine di assicurare ai lavoratori interessati una tutela nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa.

 

Cambiamenti apportati agli ammortizzatori sociali ultima modifica: 2012-10-04T17:40:46+00:00 da pps9000
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