Reintegrazione nel posto di lavoro

E’ di questi giorni la notizia del primo caso di reintegrazione nel  posto di lavoro, in seguito ad un’impugnazione di licenziamento per motivi economici, conseguenza questa delle annunciate decisioni di alcuni magistrati di non applicare integralmente le modifiche apportate all’art.18. Il Tribunale di Bologna infatti ha dato ragione a una lavoratrice cinquantasettenne dipendente part-time da oltre 20 anni di Ricci Casa, che si era rifiutata di trasferirsi ad altra sede con contratto full time ed era stata per questo licenziata dal datore di lavoro Il licenziamento, impugnato dalla signora, per il giudice infatti era immotivato in quanto il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno e viceversa non costituisce giustificato motivo di licenziamento per motivi economici. Il caso nasce con la  chiusura di un punto vendita ad Anzola dell’Emilia in provincia Bologna  e alla successiva proposta alla lavoratrice in causa di essere assunta nella sede di Modena, a patto che accettasse un contratto  di lavoro a tempo pieno, compresi i sabati e le domeniche.  A seguito del rifiuto della donna di trasformare il rapporto da part time a tempo pieno, l’azienda procedeva a licenziarla in tronco per motivi economici. Appellandosi al decreto legislativo n.61 del 2000 a tutela del lavoro part time, la signora però ha fatto ricorso ottenendo la reintegrazione nel posto di lavoro, da parte del giudice secondo quanto previsto dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori per i licenziamenti discriminatori e per quelli determinati da motivo illecito.

Reintegrazione nel posto di lavoro ultima modifica: 2012-12-04T19:18:07+00:00 da pps9000
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