I contributi silenti

Il Ministro Fornero ha sbloccato il problema dei contributi silenti; la Riforma delle pensioni oltre alla questione degli esodati aveva creato anche creato un problema per i così detti contributori silenti.
Ci si riferisce con questo termine a quei lavoratori che, una volta cessata l’atività, avevano scelto di versare contributi volontari all’INPS, con l’obiettivo di ottenere un’anzianità contributiva minima di 15 anni per accedere alla pensione di vecchiaia.
La Riforma delle pensioni del 1993 concedeva, infatti, a chi avesse versato almeno 15 anni di contributi entro il 1992, o chi avesse iniziato a versarli entro la stessa data, di poter accedere alla pensione di vecchiaia con solo 15 anni di contribuzione.
L’INPS, per uniformarsi a quanto stabilito dalla Riforma delle pensioni, comunicava che sarebbe stato necessario effettuare versamenti volontari per altri cinque anni al fine di raggiungere i 20 anni minimi richiesti dalla riforma; questa interpretazione avrebbe comportato o l’esborso di nuove somme rilevanti o la perdita di quanto già versato.
Il Ministero del lavoro ha per fortuna modificato l’interpretazione sui contributi silenti, facendo sapere che questi contributori potranno accedere alla pensione di vecchiaia con i requisiti contributivi di soli 15 anni, così come inizialmente previsto dalla Riforma Amato del 1992.

I contributi silenti ultima modifica: 2013-02-03T12:40:46+00:00 da pps9000
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