I contratti a progetto dopo la Riforma Fornero

I contratti a progetto possono rappresentare, in molto casi, un’interessante opportunità lavorativa per chi è in cerca di una valida offerta di lavoro; è però importante tenere conto delle modifiche apportate dalla Riforma Fornero a questo tipo di contrattualistica. Non c’è alcun dubbio che l’intento del legislatore è stato quello di eliminare e scoraggiare l’uso scorretto di questa formula contrattuale, delimitandone il campo di applicazione. Vediamo allora quali sono gli aspetti salienti di questa modificata forma di lavoro flessibile, in modo tale che si possa valutare la correttezza della proposta datoriale.

L’Utilizzo legale dei contratti a progetto

  1. La prima importante modifica riguarda i requisiti del progetto che non può essere riconducibile ad un semplice programma di lavoro; deve invece prevedere uno specifico collegamento ad un risultato finale, poichè in mancanza di tale collegamento la costituzione del rapporto di lavoro sarebbe ritenuta illegittima. Il Ministero specifica, dunque, che nel contratto, deve essere indicata l’attività che il collaboratore sarà tenuto a svolgere al fine di raggiungere un determinato risultato e che tale risulatato, oltre a essere verificabile, deve essere idoneo a realizzare uno specifico interesse del committente.
  2. Il secondo aspetto riguarda una sottolineatura che il Ministero ha introdotto relativamente alle modalità esecutive del rapporto di collaborazione: le attività del collaboratore non possono essere solo esecutive e ripetitive, non prevedendo alcun apporto professionale e non prevedendo alcuna autonomia dal punto di vista operativo.
  3. Il Ministero ha infine ha stilato una lista di attività che, per le loro intrinseche caratteristiche,non possono essere considerate riconducibili ad un progetto specifico e, quindi, non potranno diventare oggetto di contratti a progetto. Solo a titolo di esempio citiamo: addetti alle pulizie, autisti, commessi, custodi, portieri, parrucchieri, magazzinieri, piloti, assistenti di volo, addetti ai call center. L’elenco è molto più lungo ma gli esempi danno una chiara idea di quale tipologia di attività richiederanno contratti a tempo determinato o indeterminato. Si consiglia, quindi, a coloro che si accingeranno a firmare contratti a progetto di verificare che questi rispettino tutti i parametri sopra ricordati
I contratti a progetto dopo la Riforma Fornero ultima modifica: 2013-02-25T20:16:53+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".