Illegittimo collocamento in cassa integrazione

Una delle conseguenze della crisi è il considerevole aumento di contenzioso conseguente a casi sospetti di illegittimo collocamento in cassa integrazione. Richiamo quidi, seppure brevemente, le procedure per il collocamento di personale dipendente in cassa integrazione straordinaria, procedure che prevedono un iter ben preciso stabilito per legge.

La procedure per il collocamento di personale in cassa integrazione

Le iniziali comunicazioni aziendali, in termini di motivazioni che hanno portato alla dichiarazione di Cassa Integrazione straordinaria ed in termini di unità produttive e profili professionali coinvolti, vanno inviate alle organizzazioni sindacali e a quelle di categoria.
Le motivazioni ed i piani aziendali vengono sottoposti ad un esame congiunto che può terminare o meno con un accordo sindacale; le conclusioni degli esami congiunti vanno inviate alle Direzioni Territoriali del lavoro o addirittura al Ministero del lavoro, dove vengono esperiti ulteriori tentativi, in caso si sia giunti sino a quel momento senza un accordo tra le parti.
L’azienda, terminato questo iter, può comunicare i nominativi dei dipendenti in cassa integrazione, individuati con criteri di scelta che si devono desumere dalla specifica degli obiettivi della riorganizzazione del lavoro e con questi devono essere coerenti.
Quali sono i motivi, vista che la procedura è così rigorosa, che potrebbero portare un dipendente a ricorrere contro il suo collocamento in cassa integrazione ? L’illegittimo collocamento in cassa integrazione può essere invocato quando:

  1. l’azienda non abbia rispettato le motivazioni addotte, o i criteri di legge, o quelli concordati con le organizzazioni sindacali;
  2. si è verificata una palese violazione dell’articolo 1, comma 7 della legge n. 223/91, che prescrive la comunicazione iniziale dei criteri di scelta da applicare per la collocazione dei lavoratori in cigs;
  3. l’azienda non abbia precisato il mancato ricorso alla rotazione – In base all’art. 1 della legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 20789 del 7 ottobre 2010, Pres. Roselli, Rel. Monaci);
  4. sia stato scelto un dipendente appartenente ad un’unità produttiva non dichiarata nella comunicazione iniziale;
  5. sia stato scelto un dipendente con un profilo diverso da quelli dichiarati inizialmente.

E, quindi, possibile in questi casi impugnare il collocamento in cassa integrazione , ovviamente attraverso le organizzazioni sindacali e/o un legale di fiducia.

Illegittimo collocamento in cassa integrazione ultima modifica: 2013-04-18T18:54:14+00:00 da pps9000
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