Tagliare le pensioni

inpsSta prendendo piede la convinzione che tagliare le pensioni non sia un tabù, avendo come obiettivi su cui intervenire le così dette pensioni d’oro e quelle calcolate con il precedente sistema retributivo. Sempre più frequentemente si leggono articoli o si sentono pareri sulla necessità di decrescere la spesa pensionistica, che in Italia si aggira sul 16 % del PIL in modo da diminuire l’enorme spesa pubblica del nostro paese; a giustificazione di queste opinioni si portano esempi di pensioni dai valori scandalosi e la convinzione che il sistema retributivo avrebbe generato pensioni non giustificate dai contributi versati. Queste affermazioni sono generiche e l’argomento andrebbe approfondito per non arrivare a decisioni prese sulla scorta di posizioni ideologiche.

Quando sarebbe corretto tagliare le pensioni

E’ noto che un sistema pensionistico sarebbe in equilibrio se, idealmente, la pensione ottenuta sino alla dipartita del pensionato, fosse pari ai contributi versati nel corso della sua vita lavorativa. Questo ragionamento è puramente teorico poiché, a livello del singolo, non è dato sapere in anticipo quando cesserà la sua vita terrena e dunque non è possibile calcolare quanti contributi dovrà versare per andare in pareggio. Vengono in aiuto le così dette statistiche sulla speranza di vita, indicatore  che esprime il numero medio di anni della vita di un essere vivente, a partire da una certa età, all’interno della popolazione indicizzata; è ovvio che queste statistiche permettono di fare previsioni sui grandi numeri ma, comunque, forniscono degli indicatori per valutare quanto mediamente una popolazione sopravvive dal momento del percepimento della pensione. Fatta questa premessa vediamo allora cosa  dovrebbe significare intervenire sulle pensioni d’oro e su quelle calcolate con il sistema retributivo.
La prima domanda da porsi è cosa s’intende per pensioni d’oro. Consultando i diversi articoli sull’argomento si possono riassumere tre correnti di pensiero:

  1. è pensione d’oro quella che supera, nel suo valore assoluto, di decine di volte la pensione minima sociale (vedi la pensione di Giuliano Amato di 22 mila euro lordi contro i 442 euro della pensione minima sociale);
  2. è pensione d’oro quella ottenuta per lunghissimo tempo con una minima contribuzione; (pensioni baby delle impiegate pubbliche  andate in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno e degli gli statali dopo 19 anni e mezzo e per i lavoratori degli enti locali dopo 25 anni);
  3. pensioni e vitalizi della classe politica, alte in valore assoluto ed ottenute con un minimo di contribuzione.

Queste dovrebbero essere le pensioni da colpire e non è accettabile un discorso generico come quello che sostiene che l’eccesso di pressione previdenziale sul costo del lavoro serve a pagare pensioni medio alte calcolate con il sistema retributivo. La maggior parte di questi beneficiari ha lavorato perlomeno per 35 anni e talvolta per quaranta, versando fior di contributi, per cui è tutto da dimostrare che non siano stati sufficienti a coprire la loro pensione sino alla loro sopravvivenza.

Tagliare le pensioni ultima modifica: 2013-05-30T19:48:59+00:00 da pps9000
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