La proposta Ichino sulle pensioni d’oro

pensioni d'oroTutti a plaudire, adesso, alla proposta Ichino, Tinagli e Cazzola di applicare un contributo di solidarietà alle pensioni, calcolate con il sistema retributivo in quanto, stante il metodo di calcolo, costituirebbero dei previlegi carpiti. Non entro nella questione se questi, a parte la definizione, sono costituzionalmente da considerare dei diritti acquisiti  ma, leggendo le osservazioni di diversi autori a favore della proposta Ichino, mi piacerebbe avere dei chiarimenti e risposte su alcuni punti di rilevante incoerenza.

I punti non chiari della proposta Ichino

  1. Vengono definite pensioni previlegiate perché calcolate, magari dopo 35/40 anni di versamenti contributivi, avendo come riferimento gli ultimi dieci anni di attività lavorativa, di norma con una media salariale più alta di quella di tutti gli anni precedenti (il che poi non è sempre detto). Come dovrebbero, allora, essere considerate quelle pensioni, magari di solo qualche centinaio di euro, ma ottenute con versamenti contributivi di soli 15 – 20 anni, come nel pubblico impiego e che hanno generato un deficit dell’INPDAP di una decina di miliardi di euro? A queste non verrebbe applicato il contributo di solidarietà secondo il principio che sono dei previlegi carpiti?
  2. Il prelievo sulle pensioni d’oro è stato bocciato  poichè la Consulta, similmente a quanto stabilito per il contributo di solidarietà sugli stipendi dei manager pubblici, lo ha dichiarato illegittimo in quanto, per la nostra Carta Costituzionale, ogni cittadino deve pagare in proporzione alla propria capacità contributiva, a prescindere dal fatto che i guadagni derivino da rapporti di lavoro (pubblici o privati) o da pensione. Se il principio è quello di pagare in proporzione alla capacità contributiva mi si vuole spiegare perché il contributo di solidarietà dovrebbe essere applicato ai redditi da pensione e non ai redditi da lavoro nella Pubblica Amministrazione?
  3. La proposta Ichino prevederebbe di applicare un contributo di solidarietà sulla somma che risulterebbe come differenza tra la pensione calcolata con il metodo retributivo e quello contributivo. L’attacco alle pensioni d’oro è un mascheramento poiché il vero obiettivo l’ha illustrato A. Brambilla, ex sottosegretario al Welfare; egli ha calcolato  che la soluzione potrebbe essere quella di gravare, per le distorsioni del metodo retributivo, tutte il monte pensioni. Questo vale 250 miliardi di euro per cui con un contributo medio di solidarietà del 2%, genererebbe un entrata di circa 5 miliardi.(il contributo di solidarietà per pensioni sino a 600 euro mese sarebbe solo dello 0,1% per proseguire in modo proporzionale e progressivo!!!). Le pensioni d’oro non c’entrano più; verrebbero tassate tutte le pensioni, purché calcolate con il sistema retributivo, anche se d’importo minimo.!!
La proposta Ichino sulle pensioni d’oro ultima modifica: 2013-08-26T18:17:03+00:00 da pps9000
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