Rimborso 730 ed incapienza irpef

Ci avviciniamo alla fine del 2013 e mi viene posto il quesito su cosa si deve aspettare il dipendente nel caso d’incapienza irpef del datore di lavoro.
L’incapienza d’imposta si riferisce ad una situazione in cui il contribuente  ha diritto a detrazioni fiscali, ma non  ha un debito d’imposta tale da permetterne il conguaglio parziale o totale.

Gli obblighi del datore di lavoro in caso di incapienza irpef

E’ noto che per dipendenti che utilizzino il modello 730, se risultano aventi diritto ad un credito fiscale, il datore di lavoro, nella sua veste di sostituto d’imposta, dovrebbe procedere nel mese di luglio, ad effettuarne il rimborso 730 mediante una riduzione delle ritenute a titolo irpef e/o di addizionale comunale e regionale.
Può capitare che il datore di lavoro si trovi ad avere un’incapienza irpef, nel senso che la somma delle imposte da versare non sia sufficiente a conguagliare i crediti irpef di uno o più dipendenti.
Il datore di lavoro, in questo caso, comunica (a luglio) all’interessato la sua incapienza fiscale, rimborsa nella busta paga dello stesso mese la cifra di cui è capiente ed effettua il saldo ad agosto se può, o nei mesi successivi sino a dicembre dello stesso anno.
Ciò che a molti dipendenti non è stato spiegato o, addirittura è stato trasmesso in modo errato, è cosa succede se alle fine di un anno rimane ancora un credito da rimborsare.
Se alla fine dell’anno non è stato possibile effettuare il totale rimborso 730, il sostituto d’imposta deve comunicare all’interessato, utilizzando le stesse voci contenute nel modello 730-3, gli importi ai quali lo stesso ha diritto , provvedendo anche a indicarli nella relativa certificazione (CUD). Tali importi potranno essere fatti valere dal contribuente nella successiva dichiarazione effettuata (730 o Unico).

Rimborso 730 ed incapienza irpef ultima modifica: 2013-10-17T17:42:14+00:00 da pps9000
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