Il taglio della spesa pubblica

spesa PAChi ha letto o ascoltato la ricetta di Matteo Renzi sul taglio della spesa pubblica, per migliorare a situazione economica del sistema paese, può rimanere perplesso sull’effettive intenzioni di tagliare, in modo determinante tale spesa. Parlare di ricuperare 5 miliardi dalle dismissioni del patrimonio immobiliare e 10 miliardi dalla riduzione dei consumi intermedi della pubblica amministrazione è un nonnulla se confrontato con gli attuali 800 miliardi di spesa pubblica.

E’ un utopia pensare di ridurre la spesa pubblica con la ricetta di Renzi

E’ vero che Matteo Renzi è anche convinto sulla necessità d’intervenire sulla tecnostruttura burocratica dei ministeri per diminuire la spesa pubblica, ma l’idea di poter ottenere dei risultati, nominando dei sottosegretari delegati a realizzare risparmi di spesa, è un’utopia, in quanto non incide sul fattore meritocratico, elemento determinante per ottenere risultati duraturi.
Il manifesto, pubblicato sul web, che elenca le azioni adottate da Matteo Renzi, come sindaco di Firenze, per ridurre la spesa pubblica improduttiva, tra le altre iniziative riporta:

  1. riduzione del numero dei dipendenti comunali;
  2. riduzione delle aziende comunali per i servizi alla persona;
  3. dimezzamento del numero degli assessori comunali.

Ora se su scala nazionale si dovessero adottare iniziative simili, qualcuno potrebbe giustamente far notare che ciò significherebbe diminuire in maniera drastica i posti di lavoro, creando un notevole numero di disoccupati.  Questo potrebbe non essere necessario se solo si mettessero in atto poche ma importantissime iniziative per realizzare due risultati: eliminare la corruzione ed aumentare la produttivita del personale della pubblica amministrazione tutta.

Come sarebbe realisticamente possibile ridurre la spesa pubblica

Sarebbe necessario per ottenere questi risultati  realizzare due precisi obiettivi:

  • adottare efficaci sistemi di valutazione, creando un corretto ambiente meritocratico, per differenziare  le  buone prestazioni da quelle negligenti.
  • rendere operative le sanzioni disciplinari contemplate nel  d.lgs. n. 150 del 2009, che prevede il liceziamento dei dipendenti a fronte di comportamenti fraudolenti quali: la falsa attestazione della presenza in servizio, l’assenza non giustificata per più di tre giorni, l’ingiustificato rifiuto di un legittimo trasferimento, la falsificazione di documenti, la reiterazione di condotte aggressive nell’ambiente di lavoro, la negligente ed insufficiente prestazione in un arco temporale non inferiore ad un biennio. Questo aspetto richiede la responsabile collaborazione dei sindacati e della magistratura del lavoro.

E’ vero, come sostengono gli interessati detrattori di queste iniziative, che il carcere e la pena di morte non hanno mai scoraggiato i delinquenti ma, in un ambiente come quello della pubblica amministrazione Italiana, l’adozione puntuale delle due iniziative provocherebbe una salutare scossa sia a livello delle dirigenza che nei dipendenti.

 

Il taglio della spesa pubblica ultima modifica: 2014-01-31T21:53:32+00:00 da pps9000
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