L’ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE

jobs-act-renzi-sussidi-disoccupazioneIl Jobs Act ha introdotto significative modifiche all’assegno di disoccupazione

L’evoluzione dell’assegno di disoccupazione

Le legge Fornero aveva introdotto, a far data dal 1° Gennaio 2013, l’ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego), che aveva sostituito la vecchia indennità di disoccupazione. Ricordiamo che l’ASpI era destinata ai lavoratori subordinati, che avevano perduto involontariamente l’occupazione dopo l’inizio del 2013. Avevano diritto all’ASpI, i lavoratori con almeno 2 anni di anzianità lavorativa e almeno 1 anno di contributi versati nei 24 mesi che precedevano il periodo di disoccupazione; con l’introduzione dell’ASpI veniva ampliato il numero dei soggetti tutelati e, aumentavano sia la misura che la durata delle prestazioni erogate.
Il Jobs Act, ha introdotto importanti novità in tema di ammortizzatori sociali: l’ASpI, da maggio 2015 cambierà infatti e si chiamerà NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego); i lavoratori che, al termine del periodo di copertura della NASpI, permarranno nella condizione di disoccupazione con un ISEE basso potranno fruire di un ulteriore assegno di disoccupazione (ASDI) per un massimo di 6 mesi.

La trasformazione da ASpI a NASpI

I destinatare della NASpI potranno essere tutti i lavoratori dipendenti che perderanno il lavoro dal prossimo 1° maggio 2015, esclusi gli assunti a tempo indeterminato del pubblico impiego, e gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato. Il lavoratore, come in passato, deve aver perso involontariamente la propria occupazione: oltre a tutti i casi di licenziamento, è riconosciuta anche a chi si dimette per giusta causa e nelle risoluzione consensuali di rapporti di lavoro in seguito a procedure di conciliazione o procedimenti disciplinari . Sono necessarie ulteriori condizioni:

  1. stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c del Dlgs 181/2000: lavoratori che hanno perso l’impiego e siano immediatamente disponibili alla ricerca di un’attività lavorativa;
  2. almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione;
  3. almeno 18 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione

E’ inoltre prevista un’indennità di disoccupazione chiamata DIS-COLL,con entrata in vigore già dal 1°gennaio e per tutto il 2015 destinata ai cocopro e ai cococo iscritti alla gestione separata, non pensionati, e senza partita IVA, che abbiano perduto involontariamente il lavoro. Ulteriori requisiti:

  1. stato di disoccupazione ai sensi dell‘articolo 1, comma 2, lettera c, del decreto legislativo 181/2000;
  2. almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente la cessazione dal lavoro al predetto evento;
  3. nell’anno solare in cui inizia la disoccupazione, almeno un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese con un reddito almeno pari alla metà del importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.

Calcolo e misura della NASpI

La NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33; se la retribuzione mensile è pari o inferiore a 1195 euro, l’indennità è pari al 75% della retribuzione mentre se lo stipendio è superiore, l’indennità è pari al 75% a cui si aggiunge il 25% della differenza fra la retribuzione mensile e il tetto di 1195 euro.

L’assegno nel 2015, non potrà comunque superare i 1300 euro mensili. L’indennità è ridotta del 3% al mese a partire dal quinto mese di fruizione; dal prossimo 2016, la riduzione del 3% si applicherà a partire dal quarto mese. L’indennità è pagata mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione degli ultimi quattro anni. A partire dal 2017, la NASpI non potrà comunque essere percepita per più di 78 settimane.

I lavoratori che quando finisce la NASpI non hanno ancora trovato lavoro e si trovano in una condizione economica di bisogno (misurata attraverso l’ISEE), hanno diritto a un ulteriore sussidio, ASDI (assegno di disoccupazione), in via sperimentale per l’anno 2015. Inizialmente, questo sostegno è riconosciuto prioritariamente ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e a coloro che sono in età vicina al pensionamento.  L’indennità di disoccupazione dura al massimo sei mesi, è pari al 75% dell’ultima NASpI percepita e viene aumentata a seconda dei carichi familiari.

Calcolo e misura della DIS-COLL

Il trattamento per i cococo e cocopro è rapportato al reddito imponibile ai fini previdenziali relativo all’anno in cui è avvenuta la cessazione del rapporto e a quello precedente, diviso per i mesi di contribuzione. E’ pari al 75% del reddito se questo è pari o inferiore a 1195 euro mensili, mentre se il reddito è superiore al 75% si aggiunge il 25% della differenza fra quanto percepito e il massimale. L’assegno 2015, come per la NASpI, non può superare i 1300 euro al mese, è ridotto del 3% a partire dal quinto mese. L’assegno di disoccupazione è corrisposto per un numero di mesi pari alla metà di quelli di contribuzione accreditati nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente alla cessazione del lavoro al predetto evento. Dura al massimo sei mesi e non prevede contributi figurativi

L’ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE ultima modifica: 2015-02-02T18:21:54+00:00 da pps9000
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