RIORDINO DEI CONTRATTI DI LAVORO

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 20 febbraio, nell’ambito dei decreti attuativi, ha approvato quelli sul riordino dei contratti di lavoro.

Il riordino dei contratti di collaborazione

Il decreto legislativo sulle tipologie contrattuali elimina quasi definitivamente i contratti di collaborazione a progetto che, a decorrere dal gennaio 2016, si trasformeranno in contratti a tempo indeterminato. Rimangono in essere alcuni contratti di collaborazione coordinata e continuativa come, ad esempio, quelli del personale dei Call Center.
I contratti di collaborazione a progetto in essere rimarranno in vigore sino alla scadenza poi, dal 1° gennaio 2016, dovranno diventare contratti a tempo indeterminato e ricadere sotto le norme previste per il contratto a tutele crescenti.

Demansionamento

La nuova discplina delle mansioni è sempre contenuta nel decreto sul riordino dei contratti; in pratica si introduce la possibilità di demansionamento del lavoratore (oggi vietata dallo Statuto dei Lavoratori).

Questo ha comportato la riscrittura dell’art. 2103 del codice civile, stabilendo che:

Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento delle ultime effettivamente svolte”.

La differenza con la precedente formulazione sta nel fatto che non si parla più di mansioni equivalenti ma di mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento delle ultime effettivamente svolte. Può sembrare un bizantinismo ma, dal punto di vista legale, la differenza è significativa. Secondo la precedente norma, due mansioni si intendevano equivalenti quando presupponevano, per il loro svolgimento, il possesso di  simili conoscenze, capacità ed esperienze  acquisite nella precedente fase  del rapporto. Il nuovo riferimento “a mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento” dovrebbe invece fare riferimento alla classificazione del personale operata dai contratti collettivi.

L’impresa potrà, quindi, procedere al demansionamento di un dipendente, limitatamente ad un livello e senza diminuire lo stipendio in presenza di ristrutturazione aziendale e in altri casi individuati dai contratti collettivi. È anche possibile contrattare individualmente con il dipendente la modifica delle mansioni e del livello di inquadramento (e di retribuzione), qualora questo miri  alla conservazione del posto di lavoro o all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita.

RIORDINO DEI CONTRATTI DI LAVORO ultima modifica: 2015-03-11T10:27:44+00:00 da pps9000
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