I datori di lavoro disonesti

ConsulenzaE’ impressionante il numero delle segnalazioni che ricevo sui comportamenti di datori di lavoro disonesti al punto che è lecito dubitare sulle reali possibilità per il nostro paese di uscire dalla crisi. Il deterioramento delle qualità e capacità datoriali  è così diffuso nelle piccole imprese ( una volta vanto dell’Italia) che queste realtà sono destinate a scomparire nel breve medio termine.

La storia di Chantal e dei suoi datori di lavoro

Oggi pubblico la storia che mi ha raccontato Chantal perché mostra cosa può accadere ad un giovane in cerca di lavoro, quando ha la sfortuna d’imbattersi in datori di lavoro disonesti.

“Ho lavorato per un’agenzia di animazione che chiamerò Caotica animazione da inizio giugno a inizio settembre 2014; siccome in molti mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza, ho
deciso di esporla abbastanza rapidamente qui. Ho scoperto questa agenzia grazie alla giornata del lavoro avvenutonella mia città nel mese di febbraio dell’anno scorso. E, sempre in quel giorno, ho deciso di provare a lasciare il mio curriculum allo stand dell’agenzia stessa.
Dopo qualche tempo sono stata contattata, ho avuto un colloquio normalissimo all’interno dell’Infogiovani della mia città e sono stata ricontattata non molto tempo dopo dall’agenzia la quale m’informava che, se ero ancora intenzionata a lavorare per loro, avrei dovuto partecipare ad un corso di formazione di tre giorni pressoun’altra città in un’altra regione (tutto a spese mie) nel mese di marzo, dove sarei stata valutata e probabilmente assunta.
I tre giorni sono passati molto rapidamente, ho imparato molte più cose di quanto mai mi sarei aspettata e ho trovato che i duecentottanta euro sganciati per partecipazione (cinquanta), viaggio, ostello e vitto fossero stati ben spesi.

Un mese, o forse meno, più tardi sono stata ricontattata via e-mail e ho scoperto di essere passata. Siccome avevo già dato la mia disponibilità sono stata scelta come una delle prime a partire. Sono partita i primi di giugno e, prima di essere smistata in un albergo, ho soggiornato per tre giorni e due notti alla casa base dell’agenzia. Che altro non è che tre garage (davvero, quelli per le auto) nella quale sono stati inseriti otto letti a castello, un cucinino e un bagno.
Ho scoperto dopo che non è tutto oro ciò che luccica e che agli animatori per ogni norma non seguita (norme scritte su fogli volanti appesi alle pareti. Es. se rompi la bici dieci euro, se sporchi/rompi la maglia cinque euro, se ritardi di dieci minuti cinque euro) fosse sottratto un tot di soldi dallo stipendio. Tuttavia, pensando di essere sotto contratto, con contributi versati e
balle varie, siamo rimasti in silenzio.
Una delle cose più assurde che mi sia capitata in questa esperienza è stato il dover recarmi all’ospedale per una brutta caduta e scoprire di dover dire che non me l’ero fatta sul lavoro.
E che questa versione era stata data da tutti gli altri ragazzi che come me erano dovuti correre all’ospedale per qualche sfortunato avvenimento: «Sai, se dici che stai lavorando la menano e ci ricamano su. Devi dire che sei in vacanza»;essendo ragazzi, abbiamo seguito il consiglio.
Io ho perso la malattia e ho lavorato comunque. Non sto dicendo che sono stata obbligata, ma che se fossi stata più accorta e avessi avuto attorno persone meno devote al dio denaro avrei
accettato la mia malattia e ora forse non mi ritroverei una grossa cicatrice sulla coscia. Lascio a voi ogni commento ed io mi astengo.
Un’altra cosa è la sanzione se non dai quindici giorni di preavviso, che ovviamente non esiste. Anche perché quando li dai, ti viene chiesto di rimanere e fatto pesare il fatto che tu te ne voglia
andare.  Ciò che voglio far capire è che probabilmente, finendo a lavorare per questa agenzia, voi penserete di essere sotto contratto, di avere dei contributi e che sarete obbligati a sottostare a regole chetroverete insensate. E che non potrete andarvene prima della fine del
contratto, altrimenti potrebbe arrivarvi una grande multa. E ciò che voglio far capire a tutti è che non è così.
Sono andata ad informarmi dai sindacati, dopo. E non è così. Io non ho contributi, è come se per quattro mesi non avessi lavorato. Avevo il pieno diritto di avere la malattia e di andarmene quando volevo. E di ricevere lo stipendio che mi spettava.  L’esperienza è stata davvero forte, ho imparato tanto e sono contenta di aver saputo chinare la testa e poi di saper alzarla. Sono grata
alle persone che mi hanno concesso – e in un certo senso obbligato – a crescere, a farmi le ossa e maturare.  Se volete fare una grande esperienza partite, ma sappiate che esistono
agenzie poco serie e sappiate a cosa andate incontro. Detto ciò, io non so se sia ancora così. O se sia solo la mia esperienza e di pochi altri miei ex colleghi, ma questa è la mia
storia. Non ho fatto nomi e non ho detto altro se non quello che è accaduto. Spero di essere stata d’aiuto a qualcuno.”

Come ci si deve comportare con datori di lavoro disonesti

La storia di Chantal è simile a molte altre; datori di lavoro che pagano in nero, che pretendono ore di lavoro maggiori di quelle contrattuali, che non pagano stipendi o il TFR , che non versano i contributi per la pensione e via di seguito. Premesso che mi rendo conto quanto sia importante trovare un lavoro e capisco che spesso si devono accettare a malincuore comportamenti vessatori, d’altro canto non esistono facili soluzioni per fronteggiare le situazioni create dai datori di lavoro disonesti. Le strade, a seconda dei casi, sono il ricorso alla protezione dei sindacati, all’intervento di un legale, alla denuncia presso le Direzioni Provinciali del Lavoro, tutte azioni che presuppungono l’insorgere di un conflitto con la ditta, il rischio di licenziamento e, talvolta, l’anticipo di significative somme di denaro. Esiste in conclusione un solo reale suggerimento: interrompete il rapporto di lavoro non appena vi accorgete di essere nelle mani di un imprenditore disonesto.

 

I datori di lavoro disonesti ultima modifica: 2015-05-25T22:12:22+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".