I buoni lavoro; un’altra truffa dei datori di lavoro

foto di un voucher

Un buono lavoro

Mi è stato recentemente segnalato un semplice sistema per truffare i lavoratori pagati con i buoni lavoro.

Come funzionano i buoni lavoro

I buoni lavoro sono un sistema di pagamento che può essere utilizzato in tutte quelle forme di lavoro, occasionale e discontinuo, non regolamentate da un contratto di lavoro; questa forma di pagamento è stata introdotta per regolamentare quella parte del mercato del lavoro nella quale non era prevista alcuna forma di contratto tra datore di lavoro e lavoratore e quindi non esisteva ne una tutela assicurativa ne previdenziale
L’introduzione dei buoni lavoro o voucher aveva l’obiettivo di far emergere il lavoro nero e di operare nella legalità poiché:

  1. il datore di lavoro può beneficiare di una copertura Inail al pari del lavoratore;
  2. il lavoratore, oltre la copertura Inail, riceve un compenso non soggetto a tassazione e beneficia di contributi versati all’INPS sulla sua posizione contributiva ai fini pensionistici.

Il metodo dei buoni lavoro, una volta riservato ai giovani di età compresa tra i 16 ed i 25 anni, è stato esteso ai lavoratori part time, pensionati, cassaintegrati, lavoratori extracomunitari, inoccupati, disoccupati.Ogni lavoratore, in un anno, può ricevere buoni lavoro per un totale di 5.000 euro netti per singolo committente / datore, mentre i cassaintegrati possono cumulare complessivamente fino a 3.000 euro netti l’anno.

La truffa con i buoni lavoro

Si potrebbe proprio affermare che “fatta la legge si è trovato l’inganno”. Il metodo prevede che il datore di lavoro acquisti, con diversi sistemi, dei voucher che può e deve utilizzare entro un certo periodo di tempo. Ogni voucher acquistato dal datore di lavoro ha un valore di 10 euro, di cui 7,50 euro costituiscono il compenso ricevuto dal lavoratore; la differenza di 2,50 euro, invece, viene in parte versata all’Inps come contributo per il lavoratore e in parte all’Inail come assicurazione contro gli infortuni. I buoni lavoro possono essere cartacei o telematici, ma la truffa è realizzabile con i voucher cartacei.
Bisogna ricordare che i buoni hanno un valore di 10 o multipli di dieci e che Il valore del voucher da 10 euro nominali corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo.Il datore di lavoro, nella pratica, impone al lavoratore di accettare il pagamento, ad esempio di 6 euro netti/ora invece di 7,50. Ammesso che l’accordo sia di 20 ore di lavoro settimanal,i il prestatore dovrebbe ricevere voucher per 150 euro, ma il datore glie ne ne da solo per 120; in questo modo il dipendente non viene pagato correttamente e si realizza anche un’evasione contributiva.
Il consiglio, ovviamente, è di non accettare imposizioni di questo tipo e di denunciare il datore di lavoro all’INPS.

I buoni lavoro; un’altra truffa dei datori di lavoro ultima modifica: 2015-05-30T16:04:27+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".