Importante sentenza della Cassazione sul riconoscimento del mobbing

Solo pochi giorni fa pubblicavo su Blasting News un articolo di revisione sul riconoscimento del mobbing, stante la difficoltà per i lavoratori di decidere sull’opportunità o meno di chiamare la propria ditta in causa. Leggo oggi di una recentissima sentenza della Cassazione, la numero 10037/2015, che tratta esattamente questo problema

Come riconoscere il mobbing

Non ritorno su gli argomenti di carattere generale che troverete comunque sul mio precedente articolo, per concentrarmi sulla sentenza della Cassazione, che stabilisce le condizioni in base alle quali il lavoratore può valutare se ricorrono le condizioni per chiedere ed ottenere un risarcimento. Ricordo che, nella nostra legislazione, spetta al lavoratore che si sente vittima di mobbing provare che il datore di lavoro ha messo in atto nei suoi confronti azioni vessatorie; ciò rendeva difficile decidere di fare causa all’azienda, non essendo stati stabiliti per legge dei parametri che potessere dare la possiblità di valutare con una certa sicurezza il danno lavorativo. La Suprema corte ha risolto questo problema stabilendo quali requisiti devono sussistere affinché un dipendente possa iniziare una vertenza contro il proprio datore di lavoro:

  • le vessazioni devono avvenire sul luogo di lavoro;
  • le persecuzioni lavorative non devono essere occasionali ma ripetersi per un congruo periodo di tempo;
  • le persecuzioni devono essere molteplici
  • le azioni di mobbing devono essere riferibili ad almeno due categorie di azioni ostili tra le seguenti: impedimenti alla possibilità di comunicare, isolamento sistematico, cambiamento delle mansioni, attacchi alla reputazione, comportamenti violenti anche con minacce alla persona;
  • il mobber (colui che mette in atto le azioni vessatorie) deve essere più alto in grado del mobbizzato;
  • evoluzione delle condizioni in senso peggiorativo che possono arrivare ad aggravamento dello stato di salute ( tipiche le manifestazioni psicosomatiche) sino all’estromissione dal mondo del lavoro;
  • prova dell’intento persecutorio dell’azienda

Non si può affermare che con questo sarà semplice portare in tribunale i persecutori ma, certamente, è stato grandemente facilitato, per legge, il riconoscimento del mobbing

Importante sentenza della Cassazione sul riconoscimento del mobbing ultima modifica: 2015-06-11T15:19:48+00:00 da pps9000
Share