Le trappole del contratto a tutele crescenti

jobs-act-renzi-sussidi-disoccupazioneUna lettura a più attenta dei primi decreti attuativi del Jobs Act, mette in luce alcuni aspetti interpretativi che potrebbero portatare ad un uso distorto del contratto a tutele crescenti o, ancora peggio, a licenziamenti disciplinari per inadempimenti minimali

Interpretazione del contratto a tutele crescenti

Si deve partire dal decreto attuativo Dlgs 23/2015 che prevede l’applicazione del contratto a tutele crescenti in tutti i casi di conversione, in contratti a tempo indeterminato, di contratti a tempo determinato o di apprendistato.
C’è chi contesta questa interpretazione data nel decreto attuativo rispetto alla legge 183/2014, la quale prevedeva che il contratto a tutele crescenti venisse applicato per le nuove assunzioni. E’ ovvio che nuove assunzioni sono una cosa e trasformazione dei contratti sono cosa diversa.
I dipendenti dovranno seguire l’evolversi giuridico del problema, poiché le conseguenze sono notevoli; il contratto a tutele crescenti, in caso di licenziamenti ingiustificati, prevede il reintegro solo in casi particolari, mentre i vecchi contratti mantengono tutta la protezione data dall’art.18 dello Statuto dei lavoratori.
Certamente alcuni datori di lavoro tenteranno la trasformazione dei contratti al solo scopo di avere maggiore libertà nel licenziamento dei dipendenti; per operare nel pieno rispetto della legge e non correre rischi di future impugnazioni, le aziende faranno scadere i contratti a tempo determinato e quelli di apprendistato, proponendo poi la nuova assunzione nel regime delle tutele crescenti.

Licenziamenti disciplinari ingiustificati

Secondo aspetto su cui è necessario stare attenti è relativo al possibile uso volutamente estensivo del licenziamento disciplinare; il contratto a tutele crescenti prevede, anche in caso di licenziamento disciplinare ingiustificato, l’indennizzo economico. La reintegra è prevista solo nel caso il giudice accerti l’insussitenza del fatto. Ora la nuova legge stabilisce che il giudice non possa, invece, valutare la proporzionalità del licenziamento rispetto all’inadempimento, per cui non si esclude che qualche datore di lavoro possa decidere di licenziare un dipendente anche per inadempimenti marginali. Tenuto presente che i CCNL prevedono sanzioni diverse dal licenziamento per inadempimenti minimali, ammesso e non concesso di subire un licenziamento di questa natura, si tenga presente che ben difficilmente tale licenziamento sarebbe avallato dalla Corte Costituzionale e, quindi, conviene impugnarlo immediatamente.

Le trappole del contratto a tutele crescenti ultima modifica: 2015-06-18T15:54:33+00:00 da pps9000
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