La nuova procedura di conciliazione stragiudiziale

conciliazioneAbbiamo già scritto sulle nuove regole introdotte dal Jobs Act relative ai licenziamenti individuali, quando applicati ai nuovi contratti a tutele crescenti. Vale spendere qualche parola in più sulla procedura di conciliazione, poiché il DLgs 23/2015 ha introdotto un nuovo rito stragiudiziale, applicabile alle eventuali controversie sorte a seguito di licenziamenti ritenuti illegittimi.

Come e quando si applica la procedura di conciliazione stragiudiziale

Fare attenzione in quanto la procedura si applica ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tutele crescenti, ma anche per quelli assunti in precedenza nelle aziende che, dopo l’entrata in vigore del decreto di cui sopra, supereranno la soglia dei 15 dipendenti. Il datore di lavoro, nell’intento di evitare una causa dagli esiti per lui incerti, può offrire al dipendente un importo, esente dalla trattenuta Irpef e dai contributi, pari ad una mensilità per ogni anno di servizio con un minimo di 2 ed un massimo di 18 mensilità.
Il lavoratore accettando la proposta datoriale, rinuncia all’impugnazione del licenziamento anche se già avviata. Sono importanti, a questo proposito, due considerazioni:

  1. Il Ministero del Lavoro, con nota n. 13 del 24 Aprile 2015, ha precisato che a seguito di tale procedura di conciliazione non si perde il diritto a ricevere la Naspi.
  2. La conciliazione volontaria sui licenziamenti, nel regime a tutele crescenti, deve avvenire in una delle sedi assistite di cui all’art. 2113, comma 4, del Codice civile o presso le commissioni di certificazione di cui all’art. 82, comma 1, del decreto legislativo n. 276/2003.

E’ importante, per non firmare accordi in sedi non riconosciute, invalidando quindi i termini degli stessi, sapere quali sono le sedi che hanno il potere di certificare tali accordi. Si tratta in dettaglio di:

  1. commissioni di conciliazione istituite presso le Direzioni territoriali del lavoro;
  2. sedi di di conciliazioni  sindacale;
  3. sedi previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative;
  4. collegi di conciliazione e arbitrato irrituale;
  5. commissioni di certificazione costituite presso:
  • le Direzioni territoriali del lavoro;
  • le Province;
  • le Università pubbliche e private, comprese le Fondazioni universitarie;
  • la Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, nei casi in cui il datore di lavoro abbia almeno due sedi in province differenti ovvero aderisca ad organizzazioni o associazioni datoriali, che hanno stipulato apposito schema di convenzione nazionale;
  • i Consigli provinciali dei Consulenti del lavoro di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12.

La procedura di conciliazione stragiudiziale, come detto prima, non impedisce l’erogazione della Naspi da parter dell’INPS; il lavoratore, per richiederla, dovrà presentare sia l’originale lettera di licenziamento sia copia dell’accordo certificato da una delle sedi di cui sopra.

La nuova procedura di conciliazione stragiudiziale ultima modifica: 2015-07-22T09:03:04+00:00 da pps9000
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