Un nuovo attacco di Boeri alle pensioni retributive

BoeriIl Presidente dell’INPS Tito Boeri, malgrado Matteo Renzi non abbia accolto i suoi suggerimenti e Cesare Damiano l’abbia pregato di occuparsi della gestione dell’INPS e non di formulare delle leggi, approfitta di qualunque occasione mediatica per continuare a proporre la sua riforma pensionistica, ricalcolando le pensioni retributive

La manovra populista suggerita da Boeri

Il tentativo di Boeri, pur con qualche variazione rispetto alle proposte iniziali, rimane quello di ottenere il consenso, utilizzando argomentazioni a forte richiamo populista come l’abbassamento del debito pensionistico, il ricambio generazionale nel mondo produttivo, il reddito minimo garantito dai 55 anni in su, l’equità nel regime pensionistico. E’ noto che per mettere in atto queste proposte occorrono coperture finanziarie che, adesso, Boeri vorrebbe trovare con un nuovo escamotage.
Le critiche questa volta vengono da deputati del PD come dall’economista Giampaolo Galli.
Galli fa subito notare che il ricalcolo con il metodo contributivo delle pensioni sopra i 3500 euro lordi, ora abbandonato, era concettualmente iniquo e praticamente inattuabile;il motivo non risiede tanto nella  normativa sui diritti acquisiti, quanto nel fatto che non è pensabile intervenire su pensionati, che avrebbero fatto scelte di vita diverse se avessero solo immaginato un futuro ricalcolo delle loro pensioni.
Boeri ora propone una penalizzazione di circa il 3%, basata sulla differenza tra l’età anagrafica a cui uno è andato in pensione e l’età del pensionamento di riferimento a quella data. Ognuno può divertirsi a fare i calcoli per il suo caso, ma si fa notare che, a meno di postille a noi sconosciute, adesso il ricalcolo colpirebbe teoricamente qualunque pensione senza limiti minimi di salvaguardia. Galli, anche per questa proposta, osserva che essa taglierebbe le pensioni in essere, ma non realizzerebbe certamente l’equità intergenerazionale e creerebbe molte distorsioni fonti di contenzioso.
Una nota personale sul reddito minimo garantito per gli ultra cinquantacinquenni, nel caso vengano estromessi dal mondo del lavoro; trovo la norma socialmente necessaria ma per coerenza dovrebbe essere finanziata dalla fiscalità generale e non dalle sole pensioni retributive. E’ sperabile che anche questa volta il governo rifiuti di prendere in considerazione il nuovo attacco di Boeri alle pensioni retributive.

Un nuovo attacco di Boeri alle pensioni retributive ultima modifica: 2015-11-16T19:39:37+00:00 da pps9000
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