I datori di lavoro morosi

Non quietanzare la busta paga se non hai ricevuto lo stipendio

Non quietanzare la busta paga se non hai ricevuto lo stipendio

Sono sempre più frequenti segnalazioni di datori di lavoro morosi che non onorano la,busta paga, ritardando o addirittura ignorando del tutto il pagamento degli stipendi. Il problema è di notevole gravità se non esistono le condizioni (fallimento dell’azienda) per poter ricorrere al Fondo di garanzia INPS, chiedendo il recupero del TFR e degli ultimi 3 stipendi.

Cosa fare quando il datore di lavoro non paga

Bisogna premettere che non esiste una facile via per costringere il datore di lavoro ad onorare la busta paga; è però importante sapere che il dipendente di un datore di lavoro moroso può vantare il proprio credito fino a cinque anni dopo la fine del rapporto di lavoro. Vediamo allora quali azioni il dipendente deve adottare per avere maggiori possibilità di successo nel recuperare il suo credito:

  •  Non firmare assolutamente la busta paga per quietanza a meno che lo stipendio sia già stato versato o venga versato contestualmente; se il datore di lavoro non ha corrisposto la somma dovuta si può firmare la busta paga per ricevimento ma non per quietanza.
  • Mettere in mora il datore di lavoro. Non è necessario ricorrere subito ad un legale almeno all’inizio; potrebbe rivelarsi sufficiente mandare una raccomandata per sollecitare il datore di lavoro a rispettare i doveri contrattuali.
  • Rivolgersi alla Direzione Territoriale del Lavoro. Il dipendente, anche senza l’assistenza di un legale, può chiedere la convocazione della Commissione di Conciliazione per tentare un accordo con il datore di lavoro; laddove il tentativo avesse successo il verbale d’accordo avrebbe lo stesso valore di una sentenza in Cassazione, quindi con gravi conseguenze per il datore di lavoro inadempiente. Esiste una variante a questa ipotesi; il dipendente si rivolge sempre alla DTL ma chiede la così detta conciliazione monocratica. La DTL, nel caso l’accordo fallisca, procede con l’invio degli ispettori presso la sede del datore di lavoro, per accertare che questi non abbia violato le normative sul lavoro. E’ovvio che questa procedura è più incisiva ma anche più conflittuale.
  • Rivolgersi ad un legale; l’avvocato, con le buste paga non quietanzate che provino il credito del dipendente, presenta in tribunale un decreto ingiuntivo. Il deposito di questi documenti consente di ottenere un ordine di pagamento nei confronti del datore di lavoro, il quale avrà 40 giorni per decidere se pagare o fare opposizione. I tempi di recupero in questo caso potrebbero allungarsi moltissimo in quanto si andrebbe incontro al così detto giudizio ordinario , cioè la discussione della causa davanti ad un giudice.
  • Tentare l’esecuzione forzata; in alcuni casi il datore di lavoro continua a non pagare anche dopo aver ricevuto il decreto ingiuntivo o perso la causa ordinaria. Il lavoratore, sempre assistito da un legale, potrebbe provare il recupero del credito attraverso l’esecuzione forzata, che consiste nel pignoramento dei beni di cui è titolare il datore di lavoro. Data la complessità della procedura questa alternativa va considerata nel caso sia notevole il credito da recuperare.
  • Ricorso al Fondo di garanzia INPS; questa strada è possibile solamente nel caso sia stato dichiarato il fallimento del datore di lavoro e consente di ottenere il recupero del TFR e degli ultimi tre stipendi non pagati. Si rimanda per dettagli al portale dell’INPS

Le dimissioni per giusta causa

La legge prevede che il lavoratore, se non ottiene il pagamento degli stipendi, possa rassegnare le dimissioni per giusta causa senza dare il preavviso e senza perdere il diritto a richiedere la NASpI, in quanto l’interruzione del rapporto viene considerata involontaria. Le dimissioni per giusta causa prevedono una procedura ben precisa affinché l’INPS accetti l’erogazione della NASpI. Suggerisco l’attenta lettura dell’articolo qui segnalato, avvertendo che il d.lgs. 14.9.2015, n. 151 ha apportato delle modifiche alla procedura di convalida che dovrebbe essere effettuata per via telematica.

I datori di lavoro morosi ultima modifica: 2015-12-08T16:34:33+00:00 da pps9000
Share