I fondi di solidarietà bilaterali

Fondo di solidarietàPochi lavoratori sanno cosa sono i fondi di solidarietà bilaterali; l’istituzione di questi fondi è prevista al fine di assicurare l’intervento degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori impiegati nei settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, nel caso di aziende che occupano mediamente più di cinque dipendenti. Non c’interessa qui descrivere come sono finanziati questi fondi ma come quando e come possono essere utilizzati.

Le norme sui fondi si solidarietà bilaterali

Sono contenute nella circolare INPS 201/2015, le norme previste dal decreto sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, attuativo del Jobs Act; le novità fondamentali riguardano una razionalizzazione delle causali e una conseguente durata della prestazione diversificata, tenendo presente che le nuove regole si applicano però a tutti i trattamenti chiesti dopo il 24 settembre 2015. Il decreto attuativo della Riforma del Lavoro prevede che l’assegno ordinario abbia un importo almeno pari a quello della cassa integrazione, che la durata massima della prestazione è fissata dai fondi, ma non può essere inferiore alle 13 settimane in un biennio mobile, e non superiore alle durate massime previste per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Due aspetti vanno sottolineati:

  •  I fondi bilaterali, sono obbligatori per tutti i settori non coperti dalla cassa integrazione, e riguardano datori di lavoro con almeno cinque dipendenti, compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante, che alla data di presentazione della domanda abbiano un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni presso l’unità produttiva.
    • I fondi bilaterali, già esistenti prima dell’entrata in vigore del Jobs Act, devono adeguarsi alla nuova normativa entro il 31 dicembre 2015.


Le situazioni per le quali è previsto l’intervento dei fondi di solidarietà con il trattamento ordinario, sono simili a quelle per le quali si ricorre alla Cassa Integrazione Ordinaria; la circolare precisa che, nel rispetto della volontà del legislatore, le aziende sono vincolate al ricorso ai trattamenti di integrazione salariale ordinaria solo ed esclusivamente in tutti quei casi in cui ciò sia necessario per una ripresa dell’attività produttiva e, quindi, l’intervento sia volto al recupero dell’attività produttiva.
Il trattamento straordinario è previsto, invece, nel caso di:

  • riorganizzazione aziendale;
  •  crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1 gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
  •  contratti di solidarietà: la riduzione media oraria non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori in solidarietà. Per ciascun lavoratore, la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nel arco dell’intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato;
  • procedure concorsuali con continuazione dell’attività di impresa (fino al 31/12/2015).

E’ importante quindi che il Jobs Act abbia allargato la platea dei lavoratori che possono ricorrere , tramite i fondi di solidarietà bilaterali, ad integrazioni salariali durante i periodi di sospensione dal lavoro.

 

I fondi di solidarietà bilaterali ultima modifica: 2015-12-20T16:55:33+00:00 da pps9000
Share