Le modifiche all’orario di lavoro

Timbratura cartellino

Timbratura cartellino

Sono ormai numerose le segnalazioni di situazioni conflittuali tra datori di lavoro e lavoratori che hanno origine da modifiche all’orario di lavoro; in effetti le segnalazioni riguardano richieste di modifica o imposizioni da parte datoriale e, in alcuni casi, nel non riconoscimento dell’orario di lavoro realmente effettuato.

Le normative sull’orario di lavoro

La regola generale stabilisce che l’orario di lavoro non può essere modificato unilateralmente; esistono però delle eccezioni che il dipendente deve conoscere per evitare inutili vertenze con la parte datoriale. I casi più complicati riguardano i contratti part time nei quali la riduzione dell’orario di lavoro riguarda l’attività giornaliera (part time orizzontale), quella settimanale o mensile o annuale (part time verticale). Richiamiamo qui il fatto che, al momento della sottoscrizione del contratto di assunzione di qualunque genere purché si tratti duna prestazione di tipo subordinato, il datore di lavoro è obbligato ad indicare nella lettera consegnata al lavoratore, una serie di elementi tra cui  l’orario che questi andrà a svolgere.

Il contratto di lavoro a tempo parziale deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve essere contenuta puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno; quando l’organizzazione del lavoro è articolata in turni, l’indicazione può avvenire anche mediante rinvio a turni programmati di lavoro articolati su fasce orarie prestabilite.
E’ bene, al fine di essere coscienti delle condizioni contrattuali che si firmano ed evitare inutili contenziosi con il datore di lavoro, tenere presente quanto segue:

  • Il datore di lavoro, se previsto dal CCNL di riferimento, ha la facoltà di richiedere entro i limiti dell’orario normale di lavoro, lo svolgimento di prestazioni supplementari, intendendosi per tali quelle svolte oltre l’orario concordato anche in relazione alle giornate, alle settimane o ai mesi.
  • Il datore di lavoro, nel caso in cui il CCNL di riferimento, non disciplini il lavoro supplementare, ha la facoltà di richiedere, entro i limiti dell’orario normale di lavoro, lo svolgimento di prestazioni supplementari, intendendosi per tali quelle svolte oltre l’orario concordato fra le parti.
  • Il datore di lavoro, nell’ipotesi il CCNL di riferimento non disciplini il lavoro supplementare, può richiedere al lavoratore lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare in misura non superiore al 25 per cento delle ore di lavoro settimanali concordate. In tale ipotesi, il lavoratore può rifiutare lo svolgimento del lavoro supplementare ove giustificato da comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale. Il lavoro supplementare è retribuito con una maggiorazione del 15 per cento della retribuzione oraria globale di fatto.
  •  Prestazioni di lavoro straordinario sono consentite anche nei rapporti di lavoro a tempo parziale.
  •  Il datore di lavoro e lavoratore possono concordare, per iscritto, clausole elastiche relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa ovvero relative alla variazione in aumento della sua durata; il lavoratore ha inoltre diritto a un preavviso di due giorni lavorativi, fatte salve le diverse intese tra le parti, nonché a specifiche compensazioni, nella misura determinata dai contratti collettivi.
  • Le clausole elastiche, quando non contemplate dal CCNL, possono essere pattuite per iscritto dalle parti avanti alle commissioni di certificazione, con facoltà del lavoratore di farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferire mandato o ad un avvocato o ad un consulente del lavoro. Le clausole elastiche prevedono, a pena di nullità, le condizioni e le modalità con le quali il datore di lavoro, con preavviso di due giorni lavorativi, può modificare la collocazione temporale della prestazione e variarne in aumento la durata, nonché la misura massima dell’aumento, che non può eccedere il limite del 25 per cento della normale prestazione annua a tempo parziale. Le modifiche dell’orario comportano il diritto del lavoratore ad una maggiorazione del 15 per cento della retribuzione oraria globale di fatto.
  •  I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio è riconosciuta la facoltà di revocare il consenso prestato alla clausola elastica. Il rifiuto del lavoratore di concordare variazioni dell’orario di lavoro non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

La modifica dell’orario di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e viceversa

L’accordo di modifica è stato reso più semplice, non richiedendo più la procedura di convalida di fronte alla DTL , ma pur essendo sufficiente una scrittura privata, questa deve necessariamente contenere i seguenti dati:

  • dati del dipendente;
  • dati dell’azienda;
  • tipologia del contratto di assunzione;
  • la sede di lavoro;
  • decorrenza della modifica dell’orario di lavoro;
  • in caso di modifica a scadenza, la data finale;
  • nuova articolazione dell’orario di lavoro;
  • in caso di passaggio a part time, eventuali clausole elastiche e flessibili;
  • firma delle parti.

Ci sono ormai numerose sentenze che, pur riconoscendo lo jus variandi del datore di lavoro, stabiliscono che le modifiche all’orario di lavoro non possono essere imposte unilateralmente dalla parte datoriale; laddove ciò avvenisse, il dipendente dovrà rivolgersi ai rappresentanti sindacali o ad un legale di fiducia per presentare ricorso in tribunale

Le modifiche all’orario di lavoro ultima modifica: 2016-01-18T17:22:36+00:00 da pps9000
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