Lo stage come inserimento nel mondo del lavoro

tirociniLo stage, più propriamente definito tirocinio formativo, viene spesso visto con sospetto, nel timore che i datori di lavoro lo possano usare come escamotage per evitare l’assunzione, seppure temporanea, di dipendenti con normali contratti di lavoro. Può, invece, rappresentare per un giovane un ottimo sistema per inserirsi nel mondo del lavoro.

Cosa è un tirocinio formativo

Il tirocinio formativo consiste in un periodo di formazione realizzata attraverso l’inserimento del tirocinante all’interno di un’organizzazione produttiva (ad esempio uno stabilimento, uno studio professionale oppure una società) per fare in modo che questi acquisisca delle competenze pratiche che diversamente non potrebbe reperire attraverso il solo studio teorico.
La disciplina dei tirocini è stata rivista recentemente e, proprio per evitarne un uso distorto, è stato stabilito che il loro utilizzo sia regolamentato attraverso accordi Stato/Regioni. Questi accordi prevedono che il datore di lavoro possa accogliere un numero massimo di stagisti, in funzione della sua forza lavoro; si parte da un solo tirocinante se l’azienda non ha più di 5 dipendenti, due se i dipendenti sono compresi tra 6 e 19 per passare al 10% della forza lavoro se l’azienda ha più di 20 dipendenti. Lo stesso dicasi per la durata del tirocinio formativo che andrà da un massimo di 4 mesi nel caso lo stagista sia uno studente della scuola secondaria, per passare a 6 mesi se gli stagisti sono lavoratori disoccupati, allievi di istituti professionali, studenti frequentanti corsi post diploma o post laurea. La durata passa a 12 mesi nel caso di studenti universitari o nel caso di persone svantaggiate. Gli stagisti diversamente abili possono essere inclusi in percorsi formativi anche di 24 mesi.

Attivazione e svolgimento del tirocinio formativo

L’attenzione del potenziale tirocinante si deve focalizzare su questo aspetto che, solo se rispondente a quanto di seguito spiegato, sarebbe garanzia di un percorso formativo organizzato nel rispetto della legge. Lo svolgimento di un tirocinio è possibile soltanto tramite un soggetto pubblico o privato detto “ente promotore”, un soggetto che si fa garante della serietà dell’azienda ospitante e che stipula con quest’ultima una convenzione. In altre parole il tirocinio presuppone un accordo tra il tirocinante, la struttura ospitante e l’ente promotore. I soggetti che possono svolgere la funzione di ente promotore sono, tra gli altri:

  • le agenzie per l’impiego o strutture con compiti istituzionali analoghi individuate dalle Regioni;
  • le sezioni circoscrizionali per l’impiego o strutture con compiti istituzionali analoghi individuate dalle Regioni;
  •  le Università degli studi o istituti, anche privati, abilitati al rilascio di titoli accademici;
  •  i provveditorati agli studi;
  •  i centri pubblici (o a partecipazione pubblica) di formazione professionale o orientamento, oppure centri che operano in convenzione con la Provincia o la Regione o da questi accreditati;
  • le comunità terapeutiche e le cooperative sociali purché iscritti negli specifici albi regionali;
  •  i servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla Regione;
  • le strutture formative private, senza scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, che operano in base di una specifica autorizzazione da parte della Regione.

Lo stage si svolge sulla base di una convenzione tra l’ente promotore e l’impresa ospitante. Alla convenzione va allegato un progetto formativo relativo a ciascun tirocinio che deve specificare:

  • Gli obiettivi e le modalità di svolgimento assicurando, per gli studenti, il collegamento con i percorsi formativi svolti presso le strutture di provenienza.
  • Il nome del tutor incaricato dal soggetto promotore e del responsabile aziendale.
  • Gli estremi identificativi delle assicurazioni.
  • La durata ed il periodo di svolgimento del tirocinio.
  • Il settore aziendale nel quale il tirocinante viene inserito

La riforma Fornero, già intervenuta a suo tempo, aveva decretato che negli accordi Stato/Regioni venisse prevista un’indennità da versare allo stagista oltre a rimborsi spese laddove contemplati in aggiunta all’assicurazione presso l’INAIL per gli infortuni su lavoro e la stipula di una polizza per responsabilità civile verso terzi. Una proposta di stage senza tutte queste previsioni dovrebbe essere rifiutata, poiché potrebbe nascondere la volontà datoriale di utilizzare in modo distorto questa modalità d’ingresso nel mondo del lavoro.

Lo stage come inserimento nel mondo del lavoro ultima modifica: 2016-02-12T11:22:35+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".