Le dimissioni on line

Le nuove dimissioni on line

Le nuove dimissioni on line

E’ diventata obbligatoria, a partire dal 12 Marzo 2016, la nuova procedura, prevista dal Jobs Act, per rassegnare le dimissioni on line.Il modello di dimissioni, risoluzione consensuale o revoca del rapporto di lavoro è contenuto nell’allegato A (Modulo-dimissioni on line) al decreto ministeriale e lo si trova sul portale Cliclavoro al quale è necessario registrarsi utilizzando il PIN INPS; chi non potesse utilizzare personalmente la procedura on line, potrà rivolgersi ai soggetti abilitati all’assistenza fiscale, CAF e patronati.

Procedura on line

La nuova procedura, nata essenzialmente per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, negli intenti del governo doveva fare anche parte del processo di semplificazione dei rapporti di lavoro. Una volta compilato il modello, di per se molto facile, questo va inviato alla casella di posta elettronica del datore di lavoro e il lavoratore ha 7 giorni di tempo per revocare le dimissioni con la stessa tecnica. Un’analisi più accurata della procedura, secondo un rapporto dei consulenti del lavoro, non sarebbe poi così semplice e si rivelerebbe costosa per i datori di lavoro e per lo stato.

Le dimissioni on line presentano delle lacune

Questo è quanto denuncia l’ordine dei consulenti del lavoro, che avrebbe mandato una,lettera al ministro del lavoro Giuliano Poletti facendo presente la mancanza di specifiche azioni nel caso il dipendente non formalizzi le proprie dimissioni. Questo fenomeno coinvolgerebbe circa 70.000 casi all’anno equivalenti al 5% delle dimissioni totali. Il datore di lavoro, con la nuova procedura delle dimissioni on line, a fronte di questi casi, dovrebbe procedere con un licenziamento per giusta causa per abbandono del posto di lavoro, il cui costo può arrivare sino a 1500 euro. Il dipendente, a sua volta, a fronte del licenziamento sarebbe nelle condizioni tecniche per richiedere la NASpI, quindi con un aggravio di costi per lo stato. Spero bene che queste osservazioni portino a delle adeguate correzioni, ma non certamente al vecchio regime (che alcuni si augurerebbero) che permetteva l’utilizzo delle dimissioni in bianco.

Chiarimenti del Ministero sulla applicabilità delle dimissioni on line

Sul portale della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro (sito www.cliclavoro.gov.it ) sono apparse alcuni primi importanti chiarimenti, che tentano di rispondere ai principali quesiti posti sulla nuova procedura delle dimissioni on line. Un primo importante chiarimento riguarda l’ambito di applicazione. La procedura riguarderà in generale tutti i lavoratori subordinati, inclusi quelli che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti d’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata, con alcune specifiche eccezioni:

  • le risoluzioni consensuali raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale;
  • il recesso durante il periodo di prova;
  • i rapporti di pubblico impiego (il ministero, nella medesima circolare di cui sopra, ha argomentato l’esclusione sulla base della presunta inesistenza del fenomeno delle dimissioni in bianco nella P.A.);
  • i collaboratori coordinati e continuativi e i tirocinanti, per la ragione che tali soggetti non sono ricompresi nella nozione di rapporto subordinato.

 

Le dimissioni on line ultima modifica: 2016-03-14T17:24:53+00:00 da pps9000
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