Particolari tutele per le lavoratrici madri

lavoratrice madreAlcune più o meno recenti sentenze delle Corti di Cassazione o interpretazioni autentiche ministeriali sono di particolare interesse per le lavoratrici madri.

Assunzione di lavoratrice incinta

E’ nullo il licenziamento della lavoratrice che tace sulla propria gravidanza in fase di assunzione: la Corte Cassazione con sentenza n.13692 /2015 ha stabilito che non esiste per una lavoratrice, in fase di assunzione, l’obbligo d’informazione nei confronti del datore di lavoro in quanto ciò sarebbe contrario al principio di parità di trattamento previsto dalle norme comunitarie.
Il fatto non costituisce, quindi, giustificato motivo di licenziamento e  il datore di lavoro inadempiente va condannato a riammettere la lavoratrice in servizio ed a pagarle tutti i danni, in ragione dal mancato guadagno. Si ricorda, infatti, che è nullo licenziamento intimato alla lavoratrice madre dall’inizio della gestazione sino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Dimissioni senza preavviso

Il Ministero del Lavoro ha incluso nei casi in cui è possibile rassegnare le dimissioni senza preavviso, quello delle lavoratrici madri durante il primo anno di vita del bambino. La precisazione è servita per distinguere questa possibilità dall’obbligo per le lavoratrici madri di attivare la procedura di convalida delle dimissioni presso gli ispettorati del lavoro fino al terzo anno di vita del bambino.

Le tutele dopo la maternità

Ci erano stati segnalati diversi casi di lavoratrici madri licenziate, con diverse motivazioni, appena dopo il compimento del primo anno di vita del bambino. Siamo venuti a conoscenza di una importante sentenza del Tribunale di Firenze, la numero 771 del 30/6/2015; la sentenza, prendendo spunto dal ricorso di una dipendente licenziata a meno di un mese dal compimento di una di vita del figlio, ha chiarito che il datore di lavoro deve sempre garantire la ricollocazione della dipendente in maternità anche se nel frattempo la mansione svolta dalla lavoratrice è stata soppressa. Il licenziamento, nei termini descritti come sopra, costituirebbe discriminazione diretta in quanto produrrebbe un effetto pregiudizievole discriminatorio in ragione del sesso del dipendente.

Indennità di disoccupazione a seguito di dimissioni volontarie

Il Ministero del Lavoro, in seguito ad un interpello del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha chiarito quando spetta l’indennità di disoccupazione in caso di licenziamento volontario della lavoratrice madre. Senza approfondire le interpretazioni di articoli di legge che hanno portato all’interpello, è importante ricordare che vale il diritto al sussidio di disoccupazione se è la lavoratrice madre a dimettersi nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento: la fruizione dell’indennità spetta per la legge anche in caso di licenziamento volontario, ma solo se la richiesta viene inoltrata durante il primo anno di vita del figlio.

Particolari tutele per le lavoratrici madri ultima modifica: 2016-04-19T16:42:40+00:00 da pps9000
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