La truffa degli sgravi contributivi

La scoperta della truffa sugli sgravi contributivi previsti nel Jobs Act è l’ennesima conferma che un numero troppo grande d’imprese in Italia (piccole, medie o grande che siano) è gestito da imprenditori che hanno come obiettivo quello di ottenere guadagni con modalità che vanno dall’uso scorretto delle normative sul lavoro sino a comportamenti illeciti propriamente detti. Governo e rappresentanze di categoria dovrebbero prendere atto che questa imprenditoria ha una rilevante responsabilità nella crisi del nostro mercato del lavoro.

Quali truffe sugli sgravi contributivi sono state scoperte

L’INPS fa sapere di aver verificato la posizione del milione e mezzo di assunti nel 2015, scoprendo almeno 600 milioni di euro di sgravi contributivi non dovuti a 60 mila aziende, per le assunzioni di circa 100 mila lavoratori, che non ne avevano diritto. L’INPS ha anche puntato i controlli sugli sgravi triennali previsti dalla Legge di Stabilità e dal contrasto al lavoro fittizio, identificando, nel biennio 2014/2015, 700 aziende fittizie il che ha portato all’annullamento di 30.000 posizioni di finti lavoratori. Il Ministero del Lavoro, a marzo 2016, ha rivelato di aver riscontrato irregolarità nel 19% dei casi, su un campione di 338 imprese beneficiarie degli incentivi.
Si è costretti a notare come, ogni volta che vengono emanate nuove leggi sul lavoro, i governi siano costretti a modificarle in tempi più o meno brevi, per evitarne l’utilizzo scorretto se non addirittura illecito da parte di frange imprenditoriali. È avvenuto nell’adozione dei contratti a tempo determinato, nell’utilizzo dell’apprendistato , dei contratti di collaborazione a progetto o dei voucher nel lavoro discontinuo; ogni volta, per incompetenza più o meno voluta del legislatore, non sono state formulate, in prima stesura, delle clausole che impedissero a datori di lavoro disonesti di utilizzare leggi di stato a loro illecito tornaconto. Far finta di ignorare che una significativa parte dell’imprenditoria italiana non è certo degna di questo appellativo , non è più scusabile; ancora meno scusabile è il non prendere atto che ormai molte attività commerciali sono in mano alla malavita. Ricordo che nell’intento di dare un mio modesto contributo alla protezione dei lavoratori, ho pubblicato l’ebook “ Il lavoro dipendente “, scaricabile gratuitamente dalla pagina di questo sito

Il controllo sulla liceità degli sgravi contributivi avrà ripercussioni sui lavoratori

Ricordiamo che i datori di lavoro, per ottenere le decontribuzioni al massimo triennali, previste dalla Legge di Stabilità, avrebbero dovuto effettuare assunzioni con contratti a tempo indeterminato. Il presidente dell’INPS Tito Boeri ha chiarito che la scoperta delle 100.000 posizioni di lavoro, per le quali era stato richiesto l’esonero triennale del 2015, avrebbe portato a circa 600 milioni di esonero totale, ma al momento quei datori di lavoro ne hanno beneficiato solo per circa 100 milioni. La restante somma di 500 milioni, non è stata ancora erogata, perciò sarà bloccata. Non si tratta di posti di lavoro fittizi, bensì di posti reali, creati dal Jobs Act, per i quali, però, non era previsto l’esonero contributivo.
Sorge quindi spontanea la domanda; che fine faranno i lavoratori, quando i datori di lavoro coinvolti nella truffa sapranno di non potere ottenere più gli sgravi contributivi?

La truffa degli sgravi contributivi ultima modifica: 2016-05-14T16:55:32+00:00 da pps9000
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