Gli accordi sulla pensione anticipata

accordo-governo-sindacatiL’incontro tra governo e sindacati per raggiungere un accordo sulla pensione anticipata è stato preceduto da un’intervista concessa a “Presa diretta” da Tito Boeri, che ha rilanciato la sua solita proposta di equità del sistema. Il punto è sempre lo stesso: ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Si dovrebbe quindi prevedere un contributo a carico delle pensioni più elevate per allegerire i conti previdenziali; puntualmente come in passato, alle dichiarazioni di Boeri ha risposto Tommasi Nannicini dichiarando a Repubblica che le pensioni alte non si toccano. Le distinzioni così come fatte da Boeri sono “intelletualistiche” e si rischia di fare danni, finendo di tagliare pensioni alte del tutto meritate oppure pensioni generose rispetto ai cointributi versati, ma basse come valore.

Uscita anticipata verso la pensione

Sembra ormai raggiunto definitivamente un accordo sulla pensione anticipata. I lavoratori potranno usufruire dell’Ape (anticipo pensionistico) dall’età di 63 anni: il periodo anticipato sarà al massimo di 3 anni e 7 mesi. Una prima importante novità consiste nella possibilità che la flessibilità sia estesa a tutti i lavoratori dipendenti,compresi quelli pubblici, e quelli autonomi. Il sistema di anticipo pensionistico, che dovrebbe entrare in vigore dall’anno prossimo, permetterà a tutti i lavoratori nati tra i 1951 e il 1954 di andare in pensione in anticipo di uno, due o tre anni e sette mesi, accollandosene però in parte il costo. Chi richiederà l’Ape dovrà sottoscrivere un prestito previdenziale ventennale, che avrà un costo variabile a seconda dell’ammontare della pensione e della durata dell’anticipo (si va dal 4-5% fino al 15%). L’anticipo pensionistico sarà tuttavia completamente gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate. La rata di ammortamento dovrebbe inoltre essere azzerata per le pensioni che arrivano a 1.200 euro netti; per tutti gli altri casi, nell’ipotesi di anticipo di un anno, dovrebbe ammontare tra i 50 e i 60 euro al mese per venti anni e salirà ulteriormente a 150-200 euro al mese se l’anticipo sarà invece di tre anni. Il taglio della pensione potrà arrivare sino al 15-20% in corrispondenza del massimo anticipo per le categorie di lavoratori non meritevoli di tutela; il costo sarà azzerato in caso di pensionati meritevoli di tutela, di disoccupati senza ammortizzatori sociali, di dipendenti esposti a lavori usuranti, di lavoratori che assistono disabili in oggettive condizioni di bisogno.

Ritocco alle pensioni minime

Il governo, su richiesta dei sindacati, si è dato disponibile ad estendere la quattordicesima (la così detta quattordicesima allargata) per le pensioni in essere. L’assegno supplementare fino a 500 euro, dovrebbe essere esteso a un altro milione di pensionati, alzando la soglia massima di reddito, che darebbe diritto a ricevere la quattordicesima, da 750 a 1000 euro lordi al mese. Sarebbe inoltre previsto un aumento del 20% sulle quattordicesime già percepite da alcuni pensionati.

Gli accordi sulla pensione anticipata ultima modifica: 2016-09-13T13:48:24+00:00 da pps9000
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Informazioni su pps9000

Laureato in Chimica Industriale, maturo le prime esperienze professionali, nelle funzioni Vendita e Marketing, in società multinazionali americane del settore Farmaceutico. Divenuto dirigente assumo diversi incarichi sino a diventare Responsabile della Funzione Risorse Umane nella sussidiaria italiana della Pharmacia S.p.A. Ho pubblicato libri ed ebook per la Franco Angeli, la Bruno Editore e la Wide Edizioni. Sono amministratore del blog " Il lavoro dipendente".