La piaga del lavoro nero

Il lavoro nero in agricoltura

Il lavoro nero in agricoltura

Tutti i tentativi fatti dai governi per scoraggiare il lavoro nero non sono riusciti a debellare questo fenomeno che inquina il mercato del lavoro e che, con l’aumento dell’immigrazione, ha trovato nuova popolazione disposta ad accettare le condizioni di lavoro illegali pur di poter percepire una retribuzione con cui sopravvivere. L’unico efficace sistema per combattere questo fenomeno è la denuncia dei datori di lavoro che utilizzano il lavoro nero per gestire le proprie attività; sono in aumento i lavoratori disposti a intraprendere questa strada ma in molti c’è il timore di dovere poi sopportare conseguenze di carattere economico, fiscale o legale.

Cosa s’intende per lavoro nero

Il fenomeno è molto noto ma vale la pena richiamare quelle condizioni e quei comportamenti datoriali che inquadrano il rapporto di lavoro come rapporto di lavoro in nero; alla base non c’è l’applicazione di alcun CCNL di categoria e di conseguenza il lavoro in nero è un rapporto subordinato, instaurato senza che il datore di lavoro adempia all’obbligo di procedere all’invio della comunicazione alle autorità (Centro per l’Impiego, Inps o Inail a seconda del tipo di attività di lavoro). Chi accetta di lavorare in nero deve poi subire tutta una serie di vessazioni quali orari di lavoro superiori al dovuto, permessi non concessi, retribuzioni non corrisposte o non versate nei tempi dovuti, a cui si aggiungono assicurazioni non stipulate e contributi pensionistici non versati. La protervia dei datori di lavoro si basa sulla convinzione che il lavoratore non avrà mai il coraggio di denunciare la sua situazione per non perdere il seppur illegale posto di lavoro o nel timore che anche lui subirà delle penalizzazioni. Ciò non è vero; Il lavoratore è la parte debole della catena e non rischia sostanzialmente nulla se non in un caso ben preciso. Ci riferiamo a quei lavoratori che, avendo perso il posto di lavoro, hanno chiesto ed ottenuto l’indennità di disoccupazione, ma che hanno anche accettato un lavoro in nero; al lavoratore che abbia reso, all’Inps o al Centro per l’impiego, la dichiarazione dello stato di disoccupazione, ma in realtà risulti impiegato in nero, può essere, innanzitutto, contestato il reato di falsa dichiarazione, o, più precisamente, di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. La pena prevista, in questo caso, è la reclusione fino a due anni.

Come denunciare il lavoro nero

L’intento di questo post è quello di rispondere alla domanda : “ È possibile denunciare, in tutta sicurezza , il datore di lavoro che utilizza il lavoro nero”? Denunciare il lavoro in nero è possibile, anche in forma anonima, e in alcuni casi è l’unica strada da percorrere nel tentativo di migliorare il mercato del lavoro in Italia. Il metodo più diretto consiste nel :

  • denunciare i fatti all’Ispettorato del Lavoro presso la Direzione Provinciale del Lavoro di pertinenza;
  • riportare dati relativi all’attività e alle mansioni svolte, indicando l’indirizzo della ditta, il giorno di inizio del lavoro, gli orari di lavoro e la retribuzione percepita;
  • procurarsi prove documentali attestanti il lavoro effettuato ed eventuali prove testimoniali a sostegno della denuncia.

Meglio sarebbe rivolgersi subito ad un Sindacato (Cgil, Cisl, Uil, Ugil) per ottenere la consulenza delle associazioni di categoria; in ogni modo gli operatori dell’Ispettorato del lavoro o del sindacato provvedono ad aprire la pratica nel tentativo di addivenire ad una conciliazione mediante una contrattazione e pacifica gestione della controversia. Il problema sorge qualora l’azienda non sia disponibile ad una definizione bonaria della problematica; in questo caso il lavoratore dovrà decidere se affidare agli studi legali del sindacato di gestire la causa davanti al Giudice del Lavoro. Nella fase di preparazione della vertenza verranno coinvolti anche l’Inps, l’Inail e l’Asl di competenza territoriale che si occuperanno di appurare le irregolarità di loro competenza. L’Inail verrà infatti coinvolto per controllare che il datore di lavoro tuteli i diritti contributivi e previdenziali del lavoratore. L’Asl interverrà invece nel caso in cui vengano denunciate irregolarità connesse a condizioni igienico sanitarie o alla sicurezza sul lavoro non a norma per i lavoratori. Un altro modo per denunciare il lavoro nero è quello di rivolgersi alla Guardia di Finanza e sporgere denuncia. Quest’ultima può essere effettuata nel totale anonimato.

La piaga del lavoro nero ultima modifica: 2016-09-29T19:00:15+00:00 da pps9000
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